BLADES OF FURY

Recensione

BLADES OF FURY

Xbox 360

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

PiattaformeXbox 360
SviluppatoreEpic Games
PublisherMicrosoft Game Studios
Uscita06/11/2007

La Gameloft è il mio grande amore. Chiedete al giocatore comune quale può essere la sua software house preferita e probabilmente vi risponderà: Square Enix, Namco Bandai… Konami etc.. Chiedetelo a me e 8 volte su 10 (perchè sono lunatico) vi risponderei citando la Gameloft. Conosco questa software house dai tempi dell’Ngage. Ricordo che ai tempi era difficile concepire il concetto di gaming per cellulare. A parte snake infatti gli altri giochi per cellulare erano concepiti come giochini ini ini per passare qualche minutino spensierato. Io non la pensavo così, credevo in quella nuova strada intrapresa dai videogiochi. Le mie aspettative furono finalmente esaudite da “Asphalt” di Gameloft. Non era un giochino: era graficamente SPLENDIDO, FLUIDO, VELOCE ma sopratutto FOTTUTAMENTE MOOOLTO PROFONDO. Un vero e proprio gioco per console portato sul mio cellulare.

Da allora non ho smesso di seguire le varie uscite Gameloft, specialmente in qualità di possessore iPhone. Assurdo come una software house non abbia gli onori che merita solo perchè non produce principalmente per console mainstrem. La Gameloft infatti merita tutto il rispetto della comunità videoludica perchè è sempre stata portatrice di innovazioni e rivoluzioni di gameplay nell’area del gioco per cellulare.

Si era detto inizialmente che era difficile concepire il gaming sul touch screen dell’ iPhone ed ecco che esce un nuovo Asphalt per iPhone. Con esso non solo Gameloft ha dimostrato quanto fosse possibile giocare col melafonino, ma ha anche mostrato quanto il suo accelerometro sia propenso ai giochi di guida. Si era anche detto che titoli calcistici o action fossero iniimplementabili sul nostro amato cellulare per via di una carenza di controlli adeguati. La Gameloft esce con “Real Football 2009” e con “Hero of Sparta” e sconfessa questo filo di pensiero regalando ai possessori di iPhone due ottimi titoli del genere (Hero of Sparta è il mio gioco preferito).

Infine c’è da dire che altro pregio di Gameloft è quello di non cullarsi sugli allori. Non contenta di aver rivoluzionato il gaming cellulare portando su iPhone generi prima inconcepibili, adesso affronta un’altra sfida: abbattere l’ennesima barriera tra iPhone ed un genere, il genere picchiaduro. Non ho mai pensato fosse possibile portare questo genere su iPhone, credevo fossero cose incompatibili. Ma Gameloft riesce sempre, si era proposta di portare in maniera efficace un picchiaduro su melafonino e LO HA FATTO!! Analizziamo insieme questo ennesimo ottimo titolo e complimenti Gameloft!

Nonostante il titolo sia molto valido in termini di gameplay e grafica, non è stato trascurato nessun aspetto, trama compresa. Lungi dall’essere la classica trama/pretesto per passare da un round all’altro, la trama di Blades of Fury è molto originale. Non si struttura intorno ad un torneo, ma ha una sorta di ispirazione “Souledgeiana”. Là dove in Soul Edge tutto ruotava attorno ad una spada maledetta, qui tutto ruoterà attorno alla armatura del caos. Da dove viene questa armatura e che poteri ha?

Vi era un tempo un uomo di nome Faust, molto vicino alla Chiesa. Costui ad un certo punto tradisce tutti i suoi principi e si allea con il demonio. A seguito della sua alleanza, Faust riceve una armatura che gli conferisce poteri illimitati, l’armatura del caos. Con essa semina panico e distruzione. La Chiesa, allertata dal pericolo, cerca di fermarlo con ogni mezzo. Qualcuno tradisce Faust, uno dei suoi alleati forse, fatto sta che egli viene giustiziato sul rogo. Il tempo passa e, improvvisamente, l’armatura riappare. Sembra avere un’anima al suo interno, un’anima tormentata che le dà vita e la fa combattere… di chi sarà mai? . Tutti gli uomini che ruotavano attorno alla vicenda di Faust accorrono per cercare di ottenerla e piegarla ai propri scopi:

  • Artù: Egli è il templare più potente al servizio della Chiesa. Era già stato inviato in Francia per contrastare Faust e le sue malefatte. Ora che Faust è morto, la Chiesa lo invia a cercare l’armatura che un tempo era in possesso del temibile signore del male. Artù crede di essere nel giusto, ma davvero la Chiesa ha scopi buoni circa l’armatura? Davvero vuole solo prevenire la venuta di un nuovo Faust, o forse vuole usarla per fini più biechi?
  • Machiavel: Di giorno è un buffone, un giullare, ma di notte si trasforma in un temibile assassino. Porta una maschera che cela delle profonde cicatrici. Tali cicatrici raccontano una storia triste: la storia di un ragazzo linciato da un intero villaggio per via della sua parentela di sangue. Machiavel riuscì a scampare alla morte, da allora medita vendetta. Ma di quale parentela di sangue si tratta?
  • Skorn: Egli era il braccio destro di Faust durante il periodo in cui quest’ultimo seminava il terrore in tutto il Mondo. Lungi dall’essere fedele al suo signore lo tradisce non appena ne ha l’occasione. Lui è il boia che ha condannato al rogo Faust ma è anche l’uomo che ha incitato la folla contro Machiavel. Mosso dal desiderio di potere, cerca l’armatura per allearsi col demonio.
  • Skurd: Era un mago guerriero, ora ha le sembianze di una bestia alata. Da umano aveva servito Faust fianco a fianco a suo fratello Skorn. Lui è il responsabile della crezione dell’armatura. Pentitosi per suoi crimini, una volta morto Faust, decide di porvi rimedio. Dà protezione ad Elwyn la cui famiglia è stata decimata dal potere dell’armatura. Venuto a sapere della ricomparsa dell’armatura, decide di trovarla per distruggerla.
  • Elwyn: Lei è un elfo del Grande Nord. La sua famiglia è stata interamente decimata da Faust ed i suoi scagnozzi. Da allora giura vendetta e si prepara a combattere imparando l’arte della guerra da Skurd. La sua storia si incrocia ad un certo punto con quella di un templare che trova ferito e cura su un campo di battaglia. Costui è Artù, tra i due nasce l’amore. Venuta a sapere del ritorno dell’armatura, Elwyn decide di impossessarsene per vendicare la sua famiglia.
  • Dailing: Lei è una guerriera orientale arrivata in Occidente a seguito di un naufragio. Decide di impossessarsi dell’armatura per poter finanziare il viaggio di ritorno.

Questo è il cast di base dei personaggi. Vi sono altri quattro personaggi da sbloccare per un totale di dieci. Il loro numero è tutto sommato neutrale, nè troppi, nè troppo pochi. Considerate anche che ognuno di essi merita un po’ di tempo per poterne conoscere ogni mossa e capirete che non potrete che rimanerne soddisfatti.

Il comparto grafico di questo titolo è qualcosa di eccezionale. Non solo la grafica è dettagliata e MAI SGRANATA, ma addirittura non si è lasciato niente al caso senza trascurare nessunissimo dettaglio. Parliamo della arene ad esempio. Esse mischiano sapientemente elementi 2d e 3d. Nemmeno nelle produzioni moderne per console ho visto una tale originalità di ambientazioni. Mi hanno colpito molto sopratutto l’arena ambientata sul dorso di un drago in volo con tanto di ali tridimensionali che sbattono sullo sfondo e l’arena ambientata in un cimitero pieno di lapidi su uno sfondo 2d che non è per niente pixelloso.

Passiamo a parlare del character design. La prima cosa che colpisce è la loro varietà. Difficilmente, come avviene in alcuni picchiaduro, troverete di vostro gusto solo un personaggio: sono tutti carismatici. Io adoro sopratutto Machiavel con quell’aria da giullare psicotico. Al di là del loro carisma, tutti i personaggi sono sapientemente resi graficamente con le loro armature ed armi. Parlando di armature/costumi, sappiate che ve ne sono di alternativi. Questi ultimi non sono una semplice aggiunta, sono come il costume alternativo di Bison di Street Fighter 4: modificano nella maggior parte dei casi l’appeal del personaggio rendendolo comunque altamente carismatico. Le animazioni sono tutte fluide, anche per quanto concerne le mosse più complesse e le situazioni più caotiche, ed estremamente varie (difatti il parco mosse è mooolto ampio e comprende anche le “prese” con relative animazioni).

Gli effetti grafici, oltre al concetto di picchiaduro all’arma bianca, hanno un che di Soul Edge. Vi è per esempio la scia luminosa che accompagna ogni vostro colpo (Fu il primo Soul Blade per Play Station 1 ad introdurre nei picchiaduro tale “scia”. Non lo sapevate? SAPEVATELO!!) ed altri effetti luminosi ad accompagnare le mosse speciali più potenti.

In definitiva cosa chiedete graficamente ad un picchiaduro? Fluidità, varietà di animazioni delle mosse, personaggi carismatici, fondali belli e ben caratterizzati ed un livello generale di dettaglio alto ???? Bene, tutte queste qualità sono presenti in questo titolo. Grafica da dieci e lode!!

Il comparto sonoro è generalmente l’aspetto meno curato per quanto concerne i giochi per iPhone (tranne “Days of Thunder” che ha un comparto sonoro splendido… lo so, non perdo occasione per citarlo quando si parla di sonoro… embè?). Vediamo come si comporta Blades of Fury alla luce di questo aspetto. Dunque le melodie non hanno grossi picchi di peculiarità ma la qualità complessiva è buona e nella media. Gli effetti sonori sono molto buoni, specialmente lo speaker che annuncia le fasi dei vari round e le voci dei personaggi prima di uno scontro. Una feature molto interessante consiste nel poter ascoltare le canzoni caricate sul proprio iPhone durante gli scontri. Questo avviene grazie alla presenza di un piccolo player in alto a destra, posto vicino alla barra di energia del personaggio. Proprio alla luce di tale ottima feature, unita ad una qualità complessiva buona, posso valutare il comparto sonoro con un bel nove meritato.

Analizziamo adesso il gameplay. Quindi si suppone debba dirvi che il titolo in questione è un classico picchiaduro 1vs1 ed ovviamente lo scopo è quello di abbattere il vostro avversario in determinati round (“ONE MUST FALL” come si dice alla americana.. o come direbbero alla Epic MEGAGAMES… in onore dell’omonimo picchiaduro inventato dalla casa di Gears of War. Bill, ti hanno spxttanato allo scorso e3 con la tua foto segnaletica sulla t-shirt? Alla prossima conferenza presentati con una stampa di One Must Fall sulla maglietta, vendetta! Sto divagando, ecco, appunto…).

La cosa davvero interessante da capire è come sia possibile utilizzare al meglio il touch screen dell’iPhone per creare dei comandi intuitivi per un picchiaduro. Fulcro del sistema di comando è l’ormai famoso “analog stick virtuale” della Gameloft. Lo troviamo in basso a sinistra dello schermo. Ci basterà scorrere il nostro pollicione su di esso per eseguire in tutta comodita qualunque movimento, diagonali comprese. Se lo spostate verso l’alto il personaggio schiverà il colpo spostandosi a sinistra, verso il basso viceversa; Se lo spingerete in avanti due volte di seguito il pg farà uno scatto, viceversa arretrerà velocemente. Questo sistema di comando ormai non necessità più presentazioni: lo trovate in giochi come Hero of Sparta e ormai sappiamo come sia efficace e preciso.

A me personalmente incuriosiva la disposizione dei tasti tramite cui mettere in atto le mosse/combo, le parate etc… La loro ottima “mappatura”, nella parte in basso a destra dello schermo, è la vera chiave del successo di questo gioco. Avremo due tasti per attaccare, uno per parare ed infine uno per mettere in atto una mossa speciale (questa consumerà una barra blu, posta sotto quella rossa della nostra energia vitale, che potremo rimpinguare infliggendo/subendo attacchi). Per saltare non dovremo fare altro che premere il tasto parata e muovere l’analogico verso l’alto. Dopo interminabili sessioni di gioco posso garantirvi che parare, contrattaccare, saltare e mettere in atto qualunque mossa risulta molto semplice. Non è preciso come, ad esempio, il sistema di controllo di un qualunque picchiaduro per Psp, tuttavia dobbiamo considerare che questo è dovuto alla virtualità del sistema di comando. Essendo virtuale, non potrete aggrapparvi con le dita all’analogico e questo si traduce in un incertezza nei propri gesti. Comunque dopo un po’ di pratica le dita non schizzeranno più come prima e vi troverete comodi. Da notare anche la possibilità di scambiare di posto l’analogico e i tasti di gioco tramite l’opzione “mancino” nel menù opzioni. Voto controlli: 9.

Le modalità di gioco offline sono: Storia, Arcade, Survival ed Allenamento. Per ognuna di esse potremo decidere il grado di difficoltà. Esso va da “Facile”, “Medio”, “Difficile”, “Esperto”, “Asso”. Possiamo dunque intuire quanto il gioco sia ben bilanciato ed adatto a tutti. Altro aspetto comune a tutte le modalità è il replay, altra feature molto interessante di questo gioco. Al termine di ogni round potremo salvare l’intero scontro e rivederlo comodamente selezionando l’apposita opzione nel menù di gioco.

Nella modalità storia, come dice la parola stessa, sveleremo la trama di ogni personaggio, scoprendo le motivazioni che lo spingono verso la ricerca dell’armatura del caos.

Nella modalità arcade, invece, non faremo altro che affrontare i vari avversari senza che gli scontri vadano ad intervallarsi con la trama. Al termine di ogni combattimento ci verrà assegnato un punteggio sulla base del nostro operato.

La modalità survival è molto semplice: combattere più avversari possibili senza perdere mai un round. Al termine di ogni scontro verremo premiati con un pochino di energia.

Nella modalità allenamento affronteremo dei vari tutorial per imparare a muovere il personaggio e prendere confidenza con i comandi. Ogni personaggio è dotato di un parco mosse notevolissimo, prese incluse, da imparare per primeggiare nei livelli più alti di difficoltà.

Per quanto concerne la modalità online.. posso solo dirvi che funziona abbastanza bene. Tuttavia per la sua trattazione vi rimando (così come per la modalità online di Real Football 2010) all’articolo apposito: “Gameloft Live”.

La longevità è molto elevata. Non basterà terminare la modalità storia con tutti i personaggi, eccellere nella modalità survival e battere ogni record in quella arcade. Blades of Fury è un titolo dal gameplay profondo che invoglia continuamente a giocare per migliorarsi. Sarà molto difficile imparare tutte le mosse di un personaggio o imparare alla perfezione la tempistica per performare un perfetto “attacco vendetta”… moltiplicate tutto questo per tutti i personaggi.. aggiungete l’online, i vari livelli di difficoltà e il carisma del gioco.. capite perfettamente che ci vorrà molto tempo prima che ve ne stacchiate.

Gameloft non ha portato un genere nuovo solo per cavalcare l’onda della novità. Non ha creato un picchiaduro tutto grafica e controlli legnosi. Blades of fury è un titolo bellissimo da vedere, fluido e dal gameplay profondo, bilanciato e ottimo. Blades of Fury è una rivoluzione per l’intero gaming per iPhone, farà scuola e va necessariamente premiato. 10 e lode è dunque la mia valutazione finale.

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