Life is Strange Episodio 1

Life is Strange ci ha stupito, fin dai primi minuti di gioco.

Recensione

Life is Strange Episodio 1

PlayStation 3 PlayStation 4 Linux Android PC (Microsoft Windows) iOS Mac Xbox 360 Xbox One
8/10

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Pro

  • Sceneggiato egregiamente
  • Colonna sonora d'alto livello
  • Artisticamente eccellente

Contro

  • Soltanto in inglese
  • Qualche calo di FPS
  • Problemi con alcune textures
PiattaformePlayStation 3, PlayStation 4, Linux, Android, PC (Microsoft Windows), iOS, Mac, Xbox 360, Xbox One
SviluppatoreDON'T NOD
PublisherFeral Interactive, Square Enix
Uscita29/01/2015

life-is-strange-walkthrough-640x325 La vita è strana

Inutile negarlo: quello che i video game ci offrono è qualcosa di realmente singolare. Finalmente possiamo parlare di una reale interattività in tutte le sue forme: già perché quello che alcuni film o romanzi interattivi – oppure i più banali ‘libri game’ che qualche ventenne o trentenne si ricorderà – hanno cercato di riprodurre, era un concetto ormai trascorso di interattività. Mentre adesso, vuoi per l’avanzamento tecnologico o per le numerose fonti d’ispirazione, siamo arrivati ad un punto in cui possiamo definire il video game come l’unico medium che, singolarmente, non racconta un’esperienza ma la crea, plasmandosi assieme alle performance del videogiocatore. E Life is Strange ne è un esempio squisitamente all’altezza.

La sfida che i ragazzi di Dontnod Entertainment, ex Remember Me, hanno raccolto è tanto semplice quanto interessante: raccontare una storia, come ci ha insegnato Telltale, seguendo un arco narrativo che si crea conseguentemente alle scelte del videogiocatore. Ciò che ne deriva si poggia su canoni tanto piacevoli quanto, in parte, banali. La cosa che forse riesce meglio a Life is Strange è il coinvolgimento: i personaggi principali assieme alla protagonista Max sono connotati da una cura, da una precisione e, se vogliamo, da un realismo, ampiamente oltre i più comuni standard cinematografici. La storia si fonda su un’empatia, inevitabile, che l’incipit narrativo crea tra Max e il videogiocatore: da qui in poi, un susseguirsi di svariate persone e personalità, tra di loro diverse, che concorrono in un’implicita lotta, alla ricerca di un’affermazione in quello che è il mondo scolastico ed adolescenziale. Tuttavia devo sottolineare un accenno di banalità nelle caratterizzazioni dei personaggi, che spesso si identificano fin troppo con alcuni cliché tipici, e finiscono quindi per brillare decisamente meno. La storia e gli eventi si svolgono interamente nella città di Arcadia, dove Max, ragazzina diciannovenne, inizia a frequentare un corso di fotografia presso la sua scuola superiore. Ed è qui che iniziamo: tra i banchi di scuola, durante una lezione fin troppo noiosa per la nostra protagonista, appassionata di fotografia ma poco avvezza allo studio della teoria. Dopo qualche minuto, si rivela finalmente al videogiocatore l’elemento chiave e caratteristico del titolo: Max scopre di essere in grado di poter modificare il continuum spazio-tempo; la ragazza infatti può riavvolgere il tempo e cambiare quindi l’esito di tutti gli eventi. Da qui in poi, usando ed abusando questo dono, creeremo noi la storia, per mezzo delle scelte che ci verranno presentate, nel maggiore dei casi, durante i dialoghi.

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Max e Chloe

Il gameplay del gioco è limitato allo spostamento del personaggio e all’uso del potere; inoltre nel titolo troverete appena un paio di enigmi, quasi immediati, da risolvere. Capisco bene che questo potrebbe far storcere il naso ai più, tuttavia il gioco risulta equilibrato così com’è, poiché è la storia a fare da padrona, mentre al videogiocatore viene lasciato il ruolo di spettatore, uno spettatore però che osserva ciò che ha scelto di far accadere. Dal punto di vista tecnico c’è poco da dire, nel bene e nel male. Il titolo presenta un stile grafico molto convincente e perfettamente realizzato; tuttavia viene penalizzato nel complesso da errori di poco conto come qualche calo di frame rate e qualche texture piatta o che fatica a caricare. Che siate o meno alla vostra prima esperienza con questo tipo di giochi conta ben poco forse, Life is Strange, potrebbe essere un ottimo punto di partenza per approcciarsi a questo tipo di titoli. Il gioco è per il momento disponibile solo in Inglese, dura poco più di due ore, ed è acquistabile al costo di 4,99€; praticamente un’inezia se rapportato alla qualità dei contenuti che offre. Vi ricordo che questo è il primo dei cinque episodi, che usciranno all’incirca ogni quattro settimane.

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Colori e luci affascinanti

 

Insomma, Life is Strange è un buon titolo, che cerca di stupire il videgiocatore raccontando una storia adolescenziale apparentemente normale, durante la quale vi troverete a dover compiere scelte difficili ed a convivere con quello che avrete generato. Il tutto è arricchito da uno stile che colpisce e da una colonna sonora a tema davvero splendida, che però ci lascia proprio lì, dove gli eventi stanno per spiccare. Per fortuna che Marzo è vicino.

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