Splinter Cell Conviction
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
E’ dal 2006 che Sam Fisher risulta essere uno dei grandi assenti della scena videoludica, ma finalmente Ubisoft è riuscita a confezionare il nuovo capitolo della saga di Splinter Cell, nonostante alcuni problemi in fase di sviluppo che hanno costretto il team a modificare gran parte delle meccaniche base tipiche della serie.
In questa nuova avventura tutto comincia come nel più tipico dei film d’azione: Sam si trova a La Valletta per indagare sull’assassinio di sua figlia da parte della compagnia con cui aveva lavorato (Third Echelon) e, seduto a un tavolino di un bar della capitale di Malta, gli si fa avanti il cameriere con un vassoio che, invece del classico drink o caffè, porta un cellulare e un auricolare. Sam riconosce che la voce che sta dall’altra parte del telefono è una vecchia collega (Anna Grimsdottir), una delle poche di cui si può ancora fidare, che lo avviserà di un’imminente imboscata, di cui Fisher sarà la preda. Da qui inizieranno a venir fuori nuovi risvolti sulla trama della saga di Splinter Cell, con Anna disposta a dare nuove informazioni sull’omicidio commesso ai danni della figlia di Fisher, solo in cambio di un aiuto per smascherare la Black Arrow, una compagnia di cui ora è infiltrata. Insomma, con un Sam Fisher pieno di odio e di voglia di vendicare la figlia scomparsa, sarà una storia che rispecchierà al meglio la figura letteraria di uno scrittore come Tom Clancy.

Arrivando a parlare del gameplay, come accennato all’inizio, è stato effettuato un cambiamento radicale delle meccaniche che hanno da sempre contraddistinto la serie, cosa che ha portato molti fan a storcere il naso soprattutto per via delle nuove features che sembravano snaturare la fase stealth del gioco. Una delle aggiunte di maggior rilevanza è la possibilità del “Mark & Execute”, che vi permetterà di marcare due o più nemici ed eliminarli con la semplice pressione di un tasto, anche se per attivare questa abilità dovrete effettuare un’uccisione corpo a corpo. A leggerla sembrerebbe anche una cosa facile, tuttavia bisogna tener conto della spiccata Intelligenza Artificiale di cui sono stati dotati i nemici, cosa che vi porterà a pianificare molto accuratamente il sistema con cui eliminare le guardie in modo da evitare di essere rilevati e scatenare l’ira dei colleghi, in grado anche di effettuare pericolosi attacchi in massa ai quali sfuggirete (forse) con po’ di fatica.
In questo caso a venire incontro alle esigenze dei videogiocatori ci pensa l’introduzione dell’ultima posizione nota, rappresentata da una sagoma bianca di Fisher, in base alla quale i nemici studieranno il loro attacco. Ovviamente dal punto di vista strategico vi potrebbe essere molto utile per aggirare gli agenti della Black Arrow mentre si concentreranno sul luogo in cui siete stati rilevati l’ultima volta.

I cambiamenti però non sono finiti qui, infatti Ubisoft ha inserito un nuovo sistema di copertura simile a quello di Gears Of War, sempre con la possibilità di passare velocemente tra un riparo e l’altro, anche se in questo caso per rimanere coperti sarà necessario tener premuto il pulsante adatto.
Anche l’interfaccia di gioco è stata ristrutturata, cercando di ridurre all’osso le indicazioni su schermo e proprio per questo motivo non sono state applicate né la barra del rumore, né quella della luce, ma è stato deciso di impiegare una diversa colorazione della schermata a seconda della luminosità circostante. Se sarete esposti a fonti di luce lo schermo sarà a colori come è sempre stato, mentre al buio assumerà una colorazione grigio-nero, nonostante in questa circostanza possa risultare difficile rendersi conto di quali zone siano abbastanza illuminate da rendervi visibili ai nemici.
Inoltre il sistema dell’equipaggiamento a vostra disposizione è stato cambiato e, sparse nei livelli, troverete piccole armerie contenenti armi e gadget che vi verranno aggiunti man mano che li scoverete durante le missioni. Sarà anche possibile potenziare tutte le armi, migliorando potenza – gittata – precisione e aumentando il numero di marcature, e tutti i gadget grazie a un sistema di punti ottenibili tramite il completamento di alcune sfide, ognuna delle quali avrà uno o più livelli e che saranno divise in tre sezioni (pianifica ed esegui, svanisci, Splinter Cell).
Nonostante la massiccia aggiunta di nuove features, va comunque detto che Ubisoft è riuscita a mantenere intatta la componente stealth della saga implementando sempre con il giusto peso tutte le possibilità appena descritte senza esagerare. L’unico inserimento decisamente sottotono è quello degli interrogatori, nei quali dovrete sbattere l’interrogato contro qualunque cosa fino ad ottenere la testimonianza che vi servirà; in sostanza si tratta di un’aggiunta di solo impatto grafico che non influisce in nessun modo sul gameplay. Si poteva certamente sfruttare gli interrogatori in maniera diversa e più coinvolgente, o almeno inserire una sequenza di pulsanti da premere durante la scena.

Per quanto riguarda il level design le missioni proposte dalla campagna single player risulteranno anche abbastanza varie sia per il tipo di obiettivi da compiere, sia per le ambientazioni in cui si svolgeranno gli incarichi. Tuttavia i livelli presentano un’eccessiva linearità e per ogni sezione le alternative non saranno di certo molte, al massimo si potrà avanzare arrampicandosi sotto qualche finestra o aggrappandosi a qualche tubo, ed inoltre l’interazione con l’ambiente circostante appare alquanto limitata (ad esempio in qualche occasione potrete sparare a lampadari per farli cadere sulle teste dei vostri nemici, oppure utilizzare bombole di gas per farle esplodere uccidendo le guardie o stordendole nel caso degli estintori).
In totale la campagna single player potrebbe durare dalle 7 alle 8 ore, ma, con il multiplayer che adesso andremo a prendere in esame, l’offerta di gioco si prolunga parecchio.
Per cominciare, Ubisoft riprende spunto dal vecchio Splinter Cell Chaos Theory, riproponendo una campagna da giocare in cooperativa completamente diversa da quella in single player. Essa si svolgerà prima degli eventi vissuti da Fisher durante il single player e permetterà ai due giocatori di prendere il controllo dei due agenti Archer e Kestrel, appartenenti rispettivamente a Third Echelon e Voron. Il compito delle due spie sarà quello di recuperare quattro testate EMP russe rubate e destinate alla vendita sul mercato nero, anche se la storia non sarà sicuramente del livello della campagna del single player.
Rispetto a Chaos Theory non ci saranno mosse cooperative per scalare le pareti o per atterrare i nemici, ma sarà possibile eseguire un Mark & Execute congiunto. Quando un giocatore premerà il pulsante per l’esecuzione, il compagno potrà decidere di unirsi all’operazione nel caso abbia la visuale su uno dei bersagli marcati (possibilmente su uno dei nemici troppo distanti per essere colpiti da colui che ha iniziato l’operazione).
Oltre alla storia in co-op sono presenti altre quattro modalità:
- Cacciatore: l’obiettivo è di eliminare tutti i nemici presenti per la mappa, e ogni volta che verrete scoperti il numero delle guardie aumenterà.
- Ultimo uomo: dovrete difendere un generatore EMP dalle ondate di nemici
- Scontro finale:un classico uno contro uno con l’aggiunta delle guardie
- Infiltrazione: la missione consiste nell’eliminare tutti gli ostili nell’area di gioco senza farsi avvistare, pena il fallimento (questa modalità sarà disponibile solo sbloccandola con i punti Uplay o acquistando la Collector’s Edition)

Tecnicamente il gioco lascia un po’ a desiderare soprattutto a livello grafico, dove si notano texture scarse per quanto riguarda i dettagli ambientali mentre i personaggi sono ben curati, anche se restano comunque nella media e niente più. Di grande stile risultano invece le indicazioni di missione che vi verranno mostrate direttamente sull’ambiente circostante come muri e strade.
L’audio del gioco appare anch’esso di basso livello, ma solo per quanto riguarda le voci, caratterizzate da tonalità decisamente inadatte e che fanno sembrare le discussioni provenienti da un’altra stanza. Ottimi invece gli effetti di armi e gadget, mentre la soundtrack va sicuramente apprezzata per le musiche adatte ad uno stealth game.
In conclusione Splinter Cell Conviction riesce a mantenere le caratteristiche stealth che la serie ha sempre avuto, nonostante l’aggiunta di nuove e interessanti features che vanno a cambiare radicalmente il gameplay che conoscevamo. Inoltre, nonostante la campagna single player non sia delle più lunghe, il comparto multiplayer preparato da Ubisoft, oltre a proporre una campagna totalmente diversa affrontabile in co-op, presenta modalità varie e perfettamente azzeccate in un titolo di questo genere. Qualche macchia a livello tecnico, probabilmente dovuta al lungo periodo di sviluppo, non va comunque ad intaccare la giocabilità di uno dei Must-Have per Xbox 360.
[checklist]
- Gameplay completamente nuovo ma fasi stealth ancora appaganti
- Comparto Multiplayer all’altezza
- Ottima Soundtrack
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- Livelli lineari e interazione limitata
- Interrogatori per niente incisivi
- Graficamente non il massimo
[/badlist]
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