Heavy Rain
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- La storia sa regalare le stesse emozioni di sei anni fa
- Resa di luci e ombre migliorata sensibilmente
Contro
- Qualche bug imprevisto
- L'audio poteva essere ribilanciato

L’opera matura di Cage approda su PS4
Heavy Rain è un titolo che, fin dal suo lancio nel 2010 per PS3, ha saputo fare del polverone di critiche ed elogi il suo cavallo di battaglia. La volontà di Quantic Dream e del suo produttore David Cage è stata chiara e precisa da sempre: raccontare una storia di impatto cercando di trovare il giusto legame tra media cinematografico e videoludico, al fine di garantire un’esperienza più personale ed umana possibile, creando un film interattivo che faccia calare il giocatore nel ruolo di vero protagonista della vicenda. Il risultato è stato un gioco pregno di ambizione e non perfetto come il copione di un film candidato al premio Oscar, un titolo che nonostante diversi difetti ha saputo comunque raggiungere livelli qualitativi ampiamente sopra la sufficienza e che ha regalato una trama gradevole, anche se non originalissima, non povera di colpi scena e momenti di tensione e immersione narrativa (pressoché) totale. Per chi ancora non lo avesse capito, se oggi abbiamo potuto godere di giochi come The Walking Dead, Life is Strange e Until Dawn lo dobbiamo al successo, alla critica e alle discussioni più disparate che il titolo targato Quantic Dream ha riscosso da parte del pubblico giocante. Come parte prepotente della libreria PlayStation della scorsa generazione, Heavy Rain si è rifatto il trucco e si mette a disposizione di tutti quegli utenti che, per un motivo o per l’altro, non hanno avuto il piacere o il modo di metterci sopra le mani, andando ad affiancarsi in un unico pacchetto alla remaster 2015 di Beyond: Due Anime, seguito spirituale dell’opera più matura di David Cage.
Senza entrare troppo nel dettaglio della trama, le vicende di Heavy Rain ruotano intorno alla figura di Ethan Mars, un padre di famiglia emotivamente distrutto e sull’orlo della depressione a causa della perdita in un incidente di uno dei figli. Benché il gioco ci metta anche al comando di altri tre personaggi chiave, un agente del FBI, un detective privato ed una giornalista, è Ethan l’attore principale con il quale il giocatore crea un legame profondo ed emotivo: le prove che affrontiamo per arrivare all’identità del killer dell’origami vengono vissute in maniera diretta e plasmano inevitabilmente il nostro modo di giocare e pensare, facendoci vivere l’esperienza toccante e matura che il creatore del gioco ha confezionato per noi. Approfondire la trama non è l’obbiettivo di questa analisi, anche perché rimasta totalmente identica a quella dell’originale titolo del 2010; chiunque abbia giocato a suo tempo Heavy Rain non trova nessuna novità sotto questo punto di vista, per cui è altamente improbabile che reinvesta i propri risparmi per questa edizione restaurata.

Le differenze sono ovviamente di carattere squisitamente tecnico, ma è bene premettere subito una cosa. Heavy Rain godeva già su PS3 di un comparto grafico di tutto rispetto che superava ampiamente lo standard del tempo su console, così come di una colonna sonora da far alzare i peli sulle braccia nelle occasioni colme di pathos. I modelli dei personaggi principali erano già realistici quanto a colpo d’occhio, così i volti e le espressioni registrate con il motion capture. Tuttavia la realizzazione old gen del gioco di Cage non fu esente da difetti: cali di frame rate nelle sequenze scriptate (e non) e modelli di texture che si caricavano in ritardo erano tra i problemi più evidenti del comparto tecnico dell’originale, ai quali è stato posto rimedio con questa versione PS4. Le sequenze filmate ora risultano fluide come ci si aspetta da un film e le texture non subiscono ritardi nel caricamento, le quali ora risultano anche più nitide grazie alla risoluzione di 1080p e al filtro anti-aliasing MSAA (MultiSampling AntiAliasing) di qualità superiore. Il colpo d’occhio generale e la differenza con il vecchio titolo sono tangibili anche nell’effetto dato dall’acqua e dalla incessante pioggia battente che accompagna molte sequenze di gioco, ora molto più realistica sia negli ambienti luminosi che oscuri, oltre che sul volto e corpo dei personaggi.

Come tanti giochi, anche Heavy Rain, per quanto di qualità tecnica alta, era affetto da problemi legati al realismo e alla gestione delle ombre. In questa rimasterizzazione la gestione di luci e ombre è stata migliorata grazie all’implementazione dell’HDAO (ovvero l’occlusione ambientale ad alta definizione), restituendo quindi una profondità maggiore e una resa, oltre che presenza, delle ombre molto apprezzabile e naturale. Qualunque ambiente di gioco ora risulta più definito, e il risultato non è trascurabile se accostato alla versione PS3; tuttavia gli ambienti esterni risultano essere stati comunque meno ritoccati se paragonati alle zone chiuse, il che rappresenta un piccolo peccato. Come già detto, la base di partenza era solida e il lavoro di restauro visivo è nel complesso buono: Heavy Rain rimasterizzato non sfigura affatto dinanzi ai suoi attuali colleghi. Risulta più amaro invece che non sia stato fatto nulla a livello di gestione dell’audio. Il gioco è composto da musiche ed effetti sonori di ottima qualità, così come il doppiaggio in italiano è pressoché esente da difetti almeno per i protagonisti; tuttavia il bilanciamento è disastroso in non poche occasioni, costringendo il giocatore a dover intervenire sul volume di musica ed effetti per non perdersi pezzi o intere frasi dei protagonisti registrate sotto volume. Oltre a questo problema si aggiunge un bug da noi riscontrato ad ogni riavvio del titolo, ovvero il ribilanciamento al 75% dei volumi di gioco e la presenza dei sottotitoli e testi in inglese; è sufficiente sistemare l’impostazione dal menu una volta avviata una scena di gioco, però la causa ignota di questo problema ci lascia perplessi anche considerato che in rete si legge di altri errori riguardanti compenetrazioni grafiche e problemi nelle interazioni con gli altri personaggi. Fortunatamente nella nostra prova nulla di tutto questo è accaduto, ma è nostro dovere avvisarvi di tale eventualità in attesa di una patch correttiva.

A chi è consigliato Heavy Rain in questa sua veste restaurata? Sicuramente a tutti coloro che non hanno provato il gioco a suo tempo, indipendentemente dal genere preferito di videogame. Il lavoro di Quantic Dream è quasi unico nel suo genere, un’esperienza a metà tra film e videogioco, con una storia matura e dai temi forti (cosa non comune nel mercato attuale) che merita di essere provata e vissuta prima di essere giudicata banalmente. Se consideriamo che nel pacchetto è compreso anche Beyond: Due Anime (non abbiamo approfondito la remaster di qualche mese fa, ma potete trovare la recensione PS3 qui [recensione scritta] [video recensione]. Vista anche la più recente data di pubblicazione old gen e la più curata realizzazione grafica e tecnica, Beyond ha beneficiato meno del restauro in confronto a Heavy Rain), questa è sicuramente un’ottima occasione per portarsi a casa due dei titoli rappresentativi della libreria PS3. Qualora invece abbiate già giocato questo titolo, non esiste un reale motivo per acquistare la rimasterizzazione, benché le emozioni trasmesse possano far valere ancora la candela.
In qualità di Affiliato Amazon, CoPlaNet riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
