[RECENSIONE] Armored Core: Verdict Day

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[RECENSIONE] Armored Core: Verdict Day

[schema type=”review” name=”Armored Core: Verdict Day” rev_name=”AC:VD” rev_body=”16 anni… ed iniziare a sentirli?” author=”Max OminoGiallo Andreon” pubdate=”2013-10-04″ user_review=”6″ min_review=”1″ max_review=”10″ ]

Armored-Core-Verdict-Day-logo16 anni… ed iniziare a sentirli?

L’attuale (ancora per poco) generazione di console ha avuto forse una caratteristica, tra le tante, che l’ha contraddistinta dalle precedenti. Oltre ad una grafica spesso pompata, al motion capture intensivo e all’introduzione dei tanto amati/odiati trofei ed obiettivi, una particolarità che non di rado abbiamo trovato nei titoli degli ultimi anni è una difficoltà settata generalmente medio-bassa, probabilmente per conquistare un buon bacino d’utenza, regalando un titolo che non crei troppi problemi a livello di gameplay ed usabilità in generale. Nonostante questo scenario apparentemente demoralizzante, i ragazzi di From Software si sono sempre contraddistinti per le loro produzioni, che guarda caso imbracciano uno stile di gioco che strizza l’occhio tutt’altro che alla semplicità. Non mi sto riferendo tanto all’ormai ben noto ed apprezzato Dark Souls, ma all’ennesimo capitolo di una delle serie più longeve e fanboystiche che risponde al nome di Armored Core. Dall’ormai lontano 1997 la serie di AC è un punto fermo per tutti gli ammiratori dei mecha, amore dovuto in primis all’eccellente personalizzazione dei giganti di ferro, avendo quindi modo di dar sfogo alla propria fantasia per creare il mecha definitivo che ci accompagnerà verso innumerevoli battaglie. Ovviamente questo è ancora uno degli aspetti più importanti di Armored Core: Verdict Day, ultimo arrivato della saga nonché conosciuto anche come corposo DLC del precedente capitolo (Armored Core V).

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Personalizzazione nel miglior modo i mecha sarà un elemento chiave per la vittoria

Muniti di chiavi inglesi e viteria varia, una gran quantità di tempo sarà spesa nell’officina, dove potremo assemblare il nostro AC a nostro piacimento, in tutto e per tutto, con le componenti che avremo disponibili fin da subito oppure con i pezzi guadagnati nelle varie battaglie. Non sarà una sola questione d’estetica: benché si possano colorare a piacimento i componenti del mecha, applicare emblemi o adesivi, scegliere le componenti del corpo che più ci aggradano, il punto dovrà essere focalizzato sull’efficienza del nostro gigante di ferro. Montando varie tipologie di armi, che vanno da pistole a fucili mitragliatori e da cannoni a spade, dovremo tener un livello d’equilibrio tra potenza, sovraccarico e movimento. Avere un mecha con innestati due cannoni laser e un mitragliatore non risulta molto utile, in quanto verrebbe sacrificato il movimento a causa dell’eccessivo peso che le gambe dovrebbero sopportare, oppure il mecha potrebbe risentirne per un sovraccarico d’energia. Com’è ovvio che sia quindi bisognerà sputare sangue ed olio per trovare il giusto compromesso che soddisfi l’efficienza in campo oltre che il nostro gusto, anche perché la scelta sbagliata la pagheremo cara durante le battaglie, facendo risultare degli scontri anche potenzialmente semplici peggio di un calvario.

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Anche se l’apparenza inganna, l’interfaccia di gioco risulterà caotica ai meno avvezzi alla saga

Per l’appunto, Armored Core: Verdict Day non è un gioco semplice, garantendo un buon livello di sfida anche nei primi livelli della modalità in single player, e tutto questo purtroppo non è un invito ad imbracciare le armi per i giocatori occasionali o novizi, a meno che questi ultimi non siano seriamente intenzionati a voler spendere ore e ore per approcciarsi come si deve al gioco, ottenendo risultati soddisfacenti solo nel lungo periodo. Buona parte della colpa è dovuta non tanto da una storyline fondamentalmente di contorno e priva di mordente (mondo dilaniato dalle ripetute battaglie di tre grosse fazioni, e noi essendo mercenari ci uniremo a chi paga meglio e distruggeremo qualunque cosa si muova, indipendentemente da che faccia abbia il nostro padrone. Fine.) ma da interfacce, in game e non, tutt’altro che usabili e di facile comprensione. Ne bel mezzo degli scontri la sensazione è quella di smarrimento, con troppe indicazioni a video di cose che probabilmente non capiremo, e tra mecha avversari che ci triteranno senza pensarci due volte e movimenti imprecisi della telecamera, il novizio probabilmente non riuscirà a raccapezzarsi e l’idea di cambiare gioco probabilmente balenerà nella sua mente dopo anche solo un’ora. Un’arma a doppio taglio quindi, perché chi è già abituato a meccanismi di questo tipo non faticherà a sentirsi a casa, ma inesorabilmente vengono tagliate le gambe al grande pubblico, non offrendo grosse motivazioni per continuare se non appunto lo sfrenato amore che bisogna avere per il mondo robotico.

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Il menu Mondo vi mostrerà tutte le battaglie in tempo reale, le quali avranno un impatto decisivo sull’esperienza di gioco

Chi si sa muovere a proprio agio in questo universo particolare troverà interessante la nuova struttura generale su cui si basa l’intero titolo. Non esisterà un vero e proprio singleplayer o multiplayer, nella schermata principale noteremo una mappa di gioco, raffigurante il nostro pianeta, dove i colori predominanti saranno quelli delle tre fazioni, a cui saremo chiamati ad unirci per compiere le nostre sortite sia in modalità storia che nelle modalità competitive. Anche giocando quello che dovrebbe essere il single player a tutti gli effetti, prima di iniziare una delle missioni principali, potremo scegliere se partire in solitaria oppure reclutare un mercenario presente nella rete, ovviamente non gratis. Il risultato delle sortite potrebbe esser parecchio differente se la partita è giocata in solitaria od in cooperativa, la scelta starà a voi, ma anche al matchmaking. Già, perché trattandosi di un gioco destinato ad un pubblico di nicchia e con buona parte dei fan appartenenti alla terra del Sol Levante, trovare un compagno non sarà un’impresa da poco. Cosa a cui probabilmente gli sviluppatori avevano già preventivato dato che sarà possibile reclutare comunque dei bot controllati dall’IA, questo però solo avendo proseguito un po’ nella campagna. Qualora invece abbiate degli amici con la stessa passione per i robottoni giganti potrete creare una vera e propria squadra, di cinque giocatori, con la quale potrete scorazzare ove vogliate per seminare distruzione. Gli equilibri mondiali cambieranno in base agli esiti di tutte le battaglie in tempo reale, il che renderà la vostra scalata al dominio mondiale ancor più appetitosa e divertente.

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Reclutare un mercenario “umano” garantirà maggiori chance di vittoria

Se tutto ciò rende AC: Verdict Day coinvolgente, d’altro canto invece molti aspetti fanno storcere il naso. Se la cura con cui sono stati realizzati i modelli poligonali dei mecha è sofisticata e precisa, la cura di tutto il contorno è in perfetta antitesi: scenari spogliati di qualsiasi orpello e pochi poligoni saranno gli ingredienti che condiranno tutte le scorribande a bordo dei nostri AC, creando un senso di desolazione ottenuto non per scelta nostra. I menu generali di gioco risultano abbastanza confusionari e il timore di non capire cosa si stia selezionando, che sia esso un componente dell’officina o una modalità di gioco, è sempre dietro l’angolo grazie a interfacce tutt’altro che user friendly. Ma oltre a questioni puramente tecniche di gameplay o di usabilità, il vero grosso difetto è quanto già annunciato in precedenza ovvero la chiusura quasi totale verso nuovi (e numerosi) giocatori. Non ci sono tutorial, se non uno molto breve all’inizio, che aiutino il giocatore ad ambientarsi e tutto questo fa presagire che l’intenzione di From Software era quella di puntare nuovamente ad un ennesimo capitolo dedicato ai soli fan, i quali sicuramente apprezzeranno quanto di nuovo è offerto dal titolo, preparando già in partenza una cura ad un’eventuale carenza di giocatori online con l’inserimento dei bot. Chi è un amante dei mecha e gia conosce la saga non avrà bisogno di ulteriori input per capire che Verdict Day è un titolo con delle buone potenzialità, ma chi invece è poco avvezzo al genere difficilmente darà una chance ad un gioco così di nicchia.

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  • I fan gioiranno
  • Mecha personalizzabili in tutto
  • Offre un buon livello di sfida

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  • Non adatto ai casual gamers
  • Graficamente sotto tono
  • Online che diventerà deserto

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Scritto da: Max "OminoGiallo" Andreon

Giallo di nome ma non (più) di chioma, è un individuo atipico se confrontato ai suoi simili. Preferisce di gran lunga un joypad usurato ad una quattroruote super-sportiva. Una persona che ha bisogno dei suoi spazi intimi giornalieri con la console. La preferita? La giapponese, sia per il gaming che per il gentilsesso. Ringrazia N per averlo svezzato ludicamente, a pane e Mario-Tetris.

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