Resident Evil 6

Il ritorno del "RE" del Survival Horror

Recensione

Resident Evil 6

PlayStation 3 PC (Microsoft Windows) Xbox 360

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

PiattaformePlayStation 3, PC (Microsoft Windows), Xbox 360
SviluppatoreCapcom
PublisherCapcom
Uscita02/10/2012

Una tranquilla serata in città

E così siamo arrivati al sesto capitalo di uno dei franchise che maggiormente ha segnato il mondo dei videogiochi, fin dall’uscita del primo capitolo nel (ahimè) lontano 1996. In questi 16 anni il mondo videoludico è molto cambiato e Resident Evil è mutato con esso. Si certo, probabilmente nel cuore di molti fan Resident Evil 0 fu l’ultimo vero Resident Evil: un incredibile capolavoro uscito però un po’ in sordina.

Ma, come spesso accade, testa e cuore viaggiano separati: in questo caso la testa è quella del videogiocatore medio, ed è molto cambiata negli ultimi anni, motivo per il quale la Capcom ha deciso di modernizzare occidentalizzando la seria a partire dal quarto capitolo.

Resident Evil 6 conferma questa tendenza e si presenta come l’esponente della saga più orientato all’azione.

Le sorprese e i colpi di scena come al solito non mancheranno…

Una volta inserito il disco nella nostra console, ci troveremo catapultati nel bel mezzo dell’azione grazie ad un adrenalinico prologo degno di una produzione hollywoodiana. Esplosione dopo esplosione, zombie dopo zombie arriveremo ad ascoltare la tanto attesa frase… “resident… evil… six…”.

Da qui in poi sarà l’azione a dominare il gioco. La carta vincente di RE6 è la storyline. Le campagne iniziali (esatto, “campagne”) confluiscono in una storia più grande, suddivisa in tre percorsi molto diversi che si incrociano tra loro. All’inizio della nostra avventura dovremo scegliere chi impersonare tra Leon, Chris e Jake (il nuovo arrivato). Su Leon e Chris credo sia inutile dire nulla (il primo è il personaggio che più di tutti ha caratterizzato la serie e il secondo è stato protagonista di ben tre episodi), ma credo sia giusto spendere due parole su Jake e soprattutto sulla sua partner: Sherry. Sebbene la loro campagna sia forse la peggiore delle tre (più per eccessivo merito delle altre due che per proprio demerito) loro sono sicuramente i due personaggi più intriganti. Lei è la bambina del secondo capitolo, figlia dello scienziato dell’Umbrella “colpevole” del disastro di raccoon city, ora cresciuta e diventata agente segreto del governo. Lui è il figlio di un’altro personaggio fondamentale nella serie… ma non voglio spoilerarvi troppo!!!

Ogni campagna è completamente indipendente dalle altre sia per nemici, locations e approccio stesso al gioco. Queste, ovviamente, forniscono ognuna solo una parte di informazioni sulla storia che potrà essere compresa solo al completamento dell’intero gioco.

Il gameplay è notevolmente cambiato, cosa che deluderà gli utenti più conservatori. Il cambiamento più grande (oltre al notevole aumento dell’utilizzo dei quick time events) sta nella velocità del gioco stesso. C’è molto poco spazio per un approccio lento a resident evil 6, alcune sezioni tendeno ad avere un feeling notevolmente più “corri e spara” di quanto ci si aspetterebbe, soprattutto grazie alla presenza di una nuova classe di nemici che usa armi da fuoco. Il cambiamento è maggiormente percepibile durante la campagna di Chris Redfield, tanto che spesso vi sembrerà di stare giocando ad un ennesimo capitolo di Call of Duty.

…come non mancheranno i soliti mostri giganti!

Purtroppo e troppo spesso però, durante questa azione a rotta di collo, le telecamere non riescono a tenere bene il ritmo. Almeno una volta su tre che si presenterà la temuta schermata “Sei Morto” sarà perché la telecamera non è riuscita a tenere il passo con le vostre intenzioni, o ha deciso di spostarsi all’improvviso quasi fosse selvaggiamente fuori controllo, facendovi perdere l’orientamento quella frazione di secondo, utile a rendervi scoperti all’attacco dei nemici.

Oltre a questo nuovo problema, Resident Evil 6 contiene anche tutte le vecchie pecche ben note a chi ha giocato i capitoli precedenti. Se non giocate con un compagno umano, ad esempio, l’intelligenza artificiale del vostro partner non è proprio eccezionale. Lo si vedrà spesso in seria difficoltà sul decidere dove posizionarsi, tuffarsi incontro al pericolo in caso la copertura non dovesse trovarsi a pochi centimetri dalla sua posizione e, più spesso di quanto possiate immaginare, ve lo ritroverete in qualche parte assurda della mappa in piedi, immobile, a prendere proiettili o altro in volto. Anche la scelta del percorso più breve per raggiungervi quando due persone sono necessarie per aprire una porta chiusa non sarà delle più brillanti. Con questo in mente, sembra quasi superfluo dire che la modalità co-op è il modo più divertente di giocare, sia con un amico che con uno sconosciuto e che diventa così uno dei punti di forza principali del titolo.

Tuttavia questo non rende Resident Evil 6 un brutto gioco. Infatti, andando oltre i sopracitati difetti, la trama fantastica e sfavillante vi darà solo lei un motivo sufficiente per continuare a giocare. Al completamento di ogni campagna vorrete subito iniziare quella seguente. Ogni volta che incontrerete uno degli altri protagonisti vorrete sapere di più sulla sua storia e quali fatti l’hanno portato al vostro incontro.

L’affascinante e misteriosa Ada… scopriremo qualcosa su di lei?

Dal punto di vista tecnico alcuni miglioramenti ci sono, soprattutto relativamente alla gestione dell’inventario, ora più immediata e snella. La gestione delle erbe che ora vi dà la possibilità, mescolandole, di creare delle compresse che una volta spostate in una scatola da pillole saranno accessibili rapidamente anche nel cuore della battaglia. Anche i classici marchi di fabbrica della serie sono garantiti. Il pericolo di rimanere a corto di pallottole continua ad aggiungere tensione durante il gameplay, la grafica è, come in ogni capitolo, assolutamente eccellente e sopra la media degli standard attuali, l’audio è ottimamente realizzato e la colonna sonora esemplare. Anche l’arsenale del gioco può essere considerato un punto di forza, con tante armi, divertenti da usare e pronte a soddisfare le esigenze di ogni tipo di giocatore. Notevolmente migliorato anche l’utilizzo del corpo a corpo che, a differenza dei precedenti capitoli, è finalmente funzionale e ogni qualvolta rimarrete a corto di munizioni riuscirete a proseguire a calci a pugni senza dover per forza morire. La presenza di modalità extra aiuta sicuramente la longevità e devo dire che fra queste la modalità mercenari è quella che mi diverte di più sin dai tempi del quarto capitolo.

Ogni giorno in Africa una gazzella si sveglia… no, quella è un’altra storia!

Insomma, Resident Evil 6 è un ottimo gioco d’azione. Non è privo da difetti, ma è uno sparatutto in terza persona che, non si fosse chiamato Resident Evil, ci avrebbe sicuramente fatto gridare al miracolo. Non è il miglior Resident Evil di sempre, ma quale lo è veramente? Alcuni dicono il due, altri lo zero, altri il 4… Concentriamoci su che cos’è questo in quanto “gioco” e non in quanto “Resident Evil”. Per me è il miglior gioco co-op disponibile al fianco di Borderlands 2 e mentre i fan di vecchia data saranno sicuramente delusi da questo sesto capitolo sempre meno horror e sempre più action, io apprezzo il lavoro svolto dalla Capcom in questo titolo.

È un grande gioco, brutale, coraggioso e riporta nelle nostre console Leon, Chris e l’Umbrella Corporation… cosa potremmo volere di più?!?

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