Nintendo Classic Mini: Nintendo Entertainment System
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Parco titoli di altissimo livello..
- Il Controller non invecchia mai..
- Utilissimi punti di sospensione
- E’ il NES!
Contro
- .. ma giusto un paio di titoli importanti mancanti
- .. anche se il cavo è un po’ corto
BACK TO THE FUTURE NES EDITION
In un periodo videoludico in cui i colossi Sony e Microsoft si sfidano a colpi di console potenziate, slim, pad per pro gamer e chi più ne ha più ne metta, Nintendo, in attesa di esporre al pubblico il reale potenziale di quel che sarà Switch, ha deciso di svoltare e cadere in un’operazione nostalgia creando il Nintendo Classic Mini: Nintendo Entertainment System, una versione in miniatura del NES compatibile con i più recenti dispositivi HDMI. Per i profani, cosa rappresenta storicamente questa console?
Dobbiamo fare un salto indietro, di più di trent’anni, per vedere la prima console di Nintendo sbarcare nei mercati extra nipponici. Addirittura in Italia arriverà con quasi quattro anni di ritardo rispetto al lancio. In numeri, parliamo di più di 60 milioni di console vendute, oltre 500 milioni di cartucce distribuite, il che, di diritto, fa del Nintendo Entertainment System una delle console più influenti della storia videoludica, senza tener conto del merchandising creato ad hoc dei titoli più influenti della console. Se si considera il contesto storico di riferimento, i numeri sopra descritti sono esorbitanti. Nintendo ha forzato le case dei videogiocatori, creando un prodotto per la famiglia e non solo, entrando nel cuore della gente e creando un successo ultratrentennale con titoli tutt’oggi figli di quelli che furono su NES.

Ma analizziamo nello specifico questo NES Mini. La scatola mette a disposizione un cavo HDMI, un controller e un cavo USB. Purtroppo non è presente l’alimentatore. Per sfizio abbiamo provato a collegare il cavo ad una porta USB del televisore, pur sottolineando Nintendo che per giocare è necessario un blocco alimentatore, e con piacevole sorpresa abbiamo notato che la console funge, bypassando, quindi, la necessita di utilizzare un alimentatore. La console ha davvero dimensioni ridotte, quasi quanto il palmo di un mano, mentre le dimensioni originali del controller sono conservate, eccezion fatta per il filo, unica vera pecca, lungo meno di un metro che ci costringe, come si usava una volta, su di una sedia incollati al televisore. D’accordo l’operazione nostalgia, ma conservare anche le dimensioni del filo originale non sarebbe stato male. Da ricordare che quest’ultimo può essere utilizzato come accessorio di Wii – Wii U. Inoltre per usufruire di alcuni giochi multiplayer è necessario un secondo controller venduto separatamente.

L’interfaccia che comparirà una volta accesa la console è simil retro, con la lista dei titoli disponibili a regnare su tutto con indicati quelli single player, multiplayer e coop. Si potranno selezionare lingua (per i Menu, non per i giochi), risoluzione e altre piccole opzioni. Molto interessanti i punti di sospensione, una sorta di checkpoint, disponibili fino a un massimo di quattro per ogni gioco. In qualsiasi momento, potrete cliccare il tasto reset della console: in questo modo, potrete inserire il gioco in uno dei quattro punti di sospensione e riprenderlo quando più vi garba. La bellezza di questa console è che i titoli sono stati inseriti cosi come erano sulla console originale. Non ci sono i vari rimaneggiamenti estetici che hanno subito negli anni. Sono cosi come nella loro prima versione, puri. Addirittura i titoli come Mega Man II o Punch-Out che necessitano codici per riprendere il gioco in punti esatti, questi funzionano ancora perfettamente.

Inutile dire che il parco titoli è davvero vasto. Oltre alle sempreverdi saghe di Super Mario Bros, The Legend of Zelda e Donkey Kong, si apprezzano anche titoli esclusive per la versione occidentale, quali Bubble Bobble, Castelvania, Kid Icarus, Final Fantasy, senza dimenticare i già citati Punch-Out e Mega Man II, probabilmente il miglior titolo della serie, Dr. Mario, Double Dragon II, Ghost ‘n’ Goblin, Metroid, Pac-Man e tanti altri ancora. E’ vero, molti dicono che trenta titoli sono pochi, che mancano alcuni giochi storici, come Ninja Turtles, California Games, Metal Gear, la saga Wizards & Warriors, ma c’è da considerare che comunque molti sono giochi di terze parti e c’è anche una questione di costi da mantenere. Certamente non avremmo richiesto uno storico Duck Hunt, considerando che necessita di una tecnologia non in linea con televisori di ultima generazione e sarebbe stato uno spreco di tempo ed energie modernizzare lo zapper.

E siamo giunti ai titoli di coda. Che dire, pur trattandosi di una console attuale è riuscita a suscitare delle emozioni davvero forti. Anche solo avere quel piccolo NES lì accanto al televisore e togliersi lo sfizio di fare velocemente una run di un gioco a caso, soprattutto grazie alla combo USB/HDMI, è qualcosa di indescrivibile. Questa console mini è un salto temporale, un ricalcare quella che fu l’infanzia di molti. A noi non frega niente se verrà criticata, perché è sempre cosi: Nintendo o si ama o si odia. Vi diranno che è una console alla stregua di una remaster, che esistono emulatori e tante altre cose, ma quello che davvero conta è guardare negli occhi vostri padri, fratelli, sorelle, migliori amici o chiunque abbia condiviso con voi quei piccoli momenti, avvicinare la sedia al televisore, accendere la console e rivivere i momenti che furono, dedicata a tutti gli inguaribili romantici.













