Crysis 3

che la caccia abbia inizio

Recensione

Crysis 3

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Lo stereotipo del supereroe mortale in balìa di poteri che non riesce a controllare è uno dei più popolari standard del cinema sci-fi di questo secolo. Crysis 3, o meglio, l’intera serie Crysis, è forse il più evidente esponente di questa tendenza all’interno del mondo videoludico.

Parliamo un po’ di storia: il primo Crysis fu un vero e proprio capolavoro, godibile però solo da una limitata utenza PC, e fu sviluppato dalla stessa software house, la Crytek, colpevole anche dello splendido primo Far Cry. Ceduti i diritti di quest’ultimo i nostri cari si misero al lavoro su quel Crysis 2 forse più famoso per i bug che ne affliggevano lo sblocco di trofei/obiettivi che per altro, ma che, almeno a parer mio, tanto male non fu. Un gameplay fresco e divertente grazie ai poteri della nanotuta, un comparto grafico al passo coi tempi ed un solido multiplayer che fecero passare in secondo piano una storyline forse non proprio all’altezza.

E così arriviamo ai giorni nostri. Da come si può intuire leggendo ciò che ho scritto finora, potete immaginare quanta voglia avessi di giocare questo terzo capitolo e quante aspettative riponessi in esso. Aspettative che purtroppo hanno cominciato ad essere deluse già dopo pochi minuti di gioco, ma andiamo con ordine: Crysis 3 inizia 24 anni dopo i fatti avvenuti nel secondo capitolo. Il super-soldato Prophet è tornato a New York e trova l’intera città sepolta sotto una massiccia “nanodome”, costruita dalla CELL in cui versano le macerie della città in mezzo a paludi, fiumi, fogliame e pericoli vari. E comunque si, avete letto bene, il protagonista è proprio Prophet. Colui che all’inizio di Crysis 2 prima di morire consegnò la nanotuta al soldato di nome Alcatraz, dopo 24 anni è qui, fiero come un generale romano all’interno della sua armatura.

Mi sembra superfluo dire che la story-line in generale sia alquanto confusa, tanto è vero che dopo un rapido accenno agli scontri avvenuti in questi 24 anni fra il regime dittatoriale della Cell corporation ed i ribelli, incredibilmente ed inspiegabilmente al nostro arrivo ricompaiono pure gli alieni Ceph (creduti ormai estinti) con addirittura annesso risveglio del Ceph Alpha!

chi non vorrebbe un arco per affrontare un enorme alieno?

 

Insomma, la narrazione è povera, troppo veloce, e non si spende abbastanza tempo a spiegare perché Prophet è lì e cosa deve fare. Tutto questo reso ancora più caotico da fugaci flashback e visioni completamente inutili del protagonista. Non oso immaginare quanto stridente e frustrante possa essere questa storia per chiunque giochi Crysis per la prima volta visto quanto lo è per chi come me ha giocato tutti i capitoli. Sembra quasi che Crytek abbia buttato in un enorme calderone un superuomocarroarmato, una nefasta mega-società, invasioni aliene, combattenti della resistenza, e tecnologia futuristica sperando che il tutto si spiegasse da solo.

il pugno in avanti mentre si salta fa un po’ superman

 

Fortunatamente però, i giochi non si giocano solo per la loro storia. Il comparto tecnico infatti è abbastanza buono da qualsiasi parte lo si guardi. Come al solito la nano-suit è il fulcro del gameplay e presenta né più né meno tutte le features dei precedenti capitoli. Possiamo quindi mimetizzarci, trasformare la pelle in armatura, saltare su sporgenze elevate, e hackerare dispositivi elettronici. La personalizzazione della nano-tuta, è stata leggermente modificata probabilmente nel tentativo di dare al giocatore la possibilità di gestire il proprio approccio all’azione incrementando il fattore stealth piuttosto che quello difensivo o d’attacco. Probabilmente avrei trovato più interessante questa modifica a fronte di un’effettiva necessità di scelta tattica in base al livello, ma l’estrema facilità del gioco ne sminuisce parecchio l’importanza tanto da farla risultare quasi inutile.

Diciamo che nel complesso, la meccanica di combattimento non si è evoluta molto dai suoi predecessori, ma è comunque ancora piacevole. Ciò che è cambiato, purtroppo in peggio, è l’intelligenza artificiale dei nemici, notevolmente abbassata e che rende l’esperienza di gioco troppo facile anche al massimo livello di difficoltà. Non ci si trova mai in difficoltà nell’affrontare nessuna situazione, i nemici attaccano sempre frontalmente ed in modo scontato, sia che si tratti di umani, alieni o boss di fine livello.

Gli ambienti di combattimento sono stati notevolmente ampliati, ma se Crysis 2 è stato criticato per le sue meccaniche troppo lineari, agli sviluppatori non è bastato rendere ogni livello di questo ultimo capitolo una piccola sand-box per farci dimenticare il passato, la sensazione è di trovarsi sempre e comunque sui binari. Anche per quanto riguarda le armi non ci sono particolari novità, se non per l’inserimento dell’arco. Io personalmente ne ho abusato non tanto per un effettiva maggior funzionalità rispetto ad altre armi, ma proprio perchè unica nota fresca del gioco. La personalizzazione delle armi è infatti rimasta uguale al secondo capitolo.

il nostro compagno Psycho… di nome e di fatto

Graficamente è abbastanza godibile anche se non ad alti livelli come altri giochi recentemente usciti (e qui scatta il paragone con Far Cry 3). Il fogliame della giungla di New York ha una buona resa, così come le animazioni facciali dei personaggi principali. Anche i nemici sono sviluppati con cura ed il tutto mostra una grande attenzione per i dettagli. Sì, ci sono un paio di texture ripetitive, e sì, la tavolozza dei colori è decisamente scura e minacciosa tanto da far perdere di vista alcuni particolari, ma come esperienza visiva nel complesso è piacevole. Anche il comparto audio è più che valido, gli scricchiolii degli ambienti con strutture metalliche, il senso della distanza di suoni ed esplosioni in campi aperti se non i rumori prodotti dalla nanotuta stessa, sono tutti molto credibili e ben realizzati. Per assurdo anche le scene recitate ed il doppiaggio sono piacevoli nonostante la trama sia imbarazzante.Il multiplayer come in tutti gli FPS gioca un ruolo da protaganista, o almeno dovrebbe, ma anche qui troviamo poche novità rispetto al precedente capitolo con in più un pacchetto mappe poco ispirato e meno vasto di quel che ci si aspetterebbe. L’arco è quindi chiamato anche qui a portare un po’ d’aria di novità ed oltre ad essere selezionabile come una qualsiasi altra arma, è protagonista della modalità Hunter. Modalità nella quale una squadra di supersoldati armati “solo” di nanotuta, arco ed invisibilità infinita, deve sterminare l’altra squadra di umili soldati di fanteria. A favore abbiamo un matchmaking rapido ed una buona stabilità in game.

chi è stato a New York si ricorderà sicuramente della diga di central park

Marco “warmaffick” GaleottiIn conclusione Crysis 3 è un prodotto discreto ma che non spicca, con diverse buone idee ma sviluppate mediocremente. Un gioco divertente da giocare, ma non troppo, bello da vedere, ma non troppo. Assolutamente al di sotto delle aspettative e tragicamente lontano dalle promesse di casa EA. Sembra quasi il compito a casa fatto di fretta da un quattordicenne per poter poi scendere a giocare… Crytek in passato ci ha dimostrato di poter fare di più e mi auguro ce lo torni a dimostrare in futuro. Per quanto riguarda il presente… domanda di riserva?

Marco “warmaffick” Galeotti

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