Astro Bot: Rescue Mission

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[RECENSIONE] Astro Bot: Rescue Mission

Sono oramai 2 anni che la realtà virtuale è entrata nelle case dei consumatori e nonostante molti la vedano come una tecnologia ancora acerba, ci sono pochi dubbi sul fatto che abbia portato una rivoluzione nel modo di giocare pari quanto al passaggio dal 2D al 3D. D’altra parte come definire la possibilità di entrare nel mondo di gioco e muoversi dentro di esso al posto di guardarlo attraverso uno schermo?
Sony ha scommesso molto sul PSVR, non al punto tale da renderlo una sorta di Kinect e programmare di inserirlo in ogni bundle, ma abbastanza da portarlo a ogni evento e sponsorizzarlo su ogni palco.
Purtroppo, eccezion fatta per alcuni titoli, la mancanza di supporto di AAA in favore di esperienze di breve durata è forse il punto nero più grosso della piattaforma e in molti ancora attendono che la situazione si ribalti prima di fare il grande passo.

Astro Bot è l’evoluzione di un concept visto all’uscita del PSVR. In Playroom VR, infatti, era presente una piccola demo composta da un singolo livello, nel quale era possibile controllare un piccolo robottino impegnato a salvare alcuni suoi amici. Demo che, seppure relativamente breve, è entrata subito nel cuore degli appassionati come una delle esperienze must della realtà virtuale di casa Sony (e sì, l’essere gratis aiuta). In pochi sono rimasti sorpresi quindi quando il gigante giapponese ha annunciato che quella demo sarebbe diventata un vero e proprio gioco per il visore, sviluppato in-house dai Japan Studio. Può la formula di quella semplice demo restare avvincente per 8 e passa ore?

Astro Bot pesca a piene mani dalla tradizione dei platform classici, riuscendo a mescolare diversi elementi già visti in un mix abbastanza originale. I livelli sono tutti immersi nel vuoto e relativamente lineari, e sono solitamente formati da un’unica strada da seguire. Una sorta di Crash Bandicoot con livelli più larghi e una maggiore enfasi sulla verticalità. Nei panni di un robottone relativamente statico che funge da telecamera, controllerete Astro mentre cercherà di salvare i propri amici, dispersi nell’universo da un malvagio alieno. Il vostro amico tascabile sarà in grado di correre, saltare, prolungare i salti con dei laser sotto ai piedi e attaccare i nemici. Tutto molto semplice e funzionale.

L’avventura è composta da 5 mondi, composti da 4 livelli con centinaia di robot da trovare. Collezionando un numero soddisfacente di robot, potrete procedere al boss. Ogni livello (ad eccezione dei boss) avrà in aggiunta un collezionabile segreto, un camaleonte quasi invisibile che, se fissato per qualche secondo, sbloccherà una sfida basata sul livello corrente. Nei vari stage saranno disponibili anche delle monete utili per sbloccare oggetti nella “playroom” del titolo, dove potrete divertirvi collezionando nuovi oggetti e interagendo con i fratelli del vostro piccolo eroe. Nulla di particolarmente innovativo da questo punto di vista. Eppure è la cosa che più si avvicina a una vera e propria killer app per PSVR.

Perché tutto ciò descritto prima cambia completamente una volta che, indossato il visore, entrerete nel colorato mondo di Astro Bot. Nonostante voi, il robot telecamera, vi muoverete unicamente in avanti (senza possibilità di indietreggiare), Astro si muoverà ovunque intorno a voi. Avanti, indietro, in alto, in basso, ai lati, obbligandovi a seguirlo con la testa per evitare di fargli fare una brutta fine. Il tutto dona una dimensione extra e un senso di grandezza che no, non sarebbe possibile eguagliare sullo schermo della TV.

Nonostante i livelli siano lineari, trovare tutti i robottini non sarà affatto facile, con almeno un paio solitamente ben nascosti dietro ostacoli o ben lontano dalla vista. Sarà vostro compito essere attivi e continuare a guardarvi intorno, sempre tenendo un occhio su Astro per impedirgli di fare una brutta fine e quasi sempre sarete costretti a ripete il livello per trovare tutti i vostri piccoli amici. E ripeterli è un piacere visto l’eccellente realizzazione di questi. Con l’avanzare della storia verranno poco alla volta introdotte nuove meccaniche e questo aiuta a mantenere alto l’interesse dei giocatori senza farli sentire spaesati a causa delle troppe novità. Alcune di queste meccaniche riguardano strumenti extra che potrete utilizzare tramite il tracking e i sensori del DS4, per aiutare Astro a proseguire nell’avventura.

Il vostro amico robot si troverà davanti nemici e ostacoli che potranno essere presi a pugni o eliminati attraverso i laser che sparerete dai piedi fluttuando. I nemici peccano forse un po’ in varietà, ma sono lì più che altro per tenere alta l’attenzione mentre cercherete di districarvi tra le complicate costruzioni dei livelli. Discorso completamente diverso per i boss di fine mondo che sono tutti memorabili. L’effetto di un boss enorme che vi appare davanti in VR è impareggiabile e anche Astro Bot non fa eccezione. Questi combattimenti vi vedranno solitamente dover operare in sinergia con Astro, utilizzando gli strumenti sopracitati per danneggiare e distruggere il nemico, in sequenze che riescono ad essere entusiasmanti nonostante la difficoltà relativamente bassa.

Per tutti coloro che amano essere messi alla prova, ci sono le sfide. Se inizialmente si può avere l’impressione di essere di fronte a un riempitivo, testarne una o due toglie ogni dubbio: le sfide sono un’aggiunta di qualità pari al resto del gioco, che vanno oltre al semplice ripetere alcune sezioni. Molte di queste sono una sorta di time trial vagamente basata sul livello corrispondente da un punto di vista stilistico, ma completamente diverse da un punto di vista strutturale. In altre parole, un livello giungla sbloccherà una sfida ambientata nello stesso “ambiente” che ne utilizza gli stessi strumenti, ma tutto il resto è completamente diverso. Molte di queste sono dei time trial che richiederanno parecchi tentativi prima di raggiungere il tanto agognato oro (a meno che non vi accontentiate dell’argento…), mentre alcune altre saranno sfide a punti che utilizzano altre meccaniche (ad esempio una sorta di tiro a segno lanciando oggetti).

Tecnicamente Astro Bot è quanto di più rifinito visto sul PSVR e, per un paragone che forse suona blasfemo pensando alla console su cui gira, sembra un titolo Nintendo prestato alla realtà virtuale. Il mondo è dettagliato, colorato e rifinito. Le animazioni sono impeccabili, quasi paragonabili a un film della Pixar. La qualità globale lo distanzia in modo significativo dall marea di indie e AA visti sulla piattaforma. Anche se non fosse realizzato per la realtà virtuale sarebbe un titolo tecnicamente impressionante, caso più unico che raro al giorno d’oggi.

Nonostante Astro Bot sia un titolo molto dinamico, la staticità del ruolo del giocatore permette al titolo di essere consigliato anche a coloro che soffrono di motion sickness, essendo uno dei giochi che meno creano disagio provati dal sottoscritto.

Insomma, c’è poco da dire, Astro Bot Rescue Mission è uno dei migliori titoli per PSVR e VR in generale, riuscendo a dare una scossa al mondo dei platform pari a quella vista 20 anni fa nel passaggio dal 2d al 3d. Tecnicamente impressionante, innovativo e avvincente, in grado di tenervi incollati per un bel numero di ore prima di vederne i titoli di coda. Venduto incredibilmente al prezzo di 40 euro, è difficile da ignorare, nonostate il periodo pieno di uscite. Un gioco imperdibile che mostra finalmente ciò che è possibile fare quando viene dato tempo e budget a un gruppo di talentuosi creativi per costruire qualcosa interamente basato sulla realtà virtuale, al posto di limitarsi a concept ed esperienze di pochi minuti. Astro Bot Rescue Mission va assolutamente comprato se possedete un PSVR. Tutti gli altri farebbero bene a considerarne l’acquisto.

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Innovativo sia per il genere, sia per la realtà virtuale
  • Tecnicamente eccellente
  • Costantemente avvincente nonostante la lunghezza
  • Prezzo budget

Il Cattivo

  • Sparita qualunque traccia di coop (presente in Playroom VR)
9.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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