Rockstar, il responsabile HR dice di avere avuto poco interesse per l’attività sindacale

Il responsabile HR di Rockstar, Charlie Kinloch, è stato interrogato sui licenziamenti di 34 dipendenti e sulle accuse di attività antisindacale.

Il caso dei licenziamenti che coinvolge Rockstar Games prosegue davanti al tribunale del lavoro di Glasgow, nel Regno Unito. Durante l’udienza del 9 ottobre, Charlie Kinloch, responsabile delle risorse umane e direttore delle operazioni dello studio Rockstar Lincoln, ha dichiarato di aver avuto «poco interesse» per le informazioni relative all’attività sindacale dei dipendenti che gli venivano trasmesse da una fonte interna.

La vicenda riguarda il licenziamento di 34 dipendenti avvenuto nell’ottobre 2025, tra Regno Unito e Canada. Una parte degli ex lavoratori, sostenuta dall’Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB), sostiene di essere stata allontanata per il proprio coinvolgimento nelle attività sindacali. Rockstar respinge l’accusa e afferma che i licenziamenti siano stati motivati dalla condivisione non autorizzata di informazioni aziendali riservate.

Secondo quanto emerso durante il procedimento, un dipendente avrebbe trasmesso a Kinloch informazioni provenienti da un server Discord privato utilizzato dai lavoratori per organizzarsi. Gli ex dipendenti sostengono che la direzione fosse stata informata dell’andamento delle adesioni al sindacato nei mesi precedenti ai licenziamenti, un elemento che potrebbe assumere rilevanza per stabilire se le attività sindacali abbiano avuto un ruolo nella decisione dell’azienda.

Kinloch ha contestato l’interpretazione secondo cui avrebbe cercato di monitorare deliberatamente l’appartenenza sindacale dei dipendenti. La sua testimonianza si inserisce in un confronto più ampio tra le ricostruzioni delle due parti, chiamate a chiarire quali informazioni fossero state raccolte e in che modo fossero state utilizzate.

Un altro punto discusso riguarda le dichiarazioni rese dal responsabile HR durante una precedente udienza, nel gennaio 2026. I rappresentanti dei lavoratori hanno sollevato dubbi sulla coerenza delle sue risposte riguardo alla conoscenza dell’appartenenza sindacale dei dipendenti. Kinloch nega di aver cercato di fuorviare il tribunale.

Rockstar sostiene che il provvedimento disciplinare sia legato alla diffusione di contenuti riservati all’interno del server Discord, nel quale sarebbero state condivise informazioni sul lavoro dello studio e sullo sviluppo dei suoi giochi. L’azienda considera la protezione dei propri progetti una priorità, anche alla luce delle precedenti fughe di notizie relative a GTA 6.

Il procedimento dovrà stabilire se i licenziamenti siano stati legittimi o se, come sostengono gli ex dipendenti, abbiano violato i loro diritti legati all’attività sindacale. Al momento non è stata annunciata una decisione definitiva sul merito della controversia.

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