Se il single player è morto, God of War è la resurrezione!

Ha stupito davvero tutti, gamer e addetti ai lavori, la notizia che il nuovo capitolo di Call of Duty, Black Ops 4, non avrebbe avuto uno story mode. La serie shooter in prima persona di Activision ha infatti conosciuto le sue prime fortune proprio grazie ai momenti epocali in stile cinematografico delle sue campagne ambientate inizialmente in una fedele ricostruzioni delle principali battaglie della Seconda Guerra Mondiale.

Una notizia così inaspettata e impattante che qualcuno si è spinto a scommettere magari con uno sportpesa promo, sulla rapida ed inevitabile morte dei giochi in single player. Ma davvero non c’è futuro per chi ama giocare in solitario e con una componente narrativa all’interno di una esperienza di gioco?

Di certo negli ultimi anni, il multiplayer online ed anche la nuova componente agonistica degli eSports ha conosciuto uno sviluppo incredibile. Sulla scia di tutto questo c’è anche il trend del momento, quello dei battle royale, con il suo principale esponente, Fortnite, che sta battendo record su record in ogni ambito.

I giochi in single player negli ultimi anni, numericamente sono drasticamente diminuiti, questo è fuori discussione ma ci sono segnali che vanno pure in assoluta controtendenza. Quello più evidente è rappresentato da God of War. Il reboot della serie con protagonista Kratos, arrivato in esclusiva su Playstation 4 proponendo un’esperienza di gioco completamente in solitaria ed off line, sta realizzando risultati di vendita davvero incredibili: soltanto al day one, oltre 3 milioni di giocatori hanno comprato una copia del titolo in ogni parte del mondo. Dopo il primo mese si è andati oltre 5 milioni e si prevede che entro la fine del mondo, si possa andare anche sopra quota 10 milioni.

E allora dunque, dove sta la verità? Probabilmente, come capita spesso, nel mezzo. I giochi single player non sono destinati a morire come qualche opinionista troppo apocalittico e sbrigativo ha profetizzato, ma avranno ancora uno spazio importante nel panorama videoludico.

Solo che l’asticella delle pretese dei giocatori si è elevata e per ottenere importanti risultati di vendita, bisogna proporre delle esperienze particolarmente esaltanti sia sotto il profilo del gameplay che della qualità grafica, due aspetti in cui God of War senza ombra di dubbio eccelle come ben pochi altri titoli fino ad oggi.

La saggezza popolare ci indica il motto “pochi ma buoni” e questa sarà la tendenza delle esperienze di gioco in solitario da qui ai prossimi mesi. C’è da dire che il maggior baluardo di questo tipo videogames risulta essere proprio Sony attualmente. Dopo God of War infatti è arrivato a breve distanza l’avventura fantascientifica Detroit: Become Human e a settembre tantissimi aspettano il nuovo videogame di Spider-Man affidato al team di sviluppo di Insomniac Games. Successivamente arriverà anche un altro titolo attesissimo come The Last of Us – Part 2.

Insomma se i giochi single player sono morti, God of War e gli altri titoli appena citati rappresentano la resurrezione del modo più classico di concepire il videogioco e davvero risulta impensabile, soprattutto per i giocatori con più anni sulle spalle, immaginarsi un mondo dove escano soltanto esperienze “multiplayer only”.

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