Journey
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Journey è un titolo splendido, lo dico subito. Lo è, senza se e senza ma. Ogni elemento di questo gioco si fonde alla perfezione con gli altri, dando vita alle idee degli sviluppatori in un modo che si vede di rado. Proprio per questa ragione, è impossibile trovare un singolo elemento che lo costituisca che sia in grado di sovrastare gli altri, o di guidare prepotentemente l’esperienza. Sempre per questa ragione, Journey non verrà apprezzato da tutti: non a tutti piace la Gioconda, non tutti gradiscono le composizioni di Mozart o l’architettura del Colosseo. Ciò che rende grandi agli occhi di qualcuno, rende piccoli agli occhi di qualcun altro, è inevitabile. Journey, dal canto suo, può essere microscopico o gargantuesco: scopriamo insieme questo piccolo, grande gioiello di game design.
Il concept alla base di questo titolo è semplice e straordinariamente complesso al tempo stesso. Lo “scopo” del gioco sarà muovere il nostro personaggio attraverso varie ed ispiratissime ambientazioni, continuando a proseguire, non importa a quale costo, verso l’unico punto di riferimento che abbiamo fin dall’inizio del gioco: una gigantesca montagna luminosa, in grado di catalizzare la nostra attenzione in ogni momento. La nostra meta resterà sempre chiara nella nostra mente, anche se mai allo stesso modo: ora prepotentemente, ora in modo carezzevole, il richiamo della montagna si paleserà costantemente nel nostro cammino, dandoci la forza di affrontare ogni avversità, di andare avanti sempre e comunque, pur di raggiungere la meta finale del nostro viaggio. Viaggio che potremo affrontare da soli od in compagnia di uno sconosciuto, alternando momenti più introspettivi, ad altri più strettamente “ludici”, in cui collaborare con un compagno di viaggio con il quale la comunicazione avverrà tramite suoni e gesti, mai tramite parole.
.jpg)
Journey spoglia il videogioco di ogni inutile fronzolo, riportandolo alla forma espressiva più basilare, lustrando gli elementi rimasti fino a farli splendere di luce propria: mai come ora la cooperazione con altri giocatori assume connotati così profondi, scevri di ogni forma di “materialismo”, donando al giocatore una vera e propria esperienza, in grado di disseppellire dall’animo di chi gioca sentimenti ormai dimenticati, quasi infantili. Lo stupore e la curiosità permeano ogni istante di gioco, accompagnati da sensazioni sincere e mai banali: scivolare su cascate di sabbia dorata al tramonto, librarsi in volo assieme a misteriose creature, accompagnati da giochi di luce impensabili, sono azioni in grado di stimolare zone inesplorate del cervello e del cuore, lasciando impresso a fuoco un marchio indelebile nella memoria di chi saprà aprirsi a quest’opera videoludica di rara bellezza.
La grande varietà di situazioni che vi ritroverete a vivere viene gestita tramite pochi e semplici controlli, facilmente assimilabili da chiunque e perfettamente studiati per garantire la massima immedesimazione durante il gioco: raramente si incontrano sistemi di controllo così ben congegnati da permettere al giocatore di dimenticarsi di avere tra le mani un controller. Grazie a questo immenso pregio, l’esperienza risulta diretta ed in grado di appassionare anche chi non abbia mai utilizzato un videogioco in vita propria.

Journey si presenta come un’opera audiovisivamente superba, artisticamente ispiratissima e tecnicamente impeccabile: musiche toccanti e vibranti si fondono alla perfezione con un comparto visivo che fa della ricercatezza stilistica e della pulizia grafica i propri punti di forza, con ambienti dettagliati e suggestivi, modelli poligonali perfetti ed un sistema di illuminazione incredibile, che rende vivo e pulsante ogni ambiente di gioco. Nemmeno il fatto di passare la quasi totalità del titolo nel deserto riesce a smorzare l’incredibile impatto sensoriale del titolo, che riesce, a tratti in maniera sbalorditiva, a compiere variazioni sul tema desertico in grado di farci dimenticare di trovarci in mezzo alla sabbia.
La longevità per alcuni potrebbe rivelarsi un piccolo difetto: l’esperienza dura una manciata di ore, ma è davvero un male? Journey è una metafora della vita e, come essa, non può essere giudicato solo per la sua lunghezza. Questo è un titolo in grado di regalare emozioni vere, intense, profonde ed incredibilmente durature. Dopo averlo terminato ne avrete già nostalgia e sentirete di aver veramente vissuto qualcosa di fantastico, in grado di portarvi in mondi lontani ed inesplorati: rigiocandolo, scoprirete nuove sfumature di un titolo che sa essere nuovo e fresco ogni volta come fosse la prima. “La vita è un brivido che vola via” diceva Vasco Rossi: anche Journey lo è ed io non posso che essere grato per averlo vissuto.
In qualità di Affiliato Amazon, CoPlaNet riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
