Dishonored: Definitive Edition
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Un gioco validissimo che non è invecchiato
Contro
- Comparto grafico praticamente invariato
Dunwall aveva bisogno di una ristrutturata?
È tempo. Sono passati solo tre anni dalla pubblicazione ma ormai lo standard vuole una rimasterizzazione con il salto generazionale, non più con il passare degli anni (tanti anni). E così anche Dishonored, sfruttando l’onda dell’annuncio del secondo capitolo, passa su Xbox One e PS4 con una Definitive Edition che propone un comparto grafico ottimizzato e tutti i contenuti aggiuntivi usciti.

Il punto è che ci sono rimasterizzazioni e rimasterizzazioni. Prendete ad esempio una Gears of War Ultimate Edition o un Halo 2 Anniversary, siamo a quel livello? Assolutamente no. Infatti, più che di una rimasterizzazione, la Definitive Edition di Dishonored rispecchia in gran parte la categoria dei porting. Le differenze grafiche che si notano (se si notano) sono davvero minime, è più probabile che sia stato effettuato in gran parte un lavoro di aumento di risoluzione, questa volta a 1080p anziché 720p. Il resto, dalle textures agli fps, sembra tutto invariato, anzi forse questa conversione ha fatto nascere qualche altro problemino tecnico che magari il gioco originario non presentava. Insomma, le vere potenzialità delle console di questa generazione non sono nemmeno state sfiorate, e l’unica cosa che salva il comparto tecnico è quella ispirata ambientazione che già su 360 e PS3 abbiamo potuto apprezzare. Appurato che le modifiche grafiche non possono certo rappresentare un serio motivo per spingere all’acquisto di questa Definitive Edition, non rimane altro che fare la conta dei contenuti.
Nel corso del tempo Dishonored si è arricchito di quattro DLC: Il pugnale di Dunwall, Le streghe di Brigmore, Dunwall City Trials e infine Void Walker’s Arsenal. Esclusi gli ultimi due (Dunwall City Trials aggiunge qualche sfida e Void Walker’s Arsenal è una raccolta di tutti i vari bonus legati ai pre-order), sono quelli che vedono protagonista il personaggio di Daud ad essere i più meritevoli di considerazione. Nuova storia (suddivisa appunto in due parti), nuovo personaggio e anche nuovi elementi di gameplay rispetto all’avventura principale. E la scelta di renderli disponibili indipendentemente dall’aver giocato o meno la storia di Corvo premia proprio coloro che magari hanno saltato soltanto i DLC.

Certo è che nel complesso è un po’ poco, in fin dei conti non c’è niente di particolare che faccia scattare la scintilla di acquistare la Definitive Edition di Dishonored. Il gioco in sé chiaramente non si discute, si tratta di una delle migliori nuove IP degli ultimi anni ed è praticamente scontato consigliare di giocarla, ma questa Definitive Edition non inquadra molto bene i due target a cui dovrebbe essere diretta. Chi già ha vissuto le avventure di Corvo non avrà grandi stimoli per tornarci sopra, se non appunto l’inclusione dei DLC, ma è difficile pensare che possa essere una ragione sufficiente per sborsare il prezzo di lancio (40€ circa). Ed è una spesa che risulta poco giustificata anche per chi non ha ancora giocato Dishonored, considerando sia il fatto che il comparto tecnico non aggiunge niente rispetto alla vecchia versione, sia la possibilità di poter reperire il gioco su 360 e PS3 a cifre più economiche, DLC compresi nel caso si sfruttasse qualche sconto settimanale. Il voto che segue prende quindi una maggior influenza dall’obbiettivo mancato da questa rimasterizzazione/porting, e in minor parte considera ciò che è stato (ed è tutt’oggi, nonostante qualche anno di più sul groppone) Dishonored: uno stealth di indubbio valore per ambientazione e varietà di gameplay.
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