Sleeping Dogs

Da Hong Kong con furore!

Recensione

Sleeping Dogs

PlayStation 3

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

PiattaformePlayStation 3
Con quella faccia da bravo ragazzo, vuoi che non lo prendano a lavorare?

Sleeping Dogs è un gioco con alle spalle una gestazione molto travagliata. Ciò che ci ritroviamo oggi a girare nelle nostre console ha rischiato per parecchio tempo di non vedere mai la luce e, se riusciamo ad averlo oggi fra le mani dopo un cambio di titolo e di publisher, è solo perché l’ambizioso progetto della United Front Games scottava decisamente tanto per essere ignorato. Quello che era conosciuto in origine come True Crime: Hong Kong è passato dalle avide (e forse ingenue) mani della Activision a quelle (non proprio generose) della Square Enix. Vuoi perché alla Activision sono pieni di IP, vuoi che alla SE, giapponese, hanno creduto di più in una storia ambientata in uno dei luoghi più popolari dell’Asia Orientale contemporanea, Sleeping Dogs è finalmente arrivato sulle nostre console.

Wei Shen, il protagonista di questa avventura, è un nativo di Hong Kong, appena tornato dall’America e intenzionato a farsi strada tra la malavita locale (Sun On Yee). Ciò che contraddistingue Shen e Sleeping Dogs da un Niko Bellic e GTA è il suo essere un poliziotto sotto copertura, intenzionato a fermare i pesci grossi partendo dal basso. Un poliziotto che conosce le arti marziali e che non si fa scrupoli a usare qualsiasi mezzo per ottenere ciò che vuole, incluso rubare, uccidere e saltare da un auto in corsa all’altra, in questa avventure free roaming per le strade di una città moderna, dalle radici antiche. Non sarà rose e fiori il cammino di Shen e, mentre la sua missione inizialmente sembrerà chiara, col passare del tempo il confine tra il poliziotto e il criminale andrà assottigliandosi sempre più, finendo per confondersi. La storia di Sleeping Dogs è senza dubbio il suo punto forte. Nonostante non si allontani eccessivamente dalle storie classiche di poliziotti sotto copertura, ha quella marcia in più data dall’ambientazione e dalle situazioni che da essa conseguono.

Corre, salta, uccide. Non è Ezio Auditore ma ha il suo perché! 

I primi passi in questo free roaming saranno abbastanza limitati, fungendo da tutorial per mostrare tutte le capacità di cui il protagonista è dotato. Potrete saggiare con mano la sua corsa acrobatica (Assassin’s Creed insegna), in grado di fargli aggirare ostacoli e arrampicarsi dove possibile, e le sue capacità di combattimento. Proprio quest’ultimo prende a piene mani dalla serie di Batman ad Arkham e dintorni, per creare scontri abbastanza tattici, basati su colpi, contrattacchi e prese. Nonostante manchi l’eccellenza tecnica del cavaliere oscuro, il risultato finale è buono e impedisce alle situazioni di diventare un continuo e monotono schiaccia il pulsante. La particolarità è data poi dalla possibilità di usare l’ambiente circostante per far fuori i nemici, per esempio rinchiudendoli in una cabina telefonica e prendendoli a calci o, perché no, lanciandoli con violenza verso un generatore elettrico.

Come detto prima, è la città a dare una marcia in più al titolo UFG: viva, credibile, diversa. Viva perché costantemente in movimento, credibile, perché i NPC saranno impegnati costantemente nelle loro attività e, a meno che non si voglia necessariamente rompere l’illusione, daranno l’impressione di essere tutti lì a fare qualcosa e non messi per riempire spazio. Per ultimo, diversa, perché pochissimi giochi hanno offerto la possibilità di poter esplorare città simili e, complice una realizzazione ottima (anche se potete scordarvi la maestosità di Liberty City), il risultato finale lascia il segno. Girovagare tra i neon e le insegne recanti i vari caratteri cinesi è sublime, anche (e forse soprattutto) per chi di quei mondi conosce e capisce poco.

La storia sarà il vero punto forte, accompagnata da un doppiaggio eccellente.

Dopo poche missioni avrete la possibilità di girovagare per la città in libertà e darvi alla pazza gioia, portando caos, devastando e uccidendo, dandovi alla ricerca di qualche collezionabile come le cassette blu, piene di gioia (e soldi e vestiti), e i piccoli templi, in grado di aumentare la vostra salute massima. C’è poco da dire però: girovagare a caso per la città non è quanto di meglio il gioco possa offrire e, nonostante ciò che abbiamo di fronte non sia un finto free roaming alla LA Noir, fatto per essere un riempitivo, non siamo neppure di fronte a un Saint’s Row o Grand Theft Auto. D’altra parte, ci pensa la varietà delle missioni, da buono e da cattivo, a impedire che sia la monotonia a prendere il sopravvento.

Se c’è una cosa che colpisce assolutamente è il modello di guida: che la Rockstar, la magnifica casa di GTA e Red Dead Redemption, prenda esempio. Sarà che gli UFG sono gli stessi creatori di Modnation Racers (e del prossimo LittleBigPlanet Karting), sarà che bastava fare poco, quel che è certo è che ci troviamo di fronte ad un modello arcade preciso e soddisfacente, in grado di rendere piacevole la guida e di regalare particolari emozioni assolutamente prive di realismo (come la capacità di speronare le auto avversarie con un colpo preciso). Andando avanti nel gioco le cose migliorano ulteriormente, con gare, inseguimenti e dirottamenti al volo: Il feeling da film di Hong Kong è più che giustificato.

Come GTA insegna, nella vostra auto passerà tanta musica di vario genere e avrete la possibilità di cambiare stazione qualora quella selezionata non fosse di vostro gradimento. La scelta della musica, prevalentemente cinese (di verio genere) è senza dubbio d’effetto e contribuisce ulteriormente all’atmosfera. L’audio si fregia comunque di un doppiaggio stellare, anche se in inglese (e cantonese), ai quali si accompagneranno i tanto amati/odiati sottotitoli.

Ci sono pochi dubbi al riguardo: il corpo a corpo la fa da padrone con Shen! 

Anche le armi da fuoco avranno la loro presenza in Sleeping Dogs, anche se in modo più limitato rispetto agli altri esponenti del genere. Gli scontri a fuoco si baserannno su un sistema di copertura (un classico dei nostri tempi) e anche lì non mancano alcune scelte stilistiche degne del luogo in cui si svolge l’azione, con il top quando avrete la possibilità di poter combinare il combattimento a mani nude e quello armato, rubando l’arma a un avversario e usandola per far fuori i suoi compagni.

Proseguendo nel gioco e completando le missioni (quelle da poliziotto, quelle della triade e le secondarie, da trovare in giro per la città) accumulerete esperienza nei 3 indicatori rispettivi. Salendo di livello avrete la possibilità di acquisire potenziamenti e nuove abilità, utili per affrontare al meglio le situazioni complicate che a Hong Kong non mancano mai.

Tecnicamente il titolo UFG non fa gridare al miracolo, eppure la realizzazione complessiva è ottima, riuscendo a non far pesare l’età delle console su cui gira. Qualche texture scialba, i NPC realizzati maluccio, la distanza visiva limitata (con tanto di pop up) e la telecamera abbastanza fastidiosa incidono lievemente sull’esperienza di gioco, venendo comunque oscurati da una vivace realizzazione stilistica della città, che riuscirà a catturarvi senza sforzi.

La durata del gioco è più che soddisfacente, soprattutto contando l’assenza di una qualsiasi modalità multiplayer. Per completare tutto ciò che il gioco avrà da offrire, impiegherete circa 20-25 ore. Qualcuna in più sarà necessaria per ottenere 1000G/Platino.

Le missioni secondarie non mancheranno, così come le sfide e i minigiochi, (come il Karaoke e il gioco d’azzardo) in grado di farvi apprezzare le diverse sfumature della Hong Kong virtuale, anche se di spessore ridotto rispetto a quanto visto in altri titoli (la serie di Yakuza in primis) e di gran lunga inferiore a quanto la storia ha da offrirvi.

Ve lo immaginate un poliziotto tatuato così?

Sleeping Dogs è senza dubbio un gioco ibrido ben realizzato che, senza portare nulla di particolarmente innovativo, riesce a dire comunque la sua in un genere che oggi è molto più popolato di ieri. Nonostante nella maggior parte dei casi i giochi con uno sviluppo travagliato finiscano per essere mediocri o al di sotto delle aspettative, la creatura United Front Games cade ben lontana dal fallimento e molto più in la della sufficienza, centrando l’obiettivo di essere un ottimo gioco, in grado di regalare ore e ore di divertimento e di lasciare qualcosa una volta visti i titoli di coda. I difetti sono presenti e nessuno lo nega, non consigliare il titolo in virtù di questi sarebbe però un vero crimine.

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