Battlefield Bad Company 2

Per la Bad Company la pensione è rimandata!

Recensione

Battlefield Bad Company 2

Xbox 360

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

PiattaformeXbox 360
SviluppatoreEA Digital Illusions CE
PublisherElectronic Arts
Uscita02/03/2010

Era il 2008 quando EA e DICE decisero di ampliare la serie Battlefield avviando un nuovo franchise che seguisse le vicende dei quattro membri facenti parte della Bad Company, una squadra spesso selezionata per missioni dall’alto grado di difficoltà, se non impossibili. All’epoca Battlefield Bad Company si rivelò essere una gradita sorpresa nel genere degli FPS grazie soprattutto alla vastità e alla distruttibilità delle ambientazioni proposte sia in singolo che in multiplayer e, nonostante la presenza di un colosso della guerra moderna come Call Of Duty 4, il gioco riuscì a guadagnarsi la sua buona fetta di pubblico, tanto da spingere publisher e software house a riprovarci ancora. Dopo quasi due anni dalle presentazioni, è quindi ora di rincontrare i vecchi amici squilibrati della Bad Company e vedere cosa è cambiato da allora.

Tuttavia, prima di tornare nei panni della Bad Company, il gioco farà un viaggio indietro nel tempo portandoci nell’anno 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale. Nel prologo ci troveremo a impersonare un marine americano impegnato, insieme alla sua squadra, nell’operazione “Aurora”, nel bel mezzo di un’isola del Giappone. L’obiettivo della missione sarà il recupero di uno scienziato giapponese, deciso a collaborare con gli Stati Uniti a discapito della sua terra, rea di averlo costretto a costruire un prototipo di una bomba scalare, un ordigno dai grandi effetti elettromagnetici in grado di provocare l’interruzione di tutti i sistemi elettronici all’interno di un determinato raggio d’azione. Dopo quasi settant’anni da quella missione, la Bad Company se la vedrà ancora una volta con i Russi che, con il possesso della bomba citata nel prologo, potrebbero lasciare al buio tutti gli Stati Uniti e approfittarne per sferrare un attacco di massa. Riprenderemo quindi i panni di Preston Marlowe e, affiancati dal trio Haggard-Sweetwater-Redford, avremo il compito di impedire che la catastrofe avvenga.

In sostanza, la storia in cui saremo immersi, si presenta semplice e di certo non innovativa, ma una buona narrazione piuttosto scorrevole e mai dispersiva, la rende comunque abbastanza piacevole, nonostante si senta la mancanza di qualche colpo di scena che avrebbe potuto giovare non poco alla qualità della trama. Anche le cut-scene che faranno da intermezzo tra i vari livelli sono di buona qualità e spesso racconteranno alternativamente momenti d’azione, correlati con ottimi effetti speciali e soprattutto con le divertenti battute della Bad Company, e riflessioni psicologiche del nostro protagonista principale, molte volte incentrate sulle pessime situazioni in cui viene a trovarsi la squadra e la paura di non poter più tornare a casa.

Ciò che però tende ad abbassare la qualità delle cut-scene è il doppiaggio. Nonostante le voci dei personaggi siano più che azzeccate e sempre molto adatte alle varie tonalità, rimane una piccola macchia nera, ossia la frequente mancanza di sincronia tra le voci e il labiale dei protagonisti, cosa che, da persona a persona, può risultare abbastanza fastidiosa o non fare alcun effetto. Il comparto sonoro si dimostra comunque una delle parti in cui il gioco eccelle, proponendo una buonissima colonna sonora che si adatterà al meglio a seconda delle varie situazioni e anche una campionatura più che mai realistica, sia per gli effetti speciali che per quelli ambientali. Infatti i rumori delle esplosioni, dei mezzi di trasporto e degli spari prodotti dalle armi, sono riprodotti fedelmente e rispecchiano molto bene i suoni delle controparti reali, e la stessa cosa vale per i fenomeni atmosferici .

Ad un ottimo comparto sonoro, si affianca anche la grande qualità grafica alla quale Battlefield ci ha già abituati sin dal primo capitolo della Bad Company. In occasione della seconda avventura anche il motore grafico è stato perfezionato e il Frostbyte 2.0 si dimostra all’avanguardia sia per la cura con la quale vengono resi i dettagli, sia per la quasi totale distruttibilità dell’ambiente circostante, campo nel quale non si rivela secondo a nessuno. Ancora una volta la possibilità di demolire qualsiasi struttura capiti a tiro dei nostri lanciarazzi o lanciagranate, è uno dei punti forti di Battlefield Bad Company (anche se purtroppo vedrete molte case cadere a pezzi allo stesso modo di altre volte, nonostante la dinamica della demolizione non sia la stessa) e nemmeno voi, come i vostri nemici d’altro canto, potrete sentirvi al riparo dietro un muro destinato prima o poi a sbriciolarsi sotto i colpi avversari.

Fiore all’occhiello del comparto grafico sono sicuramente le ambientazioni, realizzate con una cura maniacale dei dettagli, con textures e shader di altissima qualità, e che riescono a stupire per varietà e maestosità. Durante la campagna vi troverete davanti a luoghi spettacolari passando per montagne innevate, la foresta pluviale della Bolivia, la vegetazione autunnale del Cile, le dune sabbiose del deserto e le classiche zone urbane. In ognuna di queste zone riuscirete a stupirvi per l’atmosfera che trasmettono, impreziosita da una grande realizzazione dei fenomeni atmosferici come pioggia, nebbia, tuoni e tormente di neve e sabbia. Nonostante l’imponenza grafica del titolo, Bad Company 2 non è comunque esente da qualche difettuccio come ad esempio i colori sottotono delle armi oppure, lasciate in eredità dal primo capitolo, si trovano tutte case ancora prive o quasi di mobilia, come se le persone vivessero costantemente in piedi. Inoltre, anche se la vastità degli ambienti è incredibile, sembra che in BC 2 sia stata adottata una politica più rivolta al “guardare e non toccare”, dato che rispetto al primo capitolo la quantità di zone esplorabili è stata notevolmente ridotta, portando chiare conseguenze a livello di gameplay.

Purtroppo, con questa scelta, lo stile di gioco è cambiato radicalmente e il vasto raggio d’azione che ci era concesso nel primo capitolo è scomparso in favore di uno stampo molto lineare che consente dei tragitti alquanto limitati, nei quali la scelta si limita al dover avanzare sulla desta o sulla sinistra. Detto questo la campagna rimane comunque buona e propone un’ottima varietà tra le missioni, portando il giocatore in operazioni e fughe a bordo di veicoli come jeep e carri armati, o ad esempio in un livello a base di cecchinaggio, o ancora durante una bufera di neve nella quale dovremo riscaldarci all’interno delle abitazioni per poter sopravvivere.

La durata totale non è comunque eccezionale e, andando con calma ed esplorando alla ricerca delle stazioni m-com da distruggere (praticamente i collezionabili del gioco), potrete rimanere impegnati intorno alle sette ore (anche sette e mezzo) al livello di difficoltà più alto. Oltre alle stazioni m-com sarà comunque vostro interesse raccogliere le armi che useranno i nemici e che saranno disperse nei livelli, in modo da potervi rifornire con esse nelle casse di equipaggiamento disponibili in ogni missione. Anche il gameplay ha qualche piccola imperfezione e i difetti si possono riscontrare in particolare a livello di scripting; può capitare infatti di vedere a portata di tiro nemici immobili e pronti a scattare al vostro prossimo passo, oppure vederseli apparire all’improvviso nel mirino ottico del vostro fucile, ma in ogni modo si tratta di episodi occasionali che non intaccheranno molto la giocabilità.

E dopo tutto ciò che riguarda il single player, è arrivato il momento di parlare del multiplayer, dove anche in questo caso Bad Company 2 mostra i muscoli e si fa valere sotto ogni aspetto. Le ambientazioni nelle quali si svolgono le missioni della campagna vengono ovviamente riprese e fanno da base per le mappe, che sfoggiano una vastità incredibile, costituendo location adatte a tutti gli stili di gioco possibili. Stili di gioco che sono identificati da quattro classi principali (Assalto, Geniere, Medico e Scout) ampiamente modificabili a piacimento con armi, esplosivi, mirini e vari perk che garantiscono alcune abilità o munizioni aggiuntive. Se poi avete una particolare passione per i motori, troverete pane per i vostri denti con la grande mole di mezzi presente su molte mappe come ad esempio corazzati leggeri/pesanti, elicotteri, UAV, quad e jeep, anche se ovviamente non mancherà l’artiglieria fissa a mettervi i bastoni tra le ruote. Con tutte queste particolarità sarà il lavoro di squadra a fare la differenza, rendendo quindi il multiplayer più tattico e incline alla collaborazione con i compagni, distaccandosi dallo stile arcade della concorrenza.

Per quanto riguarda le modalità, ne sono state implementate soltanto quattro ed eccovi una breve descrizione per ciascuna. Torna la modalità “Corsa”, già ampiamente collaudata nel primo capitolo, che mette a confronto due squadre (Attaccanti e Difensori) da 12 giocatori ciascuna che si contenderanno le otto stazioni M-COM collocate sulla mappa. Gli attaccanti avranno un numero limitato di vite a disposizione che verrà rigenerato ogni qual volta riusciranno a distruggere una coppia stazioni M-COM, mentre starà ai difensori cercare di proteggerle abbassando il numero di vite dei nemici fino allo zero per ottenere la vittoria finale. Presente poi la modalità conquista, sulla falsa riga della classica “cattura la bandiera”, nella quale le due squadre dovranno cercare di assumere e mantenere il controllo di alcuni punti sulla mappa. Le ultime due modalità sono il tipico Deathmatch (4 squadre) e una versione ridotta di “Corsa”, con solo due stazioni M-COM e squadre composte da meno giocatori. Inoltre, va segnalata anche la possibilità di giocare tutte le modalità presenti a difficoltà “fanatico”, con indicatori a schermo ridotti quasi allo zero e con armi potenziate, con l’ovvia conseguenza di danni più consistenti ogni qual volta si viene colpiti. Un’ultima nota va anche ai server dedicati che, nonostante alcuni problemi di disconnessione legati al sovraccarico dei primi giorni, permettono al comparto multiplayer di offrire prestazioni in grado di garantire un’ottima fluidità di gioco.

Per concludere Battlefield Bad Company 2 si guadagna meritatamente un posto tra i migliori FPS degli ultimi tempi, riuscendo ad offrire sia una buona campagna single-player, con ambientazioni varie e riprodotte con grande cura grazie alla potenza del Frostbyte 2.0, sia un multiplayer di grande livello, adatto ad ogni stile di gioco e caratterizzato da uno stampo tattico che premia maggiormente la collaborazione con i compagni.

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  • Grafica eccezionale e ambientazioni stupende
  • Missioni single player di buona varietà
  • Multiplayer appagante e adatto al gioco di squadra

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  • Voci e labiale mancano di sincronia nelle cut-scene
  • Molto lineare rispetto al primo capitolo
  • Campagna non molto lunga

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