[RECENSIONE] Zero Escape: Virtue’s Last Reward

Da il il

[RECENSIONE] Zero Escape: Virtue’s Last Reward

 

HAVE A NICE TRICK!

Il genere delle visual novel non gode di una fanbase di ampiezza rilevante nel nostro Paese: sono poche le persone che conoscono ed apprezzano questa particolare (e quindi poco diffusa) tipologia di videogiochi, troppo ricchi di testo e poveri di azione vera e propria. La situazione, invece, cambia radicalmente se ci spostiamo in Giappone, Paese nel quale questo genere viene considerato tutt’altro che di nicchia, visto che circa il 70% dei videogiochi per PC rientrano proprio in questa categoria. Il paragone più comprensibile per un occidentale non avvezzo al genere potrebbe essere quello con i libri game (avete presente la collana Lupo Solitario?), in cui la sorte del protagonista viene messa quasi totalmente nelle mani del lettore, che plasmerà gli eventi tramite decisioni da prendere e dadi da lanciare. In Virtue’s Last Reward non ci sono dadi, ma la lettura di testi costituisce un buon 80% del gioco, con l’altro 20% occupato dalla risoluzione di enigmi più o meno complessi, dall’esplorazione di piccole stanze e da scelte morali da compiere per progredire nel gioco. Un titolo ben lungi dal risultare appetibile a tutti i palati, sia chiaro, ma chi non si farà scoraggiare dalle particolari meccaniche di gioco si troverà immerso in un’esperienza coinvolgente ed appassionante, seppur non priva di difetti. 

Ecco a voi Dio. Non sto scherzando, si chiama davvero così!

Ecco a voi Dio. Non sto scherzando, si chiama davvero così!

Virtue’s Last Reward, è bene metterlo in chiaro fin da subito, è il seguito “indiretto” di quel “999: 9 hours, 9 persons, 9 doors”, rilasciato in giappone nel dicembre del 2009 per Nintendo DS e, purtroppo, mai approdato nei nostri negozi, che ha raccolto giudizi positivi di critica e pubblico fin dal suo esordio sulla portatile a due schermi della grande N. Seguito indiretto perché, pur condividendo alcune tematiche e personaggi con il suo predecessore, VLR è un gioco a sé stante e può essere gustato anche da chi non avesse giocato il primo titolo, grazie anche a numerosi rimandi e spiegazioni degli eventi di 999.

Questo è il cast al completo

Questo è il cast al completo

La trama è assolutamente fantastica e, da sola, renderebbe il titolo meritevole di un acquisto immediato da parte di ogni videogiocatore: nove persone sono state rapite e portate in una struttura misteriosa da un misterioso individuo noto come “Zero”, al fine di partecipare a un gioco sadico e pericoloso, il Nonary Game (Ambidex Edition). In questo gioco nel gioco, un complesso sistema di alleanze e tradimenti permetterà ai giocatori di guadagnare o perdere BP (Bracelet Points), dei punti che andranno ad incrementare o a diminuire un pool iniziale di 3 punti per giocatore. Chi arriva a zero punti verrà punito con la morte, mentre chi raggiungerà gli agognati 9 punti, avrà il diritto di aprire una porta speciale e lasciare la struttura. Questa la regola principale del gioco, alla quale si affiancano una serie di direttive secondarie, che regolano le tempistiche e le modalità di spostamento dei vari partecipanti all’interno della struttura, oltre alle azioni concesse loro. Un cast di personaggi eccezionalmente vario e ben studiato impreziosisce una narrazione che, pur soffrendo di un’eccessiva prolissità in alcuni passaggi, si attesta su ottimi livelli per quasi tutta la durata dell’avventura. Potrà piacervi o meno, ma la trama di VLR è senza dubbio il suo più grande punto di forza e saprà tenervi incollati allo schermo per circa 50 ore complessive: grazie ad un comodo schema ad albero, infatti, sarà possibile rivisitare gli snodi più importanti della vicenda, per cambiare le nostre scelte e vedere tutti i numerosi finali offerti dal gioco (e, credetemi, vorrete farlo).

Ecco il nostro bracciale della morte. Al momento abbiamo solo 3 BP.

Ecco il nostro bracciale della morte. Al momento abbiamo solo 3 BP.

L’unico difetto imputabile al comparto narrativo del titolo è una certa ripetitività nella sceneggiatura a livello di battute dei personaggi, che tendono spesso a perdersi in spiegazioni fin troppo dettagliate (Zero III, lo strano coniglio parlante che vi guiderà durante l’Ambidex Game, è un esempio lampante in questo senso) e, più in generale, a ripetere concetti già chiari da un pezzo, come se fosse la prima volta che vengono esposti. Questo può portare ad un leggero tedio nei giocatori meno pazienti, che finiranno inevitabilmente col mal digerire alcune sezioni di gioco, che soffrono particolarmente per questo problema. Nulla di troppo fastidioso, sia chiaro, ma è comunque una criticità degna di essere notata e che spero verrà limata nel, già annunciato, terzo capitolo della trilogia. In ogni modo, l’elevato impatto emotivo dato dalle scelte morali (profonde, incisive e mai scontate) e la trama ricca di colpi di scena, stravolgimenti di fronte e spunti di riflessione incredibilmente profondi, sapranno garantirvi un tasso di coinvolgimento che è raro riscontrare in altri titoli odierni e non solo.

Queste sono Luna (a sinistra) e Alice (a destra)

Queste sono Luna (a sinistra) e Alice (a destra)

I controlli nella versione PS Vita del titolo sono piuttosto semplici e intuitivi, con il touch screen che si vede affiancare dignitosamente dai tasti fisici, per una commistione efficace e non invasiva: in ciascuno dei due casi gli input dati dal giocatore vengono registrati bene dalla console, anche se i controlli touch funzionano comunque meglio della controparte fisica. La situazione è leggermente migliore su 3DS, grazie ai due schermi che meglio si adattano a questo genere di gioco. In qualsiasi formato lo acquistiate, però, VLR si gioca bene, le differenze evidenziate sono marginali e sono perlopiù soggette alla preferenza del singolo individuo.

Phi, uno dei personaggi più interessanti del cast

Phi, uno dei personaggi più interessanti del cast

La situazione cambia leggermente quando si analizza il comparto tecnico del gioco: se il comparto artistico è identico su entrambe le console (ossia molto particolare e tipicamente nipponico nel gusto e nella presentazione) e si attesta su livelli più che buoni (con un design distintivo degli ambienti , che, nella loro ripetitività, riescono a trasmettere un senso di oppressione non indifferente al giocatore, ed uno variegato, certosino ed altrettanto efficace dei personaggi), lo stesso non si può dire dell’aspetto grafico/sonoro del gioco. Graficamente la versione PS Vita stravince sulla controparte per 3DS, grazie ad un uso migliore dei colori, che si presentano più vividi e piacevoli, ed allo schermo più grande e dalla maggior risoluzione, che permette di individuare più facilmente i vari dettagli e oggetti che riempiono gli ambienti di gioco. Nessun rallentamento è stato riscontrato in nessuna delle due versioni analizzate. Per quanto riguarda il sonoro, le due versioni sono pressoché alla pari, con musiche evocative e d’atmosfera (anche se numericamente piuttosto ridotte) ed un doppiaggio in giapponese di ottimo livello. Unico appunto per la localizzazione, presente solo in inglese: chi non lo capisce bene avrà, suo malgrado, grosse difficoltà a gustarsi questo titolo.

L'armatura di K sembra uscita direttamente da Vanquish

L’armatura di K sembra uscita direttamente da Vanquish

Virtue’s Last Reward è un gioco eccellente, ad un passo dall’essere un capolavoro. Una trama memorabile, profonda e mai scontata, un cast di personaggi eccezionale ed una longevità invidiabile ne fanno uno dei migliori esponenti del genere a cui appartiene, nonostante i difetti che ne ridimensionano la grandezza. Questo è il tipico gioco in cui l’insieme equivale a più della somma delle parti costituenti: VLR ha “quel qualcosa” che lo rende unico, che rende il tentare di spiegarlo decisamente riduttivo. VLR va vissuto. Dopodiché, non verrà più dimenticato.

Scritto da: Giorgio de Cesare

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet