SEGA ha chiarito la propria posizione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nello sviluppo dei videogiochi. La compagnia giapponese sta già impiegando la tecnologia in alcuni ambiti aziendali, ma non intende affidarle gli aspetti creativi dei propri giochi.
A spiegare l’approccio dell’azienda è stato Tsuyoshi Saito, senior executive officer e deputy chief business officer di SEGA, in un’intervista a Nikkei. Il dirigente ha sottolineato come la compagnia stia procedendo con particolare cautela nell’introduzione dell’AI all’interno dei processi di sviluppo.
“Stiamo utilizzando l’AI per migliorare l’efficienza in ambiti come il publishing e i dipartimenti aziendali, oltre che per generare idee di business. Tuttavia, siamo molto cauti riguardo al suo utilizzo nel processo di sviluppo dei giochi e non affidiamo gli aspetti creativi dei videogiochi all’AI.”
La distinzione tracciata da Saito riguarda quindi soprattutto il modo in cui la tecnologia viene utilizzata. SEGA considera l’intelligenza artificiale uno strumento utile per ottimizzare alcune attività interne e supportare la generazione di idee, mentre la componente creativa dei videogiochi rimane sotto il controllo degli sviluppatori.
L’azienda ha inoltre istituito una Generative AI Committee, struttura dedicata a valutare e coordinare l’utilizzo della tecnologia all’interno del gruppo. Al suo interno opera anche un AI Task Force, incaricato di sviluppare strumenti di intelligenza artificiale proprietari. Il gruppo collabora inoltre con i dipartimenti di pubbliche relazioni di SEGA in Nord America ed Europa per gestire le richieste delle piattaforme di distribuzione relative alla comunicazione sull’utilizzo dell’AI.
La posizione arriva dopo alcune discussioni sull’impiego dell’AI all’interno dei progetti di SEGA. All’inizio dell’anno era emerso, ad esempio, che la tecnologia era stata utilizzata durante lo sviluppo di Crazy Taxi: World Tour, in particolare per alcuni asset ambientali. Il creatore della serie, Kenji Kanno, aveva successivamente spiegato che l’impiego dell’AI era legato soprattutto alla generazione di idee e come riferimento durante il lavoro sul gioco.
L’approccio di SEGA non equivale quindi a un rifiuto generale dell’intelligenza artificiale. La compagnia sembra piuttosto voler stabilire una separazione tra gli utilizzi destinati a rendere più efficienti le attività aziendali e quelli che riguardano direttamente la realizzazione creativa dei videogiochi, ambito nel quale Saito ha ribadito la volontà di mantenere un controllo umano.
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