Assassin’s Creed Rogue

Templare di nome e di fatto?

Recensione

Assassin’s Creed Rogue

7/10

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Pro

  • Tanti contenuti
  • Altrettanta varietà

Contro

  • Potenziale narrativo sprecato
  • Pur essendo un templare, nessuna vera novità di gameplay
  • Localizzazione italiana rivedibile
SviluppatoreUbisoft
PublisherUbisoft
Uscita10/03/2015

assassin's creed rogue logoTemplare di nome e di fatto?

Annata particolare questa. Pur sapendo bene quanto sia importante il brand di Assassin’s Creed per Ubisoft, non era facile aspettarsi due capitoli differenti in un colpo solo. Aggiungiamoci pure che Unity per forza di cose si presenta come l’uscita più importante tra le due, e allora dove sta il fascino di Assassin’s Creed Rogue? Difficile non percepirlo come un’uscita secondaria rispetto all’avventura tra le città della Francia. Poi però ti dicono che impersonerai un templare, o meglio, un assassino che passa allo schieramento opposto, e qui le cose cambiano. Se non per il gameplay (anche se…), si aprono un sacco di possibilità per una trama che spinga molto su questa caratteristica e che possa essere la ragione principale per cui mettere sullo stesso piano Rogue e Unity. La domanda è: missione compiuta o no?

assassin's creed rogue screen 1
Benjamin Franklin ritorna anche in Assassin’s Creed Rogue, dopo l’apparizione nel terzo capitolo. Non sarà l’unico personaggio storico di una certa importanza.

Ahimè… no. Mi rendo conto che possa suonare come una risposta molto categorica, ma tenendo conto delle potenzialità che poteva offrire il tradimento alla causa degli Assassini era lecito aspettarsi qualche esperimento in più, qualche azzardo. Perchè, onestamente, se fosse la storia di un Templare che diventa Assassino non ci sarebbe differenza. Dopo tanti capitoli che hanno rimarcato una visione molto diversa dei due schieramenti ci si aspetterebbe quel qualcosa che ti faccia veramente sentire un Templare, dei tratti distintivi che in Assassin’s Creed Rogue non emergono. E infatti bastano le prime ore di gioco per vedere subito Shay Patrick Cormac, il protagonista, rinnegare il Credo in un batter d’occhio. Senza entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, vi verrà affidata una certa missione il cui compimento comporterà gravi conseguenze, che Shay non potrà accettare affatto. Certo, a lungo andare qualche altra implicazione esce allo scoperto, ma è tutto molto superficiale rispetto alle attese. Ed è davvero un peccato.

La trama era sicuramente l’aspetto che più avrebbe potuto beneficiare della scelta di raccontare le vicende di un templare, ma non è che il gameplay si salvi da tale onere. Tuttavia, anche in questo caso mancano gli spunti caratteristici, quindi salvo qualche novità di poco conto apparirete come un Assassino vestito da Templare (ma neanche tanto). E questo, in fondo, ci sta, visto che comunque la formazione di Shay è avvenuta come Assassino. E’ giustissimo riprenderne lo stile, ma le poche modifiche non hanno mordente. Insomma, non aspettatevi cambiamenti, c’è di buono che comunque stiamo parlando di un Assassin’s Creed, quindi di un gameplay solido e rodato, che ha sì fatto crescere immensamente il potere della saga sul mercato, ma che in questo caso poteva essere maggiormente adeguato al contesto su cui il nuovo capitolo si basa.

assassin's creed rogue screen 2
Tra le novità ecco un fucile ad aria compressa, per dardi soporiferi, esplosivi e via dicendo.

Quindi parlando concretamente il gameplay è un’alternanza di viaggi via mare (forse troppi) ripresi dal recente AC Black Flag, con battaglie a colpi di cannone e abbordaggi, e sezioni all’interno dei centri abitati. In quest’ultimo caso si passa come sempre da combattimenti ravvicinati più cinematografici che realmente impegnativi, a fasi stealth suggestive pur con un’IA nemica abbastanza prevedibile, fino ad arrivare a fughe molto acrobatiche e spettacolari. Chiaramente Ubisoft ci ha abituato molto bene a livello di contenuti, e nonostante la storia principale sia meno longeva rispetto al solito, le missioni e le attività secondarie sono numerose e di svariati tipi. Andare a caccia di materiali permetterà di guadagnare i componenti per fabbricare armi, potenziare la Morrigan (il vascello con cui solcherete i mari) e ristrutturare gli edifici di una emergente New York. La liberazione e conquista di insediamenti e forti saranno la parte più dinamica a livello combattivo, e garantiranno il recupero di altro denaro e risorse. Niente di invadente comunque, salvo per qualche missione le attività secondarie non invaderanno gli spazi dell’avventura principale, permettendo a chiunque di dedicarsi esclusivamente ad essa.

Tecnicamente Assassin’s Creed Rogue riprende in toto il lavoro fatto con Black Flag. Se effettivamente ci sono miglioramenti, sono difficili da notare, ma per una generazione già tramontata non poteva essere altrimenti. Nel complesso la resa visiva è molto buona, dalle ambientazioni ai personaggi, anche se l’aliasing sembra un pochino più presente rispetto al solito. Fortunatamente la cosa più importante, la fluidità, non ha mostrato segni di cedimento. Un’osservazione doverosa la merita il comparto audio, in particolare per ciò che riguarda la localizzazione in italiano, che si dimostra buona per le voci, ma raffazzonata nella composizione delle frasi. Capita infatti che un discorso possa iniziare con una certa intonazione e proseguire poco dopo con un’altra ben fuori dal contesto. Un lavoro un po’ approssimativo.

assassin's creed rogue screen 3
Sempre movimentate le battaglie in mare, specie per la conquista dei forti. Cannoni, mortai e olio incendiario saranno le vostre armi.

Assassin’s Creed Rogue è un puzzle in una cornice grande il doppio. Narrativamente molto piccolo rispetto a quanto avrebbe potuto essere, e un gameplay che cerca di unire tutti i pezzi più recenti da AC III e Black Flag. Il risultato è comunque un gioco piacevole, molto tradizionale, fedele nel bene e nel male a quelli che sono i tratti caratteristici acquisiti dal brand nel corso di questi anni. Se non siete neofiti della saga sapete a cosa andate incontro. E’ molto distante dall’essere il capitolo ideale, ma chi si accontenta gode.

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