Mafia II

"Nella vita chi vuole troppo rischia di perdere assolutamente tutto...

Recensione

Mafia II

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

…certo chi vuole troppo poco rischia di non ottenere assolutamente nulla.”

La Mafia è una delle poche sciagure dell’umanità ad avere un enorme velo di romanticismo addosso. Nonostante sia vista con occhi ben diversi dagli italiani, soprattutto i meridionali, quella parola richiama alle menti un mondo fatto di codici ben precisi, uomini d’onore in giacca e cravatta e valori che valgono più della vita stessa. E se c’è una particolare idea di Mafia definibile romantica è senza dubbio quella Americana dei decenni che dividevano a metà il secolo passato, quella che grazie a personaggi oramai leggendari come Al Capone è stata di ispirazione per un enorme numero di film e libri, al punto tale da coinvolgere ancora oggi “nuovi” media, come i videogames.

Nonostante sia passato un bel po’ di tempo dall’uscita di Mafia, avvenuta nel 2002, erano davvero in molti ad aspettare un vero e proprio seguito per un gioco che, come pochi altri, era riuscito a ricreare perfettamente lo spirito di quei tempi e ad inserirlo in una meccanica di gioco free roaming ispirata al re del genere, Grand Theft Auto. La differenza con GTA era però molto evidente, con una cura molto maggiore nella storia e nei personaggi ed, in generale, l’abilità di far sentire i giocatori come parte integrante di quella vita, fatta di poveri emigranti italiani e la loro visione del sogno americano. L’annuncio di Mafia II è stato di quelli scioccanti, averlo qui tra le mani e poterlo giocare è un po’ un sogno che si avvera. Il gioco del 2002 si concludeva senza lasciare spazio a nessun seguito, iniziava a diventare quasi certezza che non sarebbe mai divenuta una serie, ma le preghiere di molti sono state ascoltate. E’ stato un bene?

Se avete giocato al primo Mafia sapete cosa aspettarvi. Forse fin troppo bene azzarderei, perché il gioco prende a piene mani dalla formula “squadra che vince non si cambia”, anche se dal 2002 al 2010 ci sono 8 anni di innovazioni che non possono essere ignorate. Mafia II non tradisce la sua vocazione di gioco improntato estremamente sulla storia e ciò finisce per essere allo stesso momento il suo più grande punto di forza e la sua vera debolezza. Siete Vito Scaletta, emigrato da bambino con i vostri genitori e vostra sorella in America. La vita nei quartieri bassi non sarà facile ed in compagnia del vostro carissimo amico Joe crescerete a suon di malefatte, finché non sarete arrestati e mandati in guerra, in Italia. E’ al ritorno da li che inizierà la vostra “carriera”, che vi porterà ad addentrarvi sempre di più nella vita mafiosa degli anni 50, durante un arco di tempo abbastanza lungo, che progredirà col completamento delle varie missioni che vi verranno assegnate.

Le cose che potrete fare saranno abbastanza classiche e comprenderanno rubare auto, acquistare armi, vestiti, modificare la vostra auto per sfuggire alla polizia e investire passanti, girando per le strade di Empire Bay. Il vero problema è che tutte le vocazioni free roaming del titolo terminano qui e Empire Bay si rivela essere un enorme livello, fatto solo per dare l’impressione di essere una città. Scordatevi la vivacità di GTA IV, la possibilità di incontrare persone, immergersi in infinite missioni secondarie, perché Mafia II non punta assolutamente a questo. Ogni capitolo dei 15 di cui il gioco è composto vi vedrà impegnati a completare le missioni assegnate, non ci sarà per voi nessuna scelta o variazione. Come in un lineare action in terza persona, lo svolgimento della storia sarà un continuo andare avanti, a prescindere dalla città interamente esplorabile. Empire Bay esiste e ad una prima occhiata risulta anche viva, ma nel momento in cui doveste decidere di abbandonare le missioni e girare alla ricerca di altro ci sarà solo il nulla ad attendervi. Il gioco però è strutturato in modo tale da farvi girare più e più volte per la città, portandovi a visitarla tutta per questioni di gameplay.

Se questo è un male è il giocatore a deciderlo, ma chi scrive pensa che in fondo sia inevitabile quando un titolo punta tutto sulla storia e sull’emozionare un giocatore, qualcosa che sparisce nel momento in cui si va’ in giro a sparare piccioni o a fare missioni secondarie magari mente avete in atto una vendetta da compiere. Perché se amate quell’immagine romantica della mafia di cui parliamo, quello che cercate di certo non sono continue interruzioni poco realistiche nella storia, altrimenti ahimè, state leggendo del titolo sbagliato.

Come detto prima, dal 2002 al 2010 molte cose sono cambiate, non solo da un punto di vista tecnico. Certo, in quel campo i progressi sono enormi, ma più che altro da qualche anno gli scontri a fuoco non sono tali se non ci si ripara dietro qualcosa. Mafia II non fa’ eccezione e propone un sistema di copertura come già visto in molti titoli. Il sistema funziona alla grande e, come sempre, si finisce col chiedersi come sia possibile essere “sopravvissuti” tanti anni senza questa possibilità. Le sparatorie di Vito e Co. sono soddisfacenti, anche in virtù di una buona distruttibilità degli ambienti che aiuta in certe situazioni a donare un po’ di realismo e sfida in più. Le armi che potrete utilizzare saranno diverse, divise in 4 tipologie (mitragliatrici, pistole, fucili e bombe) che andrete a selezionare tramite il pad direzionale. Particolarità (almeno al giorno d’oggi) sarà poter portare con voi tutte le armi che vorrete, senza essere limitati ad una per tipo. Ogni arma avrà le sue caratteristiche e la differenza nel passaggio dall’una all’altra non sarà poca. Per restare ancora nel “classico” inoltre, venendo colpiti perderete energia che andrà a ricaricarsi se riuscirete a star lontani dai proiettili nemici per qualche secondo.

Spendere due parole sulla storia, essendo questa il perno attorno al quale gira tutto (e non come in altri titoli del genere una delle scuse per avere il resto), è d’obbligo. L’ascesa al potere di Vito Scaletta è raccontata bene, ispirata ai tanti film di genere e condita con personaggi interessanti, anche se forse un po’ troppo stereotipati. Nella simil-New York degli anni 50 nella quale avranno luogo le vostre avventure avrete a che fare con diversi personaggi di diverse famiglie e le missioni che affronterete, seppur varie, vi vedranno principalmente impegnati a fare fuori qualcuno che ha sbagliato nei confronti di questa o quell’altra persona. La trama, con i suoi espliciti riferimenti sessuali, la violenza estremamente cruda di certe scene ed in generale, il suo essere piena di valori non proprio sani, rende il gioco adatto soltanto ad un pubblico adulto, probabilmente l’unico in grado di coglierne tutte le sfumature.

Tecnicamente Mafia II fa una gran bella figura, presentandosi benissimo e mantenendo per tutto il gioco livelli abbastamza alti. Empire Bay è piena di dettagli e girare per la città è un’esperienza molto piacevole. I personaggi poligonali, le vetture e le costruzioni sono realizzati molto bene, così come le diverse condizioni atmosferiche che si alterneranno poco per volta. Senza dubbio a farla da padrone è comunque il salto a 60 anni fa’, con una realizzazione degli anni 50 che copre tutti gli aspetti possibili, partendo dalle linee delle auto fino ad arrivare alle acconciature delle donne per strada. Certo, non mancano alcuni fastidiosi problemi, come un framerate non sempre stabile e qualche sporadico bug, ma sono in fondo dei compromessi più che accettabili per un gioo che comunque fa la sua bella figura. Degne di nota le inquadrature usate per la maggior parte delle cutscenes che donano al gioco un taglio estremamente cinematografico.

Discorso uguale per il sonoro, con musiche di qualità eccellente e effetti sonori adatti al contesto che, come in ogni film di gangster che si rispetti, aiutano a creare o sciogliere la tensione in base ai momenti. Soltanto altalenante il doppiaggio in italiano, effettuato da professionisti rinomati ma con alcuni problemi dati dalle interpretazioni, soprattutto quella di Vito. Non che ci sia da muovere qualche critica precisa, ma forse in certe situazioni sarebbe stata necessaria più enfasi ed i direttori avrebbero dovuto decidere se dargli o non dargli l’accento siciliano che, misteriosamente, viene e va’ durante il gioco. Veramente orribile il lip-sinc, mediocre con tendenze all’osceno in certe sezioni.

I controlli sono abbastanza intuitivi e precisi, anche se c’è da dire che durante le vostre scorazzate nel passato non vi ritroverete a compiere una grande varietà di azioni. Colpisce piacevolmente la cura della fisica nel gioco, soprattutto per quanto riguarda la guidabilità delle automobili ed in generale il loro comportamento su strada. Interessante anche la possibilità di personalizzare le vetture (modificando targhe, colori, cerchioni e motore) nelle officine e non solo ripararle.

Il gioco ha una durata nella media dei titoli moderni, finendo per essere completabile in meno di 12 ore la prima volta. Purtroppo motivi di rigiocabilità sono solo i trofei, 50 numeri di Playboy da collezionare (che sbloccheranno interessanti immagini d’epoca…) e dei poster. La totale assenza di multiplayer e missioni secondarie sono forse il vero problema del titolo che offre ben poco oltre alla storia da completare.

Altre critiche che possono essere mosse a Mafia II sono forse l’obbligo di girare per la città in ogni caso (scordatevi di andare direttamente da un posto all’altro), che pesa un po’ quando, terminata la lunga missione, dovete anche tornare a casa vostra a mettervi a letto per chiudere il capitolo. Da segnalare anche la monotonia degli scontri senza armi e la scarsa IA della polizia, che raramente finisce per essere un problema, al punto che ci si chiede se tutta questa stupidità sia voluta. In fondo nella maggior parte dei casi, se proprio non vi riuscirà di cambiare abiti e auto per non farvi riconoscere, potrete sempre chiamare alla centrale e corrompere qualcuno.

Mafia II non è un capolavoro, ma è un degno, degnissimo seguito del gioco del 2002, in grado di riportarne lo spirito in una nuova generazione,senza innovare in nessun campo, ma facendolo con stile e con ispirazione. Senza dubbio il target è quello degli appassionati delle storie di uomini d’onore e di “famigghie”, ma strizzando l’occhio agli shooter moderni il gioco risula apprezzabile ai più, offrendo una storia che dall’inizio alla fine risulta interessante e coinvolgente. Mafia II non sorprende ma neanche delude, riuscendo a non cadere nella monotonia ed a regalare qualche ora di buon intrattenimento malavitoso, a patto di non aspettarsi qualcosa di nuovo e di rivoluzionario: In quel caso, la delusione sarà a pochi proiettili di distanza.

+ Comparto visivo di ottimo livello
+ Storia avvincente
+ Musiche eccellenti…

– …ma doppiaggio altalenante
– Nessuna sottomissione
– Qualche sporadico problema tecnico

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