Battlefield 4

Recensione

Battlefield 4

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

SviluppatoreDICE
PublisherElectronic Arts
Uscita31/10/2013 (PS3/Xbox 360/PC) - 22/11/2013 (Xbox One) - 29/11/2013 (PS4)

[schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”Battlefield 4″ rev_body=”Un ingresso in pompa magna.” author=”Dario “The Stig” Santoro” user_review=”8.8″ min_review=”0″ max_review=”10″ ]

 Un ingresso in pompa magna.Battlefield_4_naval_combat

Soddisfare le aspettative richieste dal cambio generazionale è stato l’obiettivo che la  DICE si è imposta con Battlefield 4, che si presenta in questo nuovo capitolo con aree  più grandi, più veicoli, più armi, più lavoro di squadra e soprattutto molto più  spettacolo. Qui recensito nella sua versione Xbox One, cerchiamo di dare un parere  sulla campagna e sulla componente multiplayer, modificata sotto alcuni aspetti  rispetto  al precedente capitolo.

 

L'ottima modellazione dei personaggi non basta per avere un single player convincente
L’ottima modellazione dei personaggi non basta per avere un single player convincente

Boom Baby Boom. Sulle note di Total Eclipse Of The Heart, ha il via il single player di Battlefield 4 in cui, nelle vesti di Recker, neo-comandante della squadra Tombstone, prenderemo parte ad un complotto socio-politico che vedrà svilupparsi il più classico dei cliché bellici in cui si scontreranno 3 tra le più grandi potenze al mondo: l’America, la Russia e la Cina. Lo scopo della nostra missione sarà quello di impedire che una guerra civile si trasformi in un conflitto mondiale. Affianco a noi ci saranno Irish e Pac, due marines con un approccio totalmente diverso nel fronteggiare le situazioni a cui andranno in contro. Giocando la campagna si nota fin da subito la totale assenza di qualsiasi forma di tatticismo. Il gioco offre infatti un’esperienza votata alla velocità, alle scariche di adrenalina e, in generale, al dinamismo collettivo. Rispetto al precedente capitolo vengono introdotte due novità in termini di gameplay. La prima riguarda la possibilità di impartire ordini ai nostri compagni, così che possano aprire un fuoco di soppressione sui nemici spottati tramite un apposito segnalatore. La seconda, in contrapposizione, quasi come si volesse un pò placare la frenesia dell’azione, riguarda un sistema di allerta che ci indica quando rischieremo di essere individuati. Ciò conferisce al gioco un tocco di gameplay stealth, ma sono veramente poche le occasioni in cui si usa questo tipo di approccio. L’evolversi delle missioni ci vede infatti muovere in ampi spazi sapientemente progettati per dare spettacolarità, ma che sfortunatamente offrono un gameplay troppo lineare. Per dare un pò più di libertà ed uscire dai binari che gli eventi impongono, sono state inserite anche delle aree aperte che offrono una maggiore flessibilità all’azione. Ciò che però colpisce di più su tutto, è la maestosità delle esplosioni qui presentate in chiave hollywoodiana ed in perfetto stile Michael Bay. E’ tutto dannatamente appariscente ed è proprio grazie a questo che la campagna di Battlefield 4 riesce a salvarsi in corner mitigando almeno in parte quella che è l’assurda scelta narrativa priva di qualsiasi innovazione. Il single player si pone infatti sicuramente un gradino sopra rispetto al capitolo precedente, ma è ancora ben lungi dall’essere considerato una parte fondamentale dell’intero pacchetto.

Per portare a termine le 7 missioni s’impiegheranno mediamente circa 6 ore, complice una intelligenza artificiale fallace durante tutto l’arco del gioco e un livello di difficoltà che può essere impostato da subito al massimo senza dover incorrere in frustranti zone da ripetere. I nemici infatti non saranno incisivi, anzi, faranno quasi di tutto per farsi abbattere uscendo il più delle volte dalle coperture. Come se non bastasse non varieranno posizione, non ci accerchieranno, ripeteranno gli stessi movimenti e spareranno sempre alla stesso punto. Veramente pessimo, considerando il realismo a cui punta la serie. Fortunatamente però giocare bene premia: è stata infatti inserita una classifica a punteggio anche nel single player, dove in base al tipo di uccisione effettuata si guadagnano un certo numero di punti necessari allo sblocco di nuove armi e medaglie. Battlefield 4 non verrà certo ricordato per la sua campagna in single player, che risulta sì essere più bella di quella del vecchio capitolo, ma ancora ben lontana dal convincere del tutto rivelandosi una mera finestra di allenamento per il passaggio alla componente più importante: il multiplayer, vero cuore del gioco e parte fondamentale del suo DNA.

Il lavoro di squadra è una chiave importante per la vittoria
Il lavoro di squadra è una chiave importante per la vittoria

64 stili di gioco. Il brand creato da DICE ha sempre costruito la sua reputazione sui momenti memorabili. Alcuni epici, altri al limite del credibile, ma sempre in perfetto stile “Only in Battlefield”. Per questo quarto episodio la software house svedese propone al lancio ben 10 mappe (Siege of Shangai, Paracel Storm, Operation Locker, Flood Zone, Golmud Railway, Dawnbreaker, Hainan Resort, Lancang Dam, Rogue Transmission, Zavod 311), 7 modalità (di cui 2 inedite) e il Levolution che rappresenta uno dei punti chiave di questo capitolo. E’ un termine usato per per descrive come le modifiche all’ambiente alterino il tipo di gioco, ma su questo ci soffermeremo più avanti. Il gameplay di base è rimasto quasi invariato ma sono state introdotte alcune sostanziali novità. I ragazzi della DICE sono infatti riusciti a creare una sezione multiplayer molto ricca in contenuti, coinvolgente, divertente e allo stesso tempo appagante con una formula che riprende quella già rodata nei precedenti capitoli. Grazie inoltre ai numerosi spunti tattici offerti dalle mappe che favoriscono un gioco verticale, il divertimento è assicurato. A rendere eccezionale BF 4 infatti non sono tanto le modalità di gioco, ma il level design che ha raggiunto un traguardo davvero notevole. Enormi campi di battaglia quasi interamente distruttibili con aerei, carri armati, navi d’attacco, elicotteri sono quanto di meglio il gioco ha da offrire e grazie ai 64 giocatori, per la prima volta anche su console, ogni partita ha tutte le potenzialità per diventare epica. Sono presenti le solite 4 classi: assalto, geniere, supporto e cecchino. Tutte ben bilanciate, con le rispettive armi ed accessori da sbloccare effettuando uccisioni. Compiendo determinate azioni otterremo inoltre dei punti esperienza che ci aiuteranno a salire più velocemente di livello ed ogni tot livelli si avrà la possibilità di aprire un pacchetto bronzo, argento o oro che potrà contenere esperienza aggiuntiva o accessori vari. Il tutto sempre e comunque all’insegna del lavoro di squadra. Per favorire infatti un maggior teamwork è stata inserita una barra dei progressi in tempo reale durante le partite che si riempirà man mano che compieremo determinate azioni. E’ composta di 4 sezioni ognuna della quali rappresenta un field upgrade (o miglioramenti sul campo) per la vostra squadra, che comprendono ad esempio lo Scatto o l’aumento delle granate trasportabili.
Passiamo quindi alle modalità: Conquista, Deathmatch, Corsa, Deathmatch a Squadre, Dominio, Annientamento, e Disarmo. Le prime 5 sono le classiche della serie, mentre le ultime due rappresentano una new entry. In Annientamento due squadroni da 12 giocatori ciascuno si sfidano per il controllo di una bomba che bisognerà far esplodere in uno degli obiettivi nemici. In Disarmo, invece, le squadre saranno composte da 5 giocatori ed anche qui l’obiettivo sarà di piazzare una bomba. Questa volta però non ci saranno ticket di respawn e gli scontri saranno sensibilmente più rapidi.
Fa inoltre ritorno il Comandante, attivabile solo al raggiungimento del decimo livello e nelle modalità Conquista, Corsa e Annientamento, attraverso la quale potremo comandare – da tablet o smartphone – il nostro squadrone impartendo ordini di attacco o difesa, come ad esempio lanciando un missile Cruise o richiedendo un UAV ricognitore che indichi al nostro plotone l’ubicazione dei nemici presenti nell’area scansionata.

Un gioco che sotto il profilo tecnico inaugura la next gen nel migliore dei modi
Un gioco che sotto il profilo tecnico inaugura la next gen nel migliore dei modi

Is Levolution an Evolution? Molti lo definiscono un Battlefield 3.5, ma è innegabile che il lavoro svolto da DICE sul comparto grafico e sonoro sia encomiabile. Se il multiplayer è il cuore del gioco, il Frostbite 3 ne rappresenta l’anima. Il motore grafico proprietario della software house, sembra infatti cucito su misura attorno al gioco. Senza troppi giri di parole ci troviamo di fronte ad un titolo che sotto l’aspetto audio e video restituisce numerose soddisfazioni. Il sonoro ambientale e delle armi, da sempre uno dei punti forti delle produzioni DICE, rasenta qui la perfezione con campionature superbe, che regaleranno a chi è provvisto di un impianto surround la sensazione di essere realmente in guerra con suoni cristallini a 360 gradi. Stessa cosa però non si può dire del doppiaggio italiano che rischia in alcune situazioni di scemare quasi nel ridicolo. Sul fronte grafico, invece, non c’è che da fare un plauso al team. I volti dei personaggi principali sono realizzati nei minimi dettagli con una minuzia per i particolari che sfiora il foto realismo, cui però fanno da contraltare i secondari dotati di texture ben al di sotto dei protagonisti e che rovinano il colpo d’occhio complessivo. I corpi sono modellati egregiamente ma il picco di spettacolarità si raggiunge durante le sequenze filmate realizzate con lo stesso motore di gioco. Per quel che riguarda gli scenari non mancheranno foreste rigogliose perfettamente realizzate ma anche zone urbane che potremo quasi interamente distruggere. Dove però si sfiora il massimo del godimento è sicuramente nelle esplosioni, molto probabilmente le più belle mai viste in un videogioco, e nell’illuminazione dinamica, altro punto chiave che conferisce un ulteriore boost al realismo. In alcuni frangenti sembrerà quasi che i raggi del sole escano dal vostro televisore.

E’ d’obbligo spendere anche qualche parola sulla fisica dei fluidi. Ora le superfici d’acqua hanno un  comportamento molto più realistico e si adattano dinamicamente alle condizioni meteo variabili,  come  ad esempio a Paracel Storm in cui cominceremo la partita con cielo sereno e la termineremo con  onde  alte e mare in burrasca. Ciò modificherà fortemente la nautica dei natanti e degli scontri in mare.

Levolution in azione
Il Levolution in azione

Ma arriviamo al pezzo forte: il Levolution. Presentato nel corso delle varie manifestazioni pre  lancio  come l’elemento chiave del gameplay di Battlefield 4 il Levolution non è altro che un sistema semi-  scriptato di micro e macro modifiche ai campi di battaglia attivabili dall’utente. L’esempio più rappresentativo è senza dubbio il crollo del grattacielo a Siege of Shangai visto anche nella beta. Con  qualche carica di C4 o qualche colpo di carro armato ben assestato alle colonne portanti vedremo  infatti crollare l’intero edificio. E’ un momento cinematografico e spettacolare e le sue ripercussioni  vanno oltre la semplice distruzione dell’edificio. O anche in Flood Zone dove facendo crollare una diga  inonderemo l’intero campo di battaglia. E’ grazie a questo dinamismo, così come ai 64 giocatori e ai 60 fps, che la DICE punta a scuotere la propria offerta videoludica. Le fondamenta di BF sono solide e ricche di sfumature che un completo restyling potrebbe rovinare. Ma il Levolution non è solo distruzioni su larga scala. Anche semplici staccionate o solidi muri possono essere distrutti con qualche carica ben piazzata. Non ci saranno posti davvero sicuri che un lanciarazzi o una bomba non possano far saltare. Il risultato di tutto questo insieme garantisce una varietà incredibile nell’affrontare più volte le stesse mappe. E’ però d’obbligo segnalare che il meccanismo è presente solo in 3 modalità: Conquista, Corsa e Annientamento.

Scenari suggestivi per epiche battaglie
Scenari suggestivi per epiche battaglie

Il sapiente uso del Frostbite 3 coadiuvato dall’hardware delle console next gen ha permesso di realizzare un ambiente di gioco semplicemente impossibile su PlayStation 3 e Xbox 360. Effetti particellari a iosa, luci dinamiche, modelli poligonali ultra dettagliati, 60 fps e 64 giocatori online, sono solo alcune delle meraviglie di questo gioco che inaugura la next gen nel migliore dei modi. Battlefield 4 è un significativo passo in avanti rispetto al precedente capitolo, molto sull’online e un pò meno sull’offline. Peccato per la campagna single player propriamente scialba e senza incisività che ha nella spettacolarità degli effetti visivi l’unico punto di forza. Dove però il gioco brilla maggiormente è nel design delle mappe multiplayer che permettono di utilizzare tutte le risorse che si hanno a disposizione per avere la meglio sul nemico, mentre il Levolution consente di modificare radicalmente l’approccio alla partita conferendo più dinamismo e tatticismo agli scontri.

Il passo più audace che la DICE può fare con il prossimo capitolo è sicuramente quello di creare un gioco esclusivamente multiplayer così come già Destiny e Titanfall stanno sperimentando in cui la componente cooperativa e competitiva si fondono in un unico gameplay.
Battlefield 4 è un titolo di lancio che soddisfa ma sicuramente non esente da difetti, tecnicamente impeccabile e che porta finalmente la serie su console nel modo in cui tutti i videogiocatori chiedevano da molti anni e che sicuramente ci accompagnerà per molto tempo grazie anche ai numerosi DLC che sono previsti.

[checklist]

  • Tecnicamente sontuoso
  • 60 fps e 64 giocatori
  • Levolution
  • Level design

[/checklist]

[badlist]

  • Single player mediocre
  • IA orrenda

[/badlist]

In qualità di Affiliato Amazon, CoPlaNet riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

Lascia una risposta

Vuoi partecipare alla discussione?

Accedi oppure crea gratuitamente un account CoPlaNet per commentare, rispondere e mettere Mi piace.