I Griffin: Ritorno al Multiverso
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Ho udito avvicinarsi un videogioco sui Griffin e mi sono illuminato, anche se con l’accortezza di chi non ha voglia di farsi del male.
Lo scetticismo non mi ha mai abbandonato anche se, complice il soggetto interessante del multiverso, mi sono abbandonato alla speranza e ho creduto di poter davvero tastare un prodotto se non fantastico, almeno fresco e divertente.
La puntata dedicata al multiverso è una delle più esilaranti della “famiglia tipo” americana, con trovate umoristiche indimenticabili.
Si parla, come suggerisce la parola stessa, di un’ avventura intrapresa da Bryan e Stewie attraverso mondi paralleli regolati ciascuno dalle proprie peculiari leggi. Queste realtà sono sovente dominate da follia e dubbia moralità, con lo stile che gli estimatori del cartone animato ideato da Seth McFarlane hanno imparato a conoscere bene.
Quale presupposto potrebbe essere più adatto a un videogioco? L’espediente narrativo lascia una libertà creativa agli sceneggiatori pressochè illimitata…
Gli sviluppatori di Heavy Iron sono riusciti a confezionare qualcosa di interessante? Se avete già letto il voto, sapete già la risposta…

Ogni dimensione è abitata da creature bizzarre… In questo caso polli spaziali…
Il primo difetto è proprio la trama: assolutamente sotto tono rispetto alla controparte televisiva, sia per quanto riguarda la storyline che la caratterizzazione dei personaggi.
Manca del tutto la genialità che contraddistingue la serie sin dall’inizio.
Bertram, la nemesi pel di carota di Stewie, minaccia di distruggere il mondo dei nostri eroi e questi partono armati di laser e pistole per fermarlo.
Il bimbo malvagio arruola soldati più o meno bizzarri in mondi altrettanto pazzeschi, e Bryan e Stewie lo seguono per fermare i suoi terribili piani.
Ammetto di aver riso pochissimo, anche perché infastidito dalla caratterizzazione banale dei protagonisti. Qualche battuta riuscita, ma nessun momento indimenticabile di quelli da raccontare agli amici.
I characters del cartone animato popolano il mondo di gioco quasi al completo, ma spesso sono buttati nella mischia fuori contesto o giusto per essere presenti.
Non mancano chicche degne di nota o riferimenti a episodi specifici, però considerati gli infiniti contenuti da cui potevano attingere, è il gioco peggiore che potessi immaginare.

Una bottiglia o un mattarello, nel caso controlliate Stewie: le uniche armi bianche presenti nel gioco…
Il gameplay è a metà tra uno shooter e un platform, con una piccola parentesi di stealth mal riuscita.
Stewie utilizza armi futuristiche o esplosive, come laser o granate, mentre Bryan predilige armi convenzionali, come pistole o fucili.
Lo scopo è quasi sempre quello di eliminare tutti i nemici su schermo, portando al contempo a termine obiettivi che consistono nel prendere un oggetto, schiacciare un pulsante o attivare un meccanismo con la pressione del tasto X.
I mondi sono relativamente a struttura aperta, anche se la povertà degli ambienti non invoglia certo ad esplorare. E’ possibile ad ogni modo portare a termine missioni secondarie che vertono quasi esclusivamente sulla ricerca di collezionabili per sbloccare extra (pochi) come costumi e armi.
Anche qui: mi aspettavo personalizzazioni irriverenti a fiumi e armi spassose, ma la creatività non sembra il piatto forte.
Il livello di difficoltà sarebbe anche apprezzabile, se non fosse per la scelta incomprensibile di non usare un sistema di vite/ checkpoints in favore di un respawn sgravante. Una volta esaurita la barra dell’energia, a un costo modesto è possibile rientrare in partita. Non c’è davvero nessuna ricompensa per chi prova a salvare la pellaccia… Soprattutto considerato che gli articoli sbloccabili nel negozio sono così pochi da poter essere acquistati senza grandi difficoltà, a patto di scovare inutili collezionabili in ogni livello… Sotto a chi ha voglia.

Stewie fronteggia un poliziotto disabile con un lanciagranate; la mancanza di moralità è forse l’unico aspetto divertente. Ma lo è davvero se fine a se stessa?
Graficamente è scadente, in questo caso il cell shading prova disperatamente a nascondere evidenti carenze. I modelli poligonali sono pessimi e spesso soffrono di problemi di aliasing.
Il gioco è corto e non offre alcun motivo per essere rigiocato, a meno che non siate maniaci dello score Network/ Live.
E’ presente un multiplayer che potrebbe allungare la longevità di qualche manciata di minuti, con modalità a ondate, deathmatch, incursione e poco altro… Ma tutto inspiegabilmente in locale! Quindi a schermo condiviso o in system link…
La stessa modalità cooperativa è confinata alla propria console, con uno split screen difficile da gestire data la vena caotica del titolo in questione.
Sarebbe stato bello maneggiare armi improbabili, vedere assegnate abilità particolari a ciascun personaggio (qualcuno ha detto I Simpson?), ridere dall’inizio alla fine…
Persino l’unica idea carina che riguarda uno scontro di Peter con un acerrimo nemico (e non vi dico altro…) è realizzata talmente male da spegnere presto l’entusiasmo.
Non è neanche doppiato in italiano, anche se per molti potrebbe essere un pregio invece che un difetto.
Ne resta un gioco deludente da comprare soltanto se si vuole smanettare sul joypad in coppia e si è stufi dei titoli Lego (neanche cugini alla lontana).
Tuttavia consiglio personalmente un film, magari “Ted”, creato dal padre del cartone animato Seth Mcfarlane che essendo vivo e vegeto… Si starà rivoltando nella vasca da bagno.
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