BEAST OF REINCARNATION

Recensione

BEAST OF REINCARNATION

PS5 Series X PC
8/10

Il verdetto di CoPlaNet

Beast of Reincarnation è davvero un titolo difficile da giudicare. Lo possiamo collocare ai due estremi. O lo ami o lo odi. Non esiste una zona grigia. Game Freak ha fatto sicuramente il suo, creando un gameplay non originale, ma solido, divertente per larghi tratti, ma che eredita dagli altri titoli della casa di sviluppo una difficoltà non estrema. I difetti del titolo al lancio non sono peccati originali, ma elementi che possono essere corretti con un buon supporto del team e che comunque non minano l’esperienza di gioco. Stile e narrazione sono sicuramente i due punti di forza che oggettivamente non possono essere sottovalutati. La vera domanda è se ne vale la pena l’acquisto al lancio. Il prezzo è competitivo rispetto ai titoli presenti sul mercato, ma come detto in precedenza, il rischio di cadere in uno dei due estremi di gradimento è elevato. Per i possessori del Game Pass, un day one quasi inevitabile.

Pro

  • Ottima Storia
  • Stilisticamente Ineccepibile
  • Gameplay non originale, ma divertente
  • Una buon numero di Boss Fight...

Contro

  • La Telecamera
  • Esplorazione poco premiante
  • Alcune sfumature tecniche
  • ... ma molto ridondanti
PiattaformePS5, Series X, PC
GenereAction RPG
SviluppatoreGame Freak
PublisherFictions
Uscita4 Agosto 2026
Durata30-40 ore

Giugno 2000. La scuola sta finendo e il mio compleanno si avvicina. È ormai esplosa la Pokemon mania. Tutta l’Italia è impazzita per i Pocket Monster. Come tutti i bambini della mia età, chiedo ai miei genitori un Game Boy con relativo Pokemon Rosso. Purtroppo le scorte in quel periodo sono limitatissime e i miei genitori mi esortano ad attendere, poiché non era disponibile ne il Color ne Rosso in Italiano. La soluzione ci sarebbe: accontentarmi a stretto giro di un Game Boy Pocket e di un Pokemon Rosso localizzato in Spagnolo. Secondo voi il giovane me cosa ha fatto? Ho ancora tra le mani quel Game Boy verde non retroilluminato che aveva bisogno di quel filo di luce per giocare e con la cartuccia che mi chiede ancora di guardar (salvare) prima di ogni Lega Pokemon. E stranamente funziona ancora. Fu li che nacque un amore smisurato per Game Freak che non è mai scemato, neanche tra i banchi di Medicina, quando tra una lezione di Fisiopatologia e un’altra di Semeiotica tiravo fuori il mio 3DS per giocare a Pokemon X/Y. Tuttavia, negli ultimi anni sono state tante le delusioni, non ultime Pokemon Scarlatto e Violetto e Leggende Pokemon ZA.

Beast of Reincarnation

È questo il motivo per cui l’annuncio di Beast of Reincarnation ha mosso gli animi e acceso quel barlume di speranza nel team. L’opera videoludica è ambientata nel 4026 in un mondo postapocalittico, dove Emma, la protagonista, è una purificatrice segnata dalla piaga, e per questo emarginata dai pochi superstiti aggregati in colonie, che ha il potere di sconfiggere i malefici disseminati per il paese, chiamati Nushi, e di assorbirne il potere. Accompagnata da una creatura anch’essa segnata dalla piaga, Kuu, con cui stabilisce un intenso legame, Emma, pur non cosciente delle sue origini, accetta il suo destino di ricettacolo e inizia il suo viaggio per giungere difronte alla bestia della reincarnazione ed eliminare l’origine della piaga. Durante il nostro cammino saremo accompagnati da Brad, figura sinistra, ma paterna, Kagura, una sorta di sorellina per Emma, salvata proprio dalle grinfie di un maleficio, e Violet, una sorta di spirito guida avente uno strano legame con la stessa bestia della reincarnazione. Il gruppo vive e si muove all’interno del Purificatore Errante, una macchina che ricorda molto un Metal Gear, e le costanti interazioni con la protagonista la porteranno a scoprire le emozioni umane. In questo caso, difficile non notare una forte influenza con i romanzi di Violet Evergarden.

Beast of Reincarnation

Analizzando il titolo, Beast of Reincarnation è un action RPG che a tratti gioca a fare il Souls con tanto di Stellar Blade. Un limitato numero di comandi riesce con il passare delle ore a garantire una buona varietà di colpi e un discreto divertimento. Superate le prime ore, che sono una sorta di mega tutorial, poi giustificato nelle battute finali, possiamo dire che lato gameplay sicuramente Game Freak ha fatto centro. La sinergia con Kuu è il fulcro del titolo e renderà, anche alle difficoltà più elevate, abbastanza abbordabile il titolo. A questo si affiancano le armi da mischia e a distanza, l’immancabile tempismo nel parry e le schivate, che permetteranno di scaricare tutta la stamina sui nemici per eseguire combo limitate, ma spettacolari. È presente il tipico albero delle abilità che crescerà con le sconfitte dei vari Nushi e un sistema di livellamento, che però risulta abbastanza marginale. Dei Souls eredita, oltre agli accampamenti per i viaggi rapidi, anche alcune fasi ostiche, soprattutto nelle prime battute di gioco. Limite veramente enorme è sicuramente la telecamera, che rende difficoltosi i combattimenti, soprattutto negli ambienti stretti.

Beast of Reincarnation

Altra piccola critica è il parco nemici. Anch’essi sono limitati, cosi come i Nushi: sebbene il gioco si articoli in diversi capitoli che culminano tutti con una boss fight, molte di queste si ripetono, con la sola aggiunta delle trasformazioni dei Nushi già incontrati. Da apprezzare le doppie trasformazioni, alla Sekiro o Elden Ring, ma il risultato è un abbassamento generale della difficoltà, poiché al potenziamento dei nemici non segue alcun cambiamento del moveset, permettendo quindi alla memoria muscolare del videogiocatore di estremamente importante per superare gli ostacoli. Anche l’IA dei nemici comuni non sempre brilla, soprattutto negli approcci stealth. Altro tasto dolente è l’esplorazione: se è vero che spesso premia il giocatore con un bottino, è altrettanto vero che, essendo il lato crafting e potenziamenti molto marginale e poco influente nell’ergonomia totale del gioco, stimola poco il videogiocatore a sfruttarla. È sicuramente originale la modalità di esplorazione, la possibilità di creare percorsi alternativi utilizzando i capelli della protagonista che permettono di raggiungere cime inesplorate, ma, come già detto, non è abbastanza per approfondire la meccanica.

Beast of Reincarnation

Stilisticamente il titolo ha molto della saga di NieR, ma non solo. Il mondo postapocalittico, la vegetazione che sovrasta le rovine di quel che resta della civiltà umana, la colonna sonora ottima con molti richiami ai titoli di Yoko Taro, alcune libere inspirazioni ai mondi di Shadow of the Colossus e The Last Guardian. Sembrerebbe qualcosa di già visto, ma Beast of Reincarnation mostra anche uno carattere proprio e una narrazione che per quanto nebulosa nelle fasi iniziali, risulta matura e cruda soprattutto nelle fasi finali. Da un punto di vista visivo, la fotografia è una goduria per gli occhi e mostra anche una buona varietà di ambientazioni nel corso dei vari capitoli. All’interno del Purificatore, sarà anche stuzzicante approfondire i legami con Kuu e Kagura, con delle breve cut scene piacevoli da guardare. Ultimissima nota dolente, proprio durante i filmati e in alcune sezioni di gioco, evidenti cali di frame, ma Game Freak ha annunciato un grande supporto al titolo sta già provvedendo a correggere attraverso patch. Tuttavia, il titolo gode di una discreta longevita e si avranno bisogno di almeno 30 ore per portare a termine la storia senza esplorare troppo.

Beast of Reincarnation

Beast of Reincarnation è davvero un titolo difficile da giudicare. Lo possiamo collocare ai due estremi. O lo ami o lo odi. Non esiste una zona grigia. Game Freak ha fatto sicuramente il suo, creando un gameplay non originale, ma solido, divertente per larghi tratti, ma che eredita dagli altri titoli della casa di sviluppo una difficoltà non estrema. I difetti del titolo al lancio non sono peccati originali, ma elementi che possono essere corretti con un buon supporto del team e che comunque non minano l’esperienza di gioco. Stile e narrazione sono sicuramente i due punti di forza che oggettivamente non possono essere sottovalutati. La vera domanda è se ne vale la pena l’acquisto al lancio. Il prezzo è competitivo rispetto ai titoli presenti sul mercato, ma come detto in precedenza, il rischio di cadere in uno dei due estremi di gradimento è elevato. Per i possessori del Game Pass, un day one quasi inevitabile.

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