One Piece: Pirate Warriors
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Lo sbarco in grande stile di Rufy e company su Play Station 3!
4 agosto 1997, una data che per molti appassionati di manga ha rappresentato l’inizio di un mito, un epico racconto che nel corso degli anni ha riscosso un successo clamoroso tanto da diventare uno dei fumetti del Sol Levante più seguito ed amato al mondo. Mi sto ovviamente riferendo al successo ottenuto da One Piece, che grazie alla follia e al carisma dei personaggi principali creati da Eiichiro Oda, detti anche i Pirati di Cappello di Paglia, continua ad essere apprezzato da milioni di bambini, ragazzi e adulti. E come tutti i manga che si rispettino, questi brand vengono ampiamente sfruttati a livello commerciale: anime, film, gadget di ogni sorta e come è facile immaginare anche videogiochi. Negli ultimi anni, grazie alla fiducia che Namco Bandai ripone nei propri sviluppatori, abbiamo assistito a diversi e molto apprezzabili titoli su licenza (prevalentemente picchiaduro), che hanno fatto impazzire i fan in primis ma che hanno anche fatto conoscere e avvicinare i profani a questo “sconosciuto” mondo (tra questi possiamo citare ad esempio Dragon Ball e Naruto). Ovviamente un titolo del calibro di One Piece non poteva venire escluso da tale sorta, e i ragazzi di Tecmo Koei hanno prontamente sfornato un titolo mosou (in Giappone infatti il gioco prende il nome di One Piece: Kaizoku Musou), diverso quindi dalla maggior parte dei giochi su licenza presenti sul mercato, e proprio per questa sua struttura già criticato a prescindere (purtroppo). Ma come non possiamo giudicare il sapore di un cibo senza averlo mai assaggiato, allora non possiamo nemmeno criticare questo gioco senza prima averlo assaporato fino alla fine. Tenetevi quindi pronti, stiamo per salpare verso la Rotta Maggiore!

Giusto per chi davvero non lo sapesse, One Piece racconta le esuberanti avventure di Monkey D. Rufy, un ragazzo che mangiando un Frutto del Diavolo ha visto il suo corpo trasformarsi in gomma, rendendolo agilissimo e forzuto a discapito dell’abilità di saper nuotare. Il sogno di Rufy è trovare il mitico One Piece, un tesoro nascosto chissà dove e appartenuto al leggendario Re dei Pirati, Gol D. Roger. Questo è brevemente il canovaccio, che sarà quasi completamente rispettato (nonostante l’esclusione di due saghe importanti come Skypiea e Thriller Bark e alcuni dovuti tagli a personaggi relativamente importanti) nel Diario Principale, ovvero la modalità campagna di Pirate Warriors. Impersonando Rufy ci faremo largo nei luoghi più caratteristici del manga originale, percorrendo in maniera abbastanza fedele la storia che va dagli esordi fino alla guerra al quartiere generale della Marina. La narrazione è prevalentemente raccontata tramite screen in puro stile fumetto giapponese, alternati da filmati realizzati con la stessa grafica di gioco; risulta quindi chiaro che i meno avvezzi al manga avranno qualche piccolo problema nel comprendere tutti i passaggi e soprattutto non potranno conoscere fino in fondo i legami esistenti tra i vari componenti della ciurma, cosa che invece risulterà chiara ai fan più accreditati.

Gli scenari di gioco saranno divisi in due grosse categorie: Azione, dove vedremo Rufy utilizzare al meglio il suo caratteristico corpo di gomma per proseguire nei livelli grazie a molti quick time event, e Musou, dove ovviamente saremo chiamati a pestare duro le centinaia di nemici che ci occuperanno la strada fino all’arrivo del boss di turno. Il repertorio di attacchi non potrà che far felici i fan, infatti Rufy possiede praticamente tutte le mosse caratteristiche presenti nel manga, e saranno facilmente eseguibili tramite i due tasti per l’attacco (leggero e ad area); sarà inoltre possibile sbloccare nuove abilità proseguendo la storia, soprattutto per quanto riguarda le “peculiarità” (come Pistol, Bazooka e Pallone per citarne alcuni) eseguibili grazie ad un apposito pulsante. Ovviamente non potevano mancare gli attacchi più spettacolari, che saranno relegati all’uso del tasto cerchio solo dopo aver accumulato l’apposita barra attacco presente sotto quella dell’energia. Ci troviamo quindi di fronte ad un eccellente lavoro per quanto concerne la realizzazione dei personaggi e delle loro abilità (lo stesso trattamento vale anche per gli altri personaggi della ciurma). Per quanto riguarda gli avversari, beh stiamo parlando di un musou, per cui tonnellate di nemici tutti uguali che hanno un I.A. quasi pari allo zero e quindi saranno pupazzi alla nostra mercè, con i soli mini-boss in grado di farci davvero qualche piccolo danno. Discorso diverso per i boss di fine livello, che soprattutto negli stage avanzati saranno in grado di mettere il giocatore in difficoltà; durante i suddetti scontri non è stato utilizzato un uso massiccio dei QTE, come avviene invece negli scenari Azione, infatti saranno disponibili solo eseguendo una determinata azione durante il combattimento. Infine, durante i vari scenari, avremo modo di ottenere il supporto dei nostri compagni di viaggio grazie al Colpo della Ciurma: arruolando uno dei vari pirati intenti a combattere contro i nemici potremo quindi creare degli attacchi a catena eseguendo una particolare combo, mossa che potrebbe talvolta rivelarsi di assoluta importanza per uscire indenni negli scontri più serrati.

Pirate Warriors non è comunque esente da diversi elementi in stile GdR che, seppur molto basilari, contribuiscono a rendere l’esperienza di gioco un po’ più accattivante di un semplice picchia-picchia. A fine livello potremo vedere i progressi del nostro personaggi per quanto riguarda i valori di energia, attacco e difesa, e la possibilità di sbloccare nuove combo con il crescere dell’esperienza sarà un buon incentivo per ripetere diverse volte i vari capitoli. Un’altra componente molto importante sarà l’attivazione di alcune abilità secondarie attraverso l’unione di determinate monete che potremo raccogliere nei vari livelli o soddisfacendo particolari condizioni più o meno esplicite. Ogni moneta raccolta darà un bonus specifico al personaggio a cui verrà equipaggiata, e gli effetti saranno ulteriormente migliorati combinando monete correlate tra loro. Ad esempio, combinando le monete con i membri della ciurma di Rufy otterremo una tale abilità, combinando i nemici potremo ottenerne una differente e via dicendo; ci sono moltissime combinazioni possibili, e chi conosce bene la storia di One Piece si divertirà a collegare monete con personaggi e oggetti che hanno affinità tra loro, scoprendone i bonus che essi comporteranno.

Tutti questi aspetti del gioco li ritroveremo anche nei Diari Secondari di tutta la ciurma, nelle sfide e nella modalità online. Con i Diari Secondari rivivremo le avventure dei vari Zoro, Sanji, Chopper e company in livelli esclusivamente musou, sbloccando anche qui nuove monete ed abilità proprio come avviene per l’avventura principale. Queste avventure saranno disponibili in giocatore singolo oppure in multiplayer cooperativo insieme ad un amico, in locale o tramite PSN: il gioco si rivela divertente giocando con un amico, che potremo a fine livello arruolare come nostro compagno condividendo una moneta che darà gli stessi effetti benefici delle monete normali; tuttavia c’è da sottolineare un evidente problema per quanto riguarda il lag, che a volte può risultare davvero esagerato modificando quindi l’andamento delle battaglie e i risultati finali. Se invece volete un livello di sfida maggiore, allora le sfide saranno quello che fa per voi: scontri con più boss insieme e la scarsa possibilità di recupero dell’energia saranno gli elementi chiave di questa modalità, che aiuta a spezzare la leggera monotonia che dopo diverse ore potrebbe accusare il titolo. Eh già, perché nonostante si tratti di un prodotto per certi versi stupendo, nel bene e nel male i musou non sono apprezzati da tutti proprio per la ripetitività che si viene a creare dopo svariate ore di gioco, nonostante la buona idea di intervallare sezioni a base di QTE a sezioni che potrebbero trasformarsi in un mero button mashing. Se riuscirete a non penalizzare questo titolo in partenza solo perché non apprezzate il genere, ma vi soffermerete invece sulla qualità dei modelli e delle abilità dei personaggi, sull’ottimo stile grafico con l’ormai collaudato retino per accentuare lo stile manga, sul doppiaggio originale in giapponese realizzato dagli stessi doppiatori dell’anime e sulle melodie che vi accompagneranno durante l’avventura, allora non potrete riconoscere la sufficienza piena, e anche più, a questo One Piece: Pirate Warriors.

