Contrast

Luci e ombre della Parigi anni '20

Recensione

Contrast

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

ContrastLuci e ombre della Parigi anni ’20

Contrast è il rimpiazzo PS Plus per i giocatori delusi dalla mancanza di Driveclub. È brutto ridurre a questo ciò che è evidentemente frutto di passione e duro lavoro, ma il gioco di corse Sony sarebbe dovuto essere un attesissimo titolo di lancio, anche se in versione free to play con auto limitate. Problemi nel rientrare negli stretti tempi del day one ci hanno portato ad avere invece il particolare platform/puzzle game della Compulsion Games. Riuscirà il contrasto tra luci e ombre a riscaldare questo freddo inverno? Non lo so, non sono un ingegnere, ma il gioco parte da un’idea mica male!

In Contrast prenderete i panni di un’amica immaginaria intenta ad accompagnare una bambina, Didi, nelle sue fughe da casa nella Parigi degli anni 20. La vostra particolarità, da essere apparentemente inesistente, sarà quella di poter entrare nel mondo delle ombre, sfruttando i giochi di luce per poter raggiungere luoghi inaccessibili. Sarete in grado in pratica di camminare sulle ombre proiettate sui muri, accedendo a quella dimensione segreta e con regole tutte proprie; a differenza del mondo reale entreranno in gioco anche le proporzioni e lo spostamento di una fonte di luce ingrandirà o rimpicciolirà le ombre proiettate. Scopo del gioco sarà quello di risolvere i problemi familiari di Didi, con una madre assente e interessata soltanto alla sua carriera, un padre adottivo pasticcione e implicato in affari con gente poco raccomandabile e un illusionista leggendario.

Di per se Contrast è un platform con elementi puzzle. Il vostro personaggio, muto e senza nessuna emozione come ci si aspetta forse da un amico immaginario, potrà muoversi e saltare in tre dimensioni per gli ambienti della città e interagire con qualche oggetto (eventualmente indicato da un bagliore). Una volta entrati tra le ombre, vi muoverete in due dimensioni. Proseguendo nel gioco acquisirete qualche abilità extra (come quella di passare attraverso ombre sottili), ma il gioco resterà fondamentalmente lo stesso: trovare un modo di proseguire evitando tutti i blocchi che la città vi porrà davanti, collezionando eventualmente le sfere di luce (usate per sbloccare alcuni meccanismi) e i vari collezionabili, in grado di svelarvi qualche dettaglio in più sulla storia.

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Bella, formosa, in grado di muoversi tra le ombre, muta. La donna perfetta?

Contrast scorre in modo piacevole, grazie a una bella caratterizzazione dei personaggi (anche se pochi) e degli ambienti, con un’atmosfera surreale dovuta al particolare fatto che, tolte Didi e la protagonista, nessun altro sarà visibile se non in forma d’ombra. Tutte le cutscenes che riguarderanno altri personaggi saranno infatti viste proiettati sui muri e il gioco non mancherà di strapparvi un sorriso nel momento in cui userete queste ombre intente a discutere per raggiungere posti altrimenti inaccessibili. Purtroppo le avventure della piccola Didi soffrono di qualche difetto non trascurabile, quali una gestione delle proiezioni non proprio eccezionale, poche sequenze memorabili e una durata eccessivamente breve.

Capiterà abbastanza spesso di essere sbattuti fuori dalle ombre (tornando quindi al mondo reale) per motivi incomprensibili, e di morire per colpe non proprie. Questo fortunatamente è mitigato dal fatto che il gioco non prevede nessuna penalità in caso di morte, facendovi ritornare indietro giusto di qualche attimo. Risolvere gli enigmi è piacevole, ma raramente vi capiterà di non sapere dove andare e un minimo di ragionamento sarà solitamente sufficiente per risolvere gli ingegnosi rompicapo. Purtroppo è il numero di questi che influisce molto sul risultato finale perché i pochi presenti sono talmente interessanti e divertenti da lasciare con un senso di mancanza quando il gioco giunge al termine dopo 4 o 5 ore. Durata magari sufficiente per un gioco indipendente (e per lo più gratuito per i possessori di PS Plus) ma quando vengono messe in mezzo idee così interessanti non si può non restare delusi da uno sviluppo non proprio consono. Tecnicamente il titolo Compulsion è bello da guardare e da ascoltare, peccando solo di qualche inspiegabile calo di framerate.

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Tu pensi che ci siano altre forme di vita nell’universo? Eh? Pronto? Ci sei? Mah.

Sia ben chiaro, Contrast non è affatto un brutto gioco, anzi, scorre piacevole e senza intoppi di nessun tipo, è proprio questo a far pensare che se oltre alle idee ci fossero stati più mezzi (leggasi soldi) forse il gioco avrebbe avuto una valutazione piena di elogi. Per ora ci troviamo di fronte a una buona produzione con ottime idee e una realizzazione altalenante, in grado di sorprendere in certi frangenti e di deludere in altri, ma ben lontano dal diventare noioso o scontato. In attesa di un eventuale seguito in grado di sfruttare appieno tutte queste meccaniche ingegnose, possiamo senza dubbio consigliare di provarlo a fondo: sarà tempo ben speso.

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  • Belle le ambientazioni
  • Storia interessante
  • Idea di base geniale

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[badlist]

  • Finisce troppo presto
  • Qualche bug fastidioso

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