[expand title=”Open” swaptitle=”Close”][schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”Grand Theft Auto 5″ rev_name=”GTA 5″ rev_body=”Benvenuti nel paradiso infernale di Los Santos” author=”gigi” pubdate=”2013-09-21″ user_review=”9.9″ min_review=”1″ max_review=”10″ ][/expand]
Benvenuti nel “paradiso infernale di Los Santos”
GTA V è probabilmente l’acronimo più pronunciato in queste ultime settimane, fatte di attese, hype a mille e voglia sempre più irrefrenabile di mettere le mani su quest’ultimo lavoro Rockstar. GTA V con duecentosessantacinque milioni di dollari spesi per la produzione è il videogioco più costoso dell’intera storia videoludica e dopo 5 anni di attesa torna più prepotente che mai.
Per chi non conoscesse la serie Gran Theft Auto ha probabilmente sbagliato sito o quantomeno non ha vissuto in questo mondo perdendosi una delle serie più famose. Dalle sue prime trasposizioni su PSX con visuale dall’alto, GTA è stato sempre oggetto di discussioni e critiche, divenute sempre più pressanti con le ultime edizioni uscite in questa generazione. Tuttavia ci sentiamo in dovere di dire come GTA più che essere la causa di diverse stragi o morti secondo alcune menti “superiori” non fa altro che mostrare com’è la vita nella realtà, pieno di corruzione, malavita e illegalità che tutti vedono sotto i propri occhi ma che nessuno ha il coraggio di denunciare, fin quando questo mondo, nascosto e in agguato, non tocca la propria esistenza.
Con un budget simile a disposizione è chiaro attendersi qualcosa di mai visto, qualcosa che lasci senza fiato, ed in effetti i primi istanti del gioco lo fanno, mettendo subito in evidenza una delle novità più importanti a livello di gameplay: avere la possibilità di cambiare personaggio in qualsiasi momento, tramite la pressione del D-pad, passando tra i tre characters che saranno protagonisti delle nostre scorribande tra le strade di Los Santos. Il primo di questi tre che conosceremo sarà Micheal, un uomo con un passato nella malavita che sembra ormai esserne venuto fuori. Tuttavia una vita familiare non propriamente idilliaca nel rapporto con moglie e figli e alcune circostanze lo porteranno inevitabilmente a tornare in gioco, in primis l’incontro con il pazzoide Trevor. Trevor è un uomo che vive tra spacciatori e bande rivali, che non pensa ad altro che al sesso, ma che ben presto farà vedere un lato del suo carattere impensabile solo all’inizio delle nostre avventure. Infine abbiamo il terzo personaggio, Franklin, probabilmente il meno interessante dei tre ma che serve da collante per le vite degli altri due, soprattutto Trevor. Ognuno di questi personaggi possiede sette caratteristiche che nel corso della nostra avventura potranno essere migliorate solo attraverso lo svolgimento di attività secondarie, in modo ad esempio di farci migliorare la resistenza, la velocità o il grado di resistenza in apnea. Inoltre a completare il tutto ognuno di essi avrà anche una caratteristica speciale attivabile con la pressione degli analogici, Micheal avrà a disposizione un bullet time mentre è in piedi, Franklin mentre è in macchina ed infine Trevor potrà aumentare i danni inflitti ai nemici ed essere allo stesso tempo invulnerabile agli attacchi subiti. La cosa che più salta all’occhio durante i nostri primi passi nell’enorme cittadina americana, è una città piena di vita che offre molteplici occasioni sia ai personaggi principali, ma anche alla gente che circola, con incidenti, inseguimenti o rapine mentre noi siamo intenti a compiere le nostre missioni. La mappa di Los Santos è enorme, una Los Angeles ricostruita nei suoi minimi particolari, con scorci e panorami che spesso e volentieri ci fermeremo a guardare per ammirare il lavoro svolto con cura maniacale da parte dei programmatori. Dunque una città che non è più passiva come nei precedenti capitoli ma che vive e reagisce alle nostre azioni, sembra quasi che respiri. Inoltre a seconda della zona che visiteremo potremo ammirare diverse abitazioni, diversi stili non solo negli edifici ma anche nel vestire di chi riempie le strade. Dal lato del gameplay diverse le novità introdotte, innanzitutto per ciò che concerne le sparatorie è stato rivisto completamente il sistema di puntamento e coperture, con un modello che richiama molto da vicino quello già utilizzato per l’ottimo Max Payne. Ingaggiare duelli a colpi di arma di fuoco sarà semplice grazie al puntamento automatico (che si può sempre eliminare) ma al tempo stesso dannatamente divertente. Per ciò che riguarda le missioni, oltre a quelle principali ci saranno molte missioni secondarie o casuali (ad esempio rincorrere un ladro che a appena commesso una rapina e decidere se restituire o tenersi la refurtiva). Le missioni principali sono divise in base al personaggio selezionato, quindi in base ad esso potremo compiere o meno la missione in questione. Al termine di ogni missione ci sarà assegnata una medaglia a seconda del nostro comportamento. Disporremo di uno smartphone con cui sarà possibile compiere diverse azioni, inoltre Rockstar ha pensato anche a creare una rete internet nel mondo di Los Santos con cui poter navigare da un computer qualsiasi e compiere molteplici attività. Da segnalare poi la presenza di alcune missioni che saranno cruciali per l’avanzamento del gioco, che saranno quelle più complesse in quanto occorrerà compiere prima sopralluoghi e rifornirsi del necessario prima di entrare in azione, scegliendo se agire solo con la forza bruta oppure un approccio più stealth, scegliere la squadra che ci affiancherà, autisti, hacker insomma davvero missioni complesse nel senso pieno del termine.
Nessun GTA è tale se non si guida, ed anche in questa sua ennesima trasposizione il titolo Rockstar mostra un modello di guida arcade ma che ben si inserisce nel contesto. Tuttavia rispetto al predecessore si nota come il modello di guida sia ancora più arcade che mai. Voli con le auto con la possibilità di aggiustarsi in volo, danni che sono poco incisivi sulla guida ed infine la possibilità di ribaltare l’auto con la pressione di un tasto. Cose che potranno piacere o meno ma che almeno nelle intenzioni Rockstar ha voluto inserire per rendere meno frustanti situazioni che spesso causavano il fallimento delle missioni nei GTA precedenti. Come al solito saranno presenti diversi tipi di autovetture e motoveicoli. Questa volta si potranno inoltre guidare diverse imbarcazioni. tra cui anche quelle a vele, elicotteri e persino aeroplani di linea. Le autovetture potranno essere potenziate per poter gareggiare in corse clandestine o anche semplicemente per il gusto di avere un auto più potente. Restando in tema di imbarcazioni, bisogna segnalare la cura con cui è stato realizzato l’oceano, non solo sarà possibile nuotare ma anche esplorare i bellissimi fondali. Nulla sembra lasciato al caso, ogni vicolo o edificio è curato fino ai minimi particolari, senza parlare poi degli interni di alcuni edifici. Veniamo al capitolo polizia, sembra che quest’anno sia diventata più violenta nel senso che cercheranno prima di farvi fuori e poi di arrestarvi, insomma è dotata di un’intelligenza artificiale che ci ha poco convinto. Infine nel caso si venga eliminati si finirà come al solito all’ospedale con conseguente decurtazione di una certa somma di dollari. Già i dollari, questi costituiscono a prim impatto una componente essenziale in quanto ci permetterà di acquistare nuove armi o potenziamenti o ancora meglio dei nuovi edifici, garage ed addirittura hangar. Tuttavia acquisire nuovi edifici non servirà ai fini della trama principale, così come non servirà il più delle volte acquistare armi in quanto spesso ci vengono date n dotazione durante la nostra avventura.
Dal punto di vista tecnico GTA V è una gioia per gli occhi, tutto sembra essere curato in modo maniacale, alcuni scorci della bellissima Los Santos meritano di essere visti e ammirati almeno una volta nella nostra esperienza, soprattutto al tramonto. Di ottima qualità anche gli effetti atmosferici dinamici e l’alternarsi del giorno e della notte. Eccezionale poi la fisica dell’acqua, in grado di condizionare la guida delle diverse imbarcazioni presenti. Tuttavia vi sono delle imperfezioni ma si tratta di dettagli in quanto con tutto quello che ci verrà mostrato in video qualche dettaglio può scappare. Parliamo del frame rate non sempre molto stabile e di alcune texture rivedibili. Ma ripetiamo sono delle piccole mancanze rispetto a ciò che ci viene mostrato a video. Altro stato dell’arte è rappresentato dalle ottime animazioni e dalle eccezionali espressioni facciali che sanno regalarci soprattutto i personaggi principali. Il sonoro è di qualità sopraffina con una colonna sonora rappresentata da musiche di ogni genere e per tutti i gusti, ottimo anche il doppiaggio che però resta solo in inglese, ma almeno questa volta i sottotitoli saranno ben più visibili che nel passato, risultando scritti in maniera più grande. Insomma un sonoro eccelso che ci accompagnerà in tutta la durata del gioco e che mai sembrerà essere d’intralcio. A livello di gameplay come avuto modo di ribadire prima, il gioco è perfetto così com’è, c’è davvero poco che non funziona a dovere. Portare al termine GTA V nella sua trama principale non è impossibile anche se la sua durata è ben oltre la media dei titoli moderni, ma completarlo al 100% sarà davvero un’impresa da titani divisi tra eventi casuali e missioni secondarie. Il nostro consiglio è di dedicarsi prima alla trama principale e poi concentrarsi sulle secondarie per non rischiare di perdersi tra le decine e decine di cose da fare.
La versione Next-Gen di GTA V, uscita il 18 Novembre 2014, ha voluto reintrodurre un brand mastodontico di ottima fattura anche sulle cosole di ultima generazione. Prima ed importante novità, quella di poter giocare completamente il titolo, sia offline,che online, in prima persona. Sembra strano a dirsi, ma nelle più disparate fasi di shooting presenti in Grand Theft Auto, usufruire di una prima persona longeva e ben costruita, pur essendo un 3ps, è fantastico. Inoltre è stato portato tutto ad un livello superiore, e lo si può tranquillamente notare dai profondi oceani, alla folta e ricca vegetazione, ai giochi di luce e dalle condizioni climatiche. Pur essendo un titolo che comunque ha venduto una quantità spropositata di copie l’anno scorso, anche quest’anno GTA V si è fatto particolarmente sentire, e in Inghilterra, infatti, nell’arco di una settimana è stato raggiunto il record di vendite. Grand Theft Auto 5 non stanca mai, insomma, e la buona parte di utenza che amava fare follie a Los Santos su PS3 e XBOX360, ora potrà farle anche su Next-Gen, certo il prezzo come ben sappiamo non è onestissimo, ma almeno vale sicuramente la pena di averlo per potersi godere il titolo su un livello superiore rispetto al passato. Dare giudizi ad un’opera come GTA V è davvero riduttivo, spendere anche tante parole sembra mai come in questo caso davvero troppo poco, si rischia di tralasciare alcuni aspetti del gioco che anche se secondari contribuiscono a dare quel senso di maestosità che Rockstar ha voluto donare alla sua creatura. Chiunque è in obbligo di provare un giro per Los Santos siamo sicuri che non potrà che essere colpito da ogni suo minimo particolare, dalla cura con cui tutto è stato confezionato. E’ un gioco perfetto? No non lo è, come tutte le cose anche la più bella opera d’arte presenta delle piccole imperfezioni, ma se la perfezione esiste sappiamo che GTA V la sfiora a più riprese.
Il Buono
- Una città immensa
- Tantissime cose da fare
- Stile grafico impeccabile
- Gameplay che ci conquista dal primo istante
Il Cattivo
- Qualche lieve imperfezione nelle texture
- Intelligenza artificiale non sempre al top
- Vita sociale azzerata...








