Una partita ad Among Us si è trasformata in un passaggio decisivo per il salvataggio di una ragazza di 17 anni, scomparsa dallo Utah nel maggio 2025. Dopo oltre 500 giorni, la giovane è stata ritrovata il 1° novembre 2026 in un’abitazione di Huntington, in Oregon, grazie a un messaggio inviato a un altro giocatore attraverso il popolare titolo multiplayer.
La ragazza, identificata come Kylie Arellano, aveva 15 anni quando la sua famiglia ne aveva denunciato la scomparsa da Garden City, nello Utah. Secondo gli atti giudiziari, era stata portata in Oregon da Adam Hunter Harmel, 39 anni, che avrebbe conosciuto online prima della sparizione.
Durante la permanenza nell’abitazione dell’uomo, la ragazza sarebbe stata privata della possibilità di andarsene e sottoposta a ripetute violenze. Gli investigatori sostengono inoltre che Harmel le avesse tolto il telefono e successivamente consegnato un dispositivo senza connessione cellulare, utilizzabile soltanto tramite Wi-Fi.
È proprio attraverso quel telefono che Kylie è riuscita a collegarsi ad Among Us e a conoscere un altro giovane giocatore. Le conversazioni sono poi proseguite su un’altra piattaforma, dove la ragazza ha rivelato la propria identità e spiegato di essere trattenuta contro la sua volontà in Oregon.
L’altro ragazzo ha raccontato quanto stava accadendo a un genitore, che ha contattato l’FBI. Gli investigatori hanno quindi organizzato una videochiamata con Kylie il 1° novembre, durante la quale la giovane ha fornito informazioni sulla propria situazione e mostrato elementi utili a verificare il racconto.
Le autorità sono intervenute lo stesso giorno, liberando la ragazza dall’abitazione e accompagnandola a ricevere assistenza medica. Harmel è stato arrestato durante un controllo stradale e accusato a livello federale di aver trasportato una minorenne oltre i confini statali con l’intento di commettere attività sessuali criminali. Le accuse dovranno essere accertate nel procedimento giudiziario.
La vicenda mostra un aspetto diverso delle piattaforme videoludiche online: in questo caso, uno spazio frequentato da milioni di persone per giocare e socializzare ha permesso a una minorenne di entrare in contatto con qualcuno disposto ad ascoltarla e a chiedere aiuto. Un episodio che ricorda anche quanto sia importante prestare attenzione alle interazioni online, soprattutto quando coinvolgono utenti molto giovani.
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