Marvel's Spider-Man

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[RECENSIONE] Marvel's Spider-Man

Il trailer di Spider-Man all’E3 2016 è stato una di quelle rivelazioni shock che nessuno avrebbe potuto immaginare. Il trailer è salito quasi immediatamente in vetta ai più visti di youtube, sia per la popolarità del brand (d’altra parte chi non conosce l’uomo ragno?), sia per la qualità di quanto mostrato, interamente in-engine. Il motivo però che ha fatto salire l’interesse del sottoscritto alle stelle è stato però un altro: Spider-Man è un gioco fatto dalla Insomniac games e così come succede per altri studios di cui sono fan, ogni loro nuovo prodotto entra di diritto nella mia lista acquisti.

Grazie al successo di brands quali Spyro The Dragon, Ratchet & Clank e Resistance, la casa californiana è riuscita a ritagliarsi uno spazio bello grosso nel cuore dei fan Playstation, nonostante l’aver mantenuto la propria indipendenza. Non è quindi una sorpresa vedere che quando Marvel si è avvicinata a Sony per chiedergli di creare un gioco dedicato a uno dei loro supereroi più famosi, questi abbiamo pensato di rivolgersi ad Insomniac: la capacità di creare mondi cartooneschi nei quali muoversi liberamente e velocemente è stata ampiamente dimostrata con l’ingiustamente sottovalutato Sunset Overdrive, tanto da convincere i californiani a mettere alla guida del progetto come lead game director il produttore di quest’ultimo. Con una squadra simile si parla di capolavoro annunciato.

Marvel’s Spider-Man è un open world nel quale impersonerete per buona parte l’amichevole Uomo Ragno di quartiere preferito in una ricostruzione più o meno accurata di New York. Essere l’Uomo Ragno significa potersi muovere per la città saltando da un grattacielo all’altro, dondolarsi come un moderno tarzan urbano e insacchettare nemici nella vostra ragnatela. E a grandi linee questo è ciò che farete anche qui. E bisogna dirlo, alla Insomniac hanno fatto centro da questo punto di vista. Nonostante i titoli dedicati al supereroe siano tantissimi, nessuno fino ad oggi è riuscito a catturare l’esperienza di essere Peter Parker come ci riesce il titolo in questione.

Muoversi per New York in Spider-Man è semplicemente fantastico ed è difficile spiegare a parole il senso di libertà che si prova a dondolare tra i palazzi o a saltare da un cornicione all’altro. Tenendo premuto R2 sarà possibile appunto dondolarsi utilizzando la ragnatela a mo di liana, a patto di avere qualcosa a cui attaccarla (sì, questo Spider-Man tende al realismo). Un movimento tutto sommato controllato dalla CPU, con voi a dovervi preoccupare unicamente della direzione. Tenendo premuto L2 potrete invece mirare ad alcuni punti specifici per poter usare la tela a mo di rampino e trasportarvi dove più vi aggrada. Il mix di queste due semplici meccaniche vi permetterà di avere New York ai vostri piedi, facendovi sentire davvero il re del mondo.

Dondolando a destra e a manca entrerete nella vita di tutti i giorni di Peter Parker, scienziato al servizio del Dr. Otto Octavius, impegnato nel tempo libero ad aiutare sua zia May al centro F.E.A.S.T.… e il resto della città nei panni di un supereroe mascherato. Ovviamente il mantenimento dello status quo è nemico di una storia interessante e nei tre atti che compongono il prodotto Sony-Marvel andrete dallo sbattere delinquenti di basso rango in galera al salvare l’intera città dalla distruzione. Insomma, la tipica vita da supereroe.

Ciò che rende la storia degna di nota è però la cura nella caratterizzazione dei personaggi. Alleati e nemici sono tutti multisfaccettati e mossi da forti motivazioni e l’eccellente doppiaggio non fa altro che far risaltare ulteriormente la qualità generale della direzione. Spider-Man sa far ridere e sa far commuovere, a seconda dei momenti, e da questo punto di vista è superiore a qualunque altro gioco a base di supereroi a cui il sottoscritto abbia mai giocato.

Parlando di altri giochi di supereroi è difficile non fare paragoni con la serie Arkham di Batman, dalla quale la creatura Insomniac prende decisamente ispirazione per il suo sistema di combattimento e l’approccio stealth come opzione non violen… ehm, meno violenta. Anche nei panni dell’Uomo Ragno potrete infatti attaccare i nemici e schivare premendo un tasto quando il vostro senso di ragno vi avvertirà del pericolo imminente. A differenza del titolo Rocksteady però potrete saltare ed effettuare diversi attacchi aerei, aggiungendo un ulteriore dimensione all’azione. In comune con l’Uomo Pipistrello, Spidey acquisirà un gran numero di gadget durante l’avventura, che potrete utilizzare durante i combattimenti per tenere sotto controllo l’elevato numero di nemici che gli verranno incontro.

Il gioco include anche diverse sezioni stealth, alcune come semplice alternativa al buttarvi direttamente nell’azione, altre dove l’essere scoperti significherà game over. Se queste ultime si rivelano un po’ monotone (ma funzionali per quanto riguarda la storia), le prime sono invece un’ottima alternativa alla continua alternanza tra quadrato e cerchio dei combattimenti normali e si prestano perfettamente al personaggio.

Purtroppo punto dolente è un open world che si rifà troppo agli stereotipi del genere, partendo dalle torri radio per sbloccare le missioni secondarie, basi nemiche da espugnare e collezionabili da trovare. Il fatto che sia tutto presente su mappa rende ottenere il 100% meno frustrante di quanto visto in altri titoli, ma resta deludente vedere che in molti eventi secondari non vi sia traccia della rifinitura vista nel confezionamento della storia. Alcune missioni secondarie sono piacevoli e aprono una piccola finestra sulla parte inesplorata dell’universo dei supereroi Marvel, ma molte altre si riducono a un riciclo di idee che riesce a intrattenere unicamente grazie all’eccellente gameplay del gioco. Soprattutto verso la fase finale però si ha l’impressione che per raggiungere il 100% si debba passare attraverso un numero bello grosso di filler e viene da pensare se forse a questo punto non sarebbe stato meglio avere qualche contenuto in meno al posto di un’azione continuamente riciclata. Nonostante tutto, la mancanza di varietà nei contenuti secondari e l’eccessiva presenza di alcuni stereotipi dell’open world restano l’unica macchia nera in un gioco altrimenti eccellente.

Tecnicamente invece all’eccellenza ci arriviamo, con una ricostruzione spettacolare di New York (seppure in scala) da poter esplorare con un frame rate solido di 30 frame al secondo. Fermarsi sul cornicione di un palazzo e guardare la città estendersi per svariati km è emozionante dall’inizio alla fine e fluttuare in aria mentre il sole al tramonto si riflette nelle vetrate dei palazzi è qualcosa che quasi grida next-gen. Sono presenti alcune piccole imperfezioni ma svaniscono se messe accanto al lavoro eccezionale fatto per l’illuminazione, i modelli poligonali e le animazioni. Ancora una volta un first party Sony riesce in a spostare l’asticella un po’ più in alto.

C’è poco da dire, a conti fatti è difficile pensare a un altro studio in grado di riuscire a fare quanto fatto da Insomniac con Marvel’s Spider-Man a parità di tempo e budget. Storia e comparto tecnico eccellenti uniti a un gameplay entusiasmante e ben realizzato lo rendono un titolo assolutamente consigliato per gli amanti dei supereroi e degli open world in generale. La presenza di alcuni difetti a livello di contenuti gli impedisce di acquisire lo stato di capolavoro, ma resta una delle uscite più interessanti del 2018 e uno dei migliori giochi della Insomniac Games fino a oggi.

 

Recensione  a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Tecnicamente eccellente
  • Storia coinvolgente
  • Gameplay rifinito

Il Cattivo

  • Eventi secondari monotoni
  • Osa poco come open world
8.5

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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