PREY: Mooncrash

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[RECENSIONE] PREY: Mooncrash

Prey è stata una delle mie personali sorprese in un 2017 pieno zeppo di titoli memorabili. Sorpresa che ha avuto come problema principale quello di trovarsi di fronte ai vari Horizon, Nier e Breath of the Wild. Prey, a mio parere, era meritevole dello stesso numero di attenzioni, essendo quanto più di vicino ai vari System Shock abbiamo avuto dai tempi del primo Bioshock.
L’essere passato in sordina ha fatto pensare sin da subito al peggio, lasciando presagire il peggio riguardo al futuro della serie.
E’ stato quindi abbastanza sorprendente vedere annunciato all’E3 un DLC single player che, seppure non espande la storia (già conclusa nel gioco base in modo più o meno soddisfacente, in base ai gusti del giocatore), permette a coloro in astinenza di Typhon e avventure spaziali di rivivere parte di quell’esperienza da un altro punto di vista.

 

Mooncrash, circa 14 GB per la versione PS4, è una sorta di rogue-like nel quale prenderete i panni di cinque diversi superstiti in una base lunare, Pytheas, infestata dalle carissime creature aliene che tanta compagnia ci hanno fatto durante le ore di avventura di Prey.
Lo scopo sarà semplice, fuggire dalla base lunare, facendo buon uso delle vostre abilità singolari di ognuno dei cinque protagonisti. Il rogue-like viene dal fatto che la base sarà generata in maniera random, e quindi la posizione di provviste e nemici sparirà ogni volta.
Nemici che annoverano non solo grandi classici quali mimic e phantom, ma anche qualche nuova sorpresa per ricordarvi che nello spazio nessuno può sentirvi urlare e altre frasi simili.
Allo stesso modo come spesso succede nel genere a cui Mooncrash si ispira, gli oggetti ottenuti saranno permanenti, a prescindere da che fine farà il personaggio che controllate.

Mooncrash, nonostante il rilascio improvviso, è decisamente un prodotto molto curato e Pytheas ha poco da invidiare a Talos 1. La storia è ancora raccontata principalmente tramite documenti e terminali precedenti o contemporanei al disastro e, per coloro disposti ad approfondire ciò che ogni personaggio ha da offrire, il risultato finale non è una mera storia a sé, ma una vera e propria espansione dell’universo di Prey. Ognuno dei 5 superstiti, infatti, avrà due obiettivi principali. Uno semplice, fuggire dalla base in vita, e l’altro più complesso e dipendente dal personaggio.

Controlli alla mano, siamo di fronte allo stesso titolo giocato l’anno scorso (a buon ragione, visto che in un anno la formula è tutt’altro che invecchiata), ma con qualche piccola modifica che cambia in modo abbastanza rilevante l’azione. Se in molte situazioni su Talos 1 l’ideale è fuggire, su Pytheas la domanda non si pone neppure: per proseguire dovrete far fuori tutti i nemici. Qualcosa che sposta l’enfasi sull’azione e infastidirà molto coloro che di Prey avevano apprezzato la vena survival horror, ma che aiuta a tenere alta la tensione e che, sorprendentemente, funziona molto bene grazie ai controlli precisi e al vasto arsenale di cui siete dotati.

Prey Mooncrash è un’ottima aggiunta che non potrà che rendere felici i fan della serie, sia per la qualità dell’esperienza, pari a quella del titolo base, anche se in forma ridotta, ma soprattutto perché mostra che alla Arkane non hanno nessuna intenzione di abbandonare il brand. E questo è forse motivo sufficiente per procedere all’acquisto.

Link alla recensione di PREY

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

 

Il Buono

  • Interessante mix di FPS e rogue-like
  • Espande l’universo di Prey in modo sostanzioso

Il Cattivo

  • Tempi di caricamento lunghetti
8

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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