Styx: Master Of Shadows

A SPASSO CON UN GOBLIN...

Recensione

Styx: Master Of Shadows

7,2/10

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Pro

  • Un protagonista originale
  • Trama avvincente e ben curata
  • Stealth game impegnativo e piuttosto longevo
  • Molte abilità da incrementare
  • Svariate possibilità di approccio

Contro

  • Graficamente insufficiente
  • IA dei nemici deficitaria
  • Combat system nelle fasi di "duello" inguardabile
  • Tradizionale, non porta novità al genere
SviluppatoreCyanide
PublisherFocus Home Interactive
Uscita07/10/2014

Styx-Master-of-Shadows-Teaser-Trailer-and-Screenshots     A SPASSO CON UN GOBLIN…

Al momento del suo annuncio Styx: Master Of Shadows non sfuggì a suscitare clamori e a riservarsi, a modo suo, diverse attenzioni. Dai creatori di “Of Orcs and Men”, Cyanide Studios, non ci si aspettava di certo un così brusco cambio di direzione. Stessa saga, ma genere diverso. Da quell’action RPG uscito nel 2012, ora ci immergiamo nelle ombre di uno stealth che più stealth di così non si può. Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che Styx: Master Of Shadows rappresenta un prequel e secondo videogioco di quell’universo pubblicato da Focus Home Interactive: Of Orcs and Men, per l’appunto.
Azzardo o mossa vincente?
Scopriamolo insieme!

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Occhio a non cadere Styx!

In Styx: Master Of Shadows saremo chiamati a prendere le vesti di Styx, quel goblin di cui già nel primo capitolo della saga abbiamo potuto amare la personalità e la vena sarcastica. Non possiamo esserne che felici, giocare nelle vesti di una creatura così bizzarra e inconsueta non può che entusiasmarci.
Styx è un subdolo maestro delle ombre, un ladro e un assassino, e toccherà a lui il compito di intrufolarsi nella torre più fortificata dell’umanità, quella di Akenash, e rubare il cuore dell’albero del mondo, gelosamente custodito, oltre che dagli uomini, da elfi e orchi loro alleati. Ma perché è così tanto importante? All’interno dell’albero del mondo scorre un liquido magico, l’ambra: capace di donare arcani poteri e visioni a colui che ne fa uso.
Peccato che il nostro strambo alter ego si sia fatto catturare già prima che il gioco potesse iniziare e lo troveremo infatti in un’angusta stanza all’interno della misteriosa e vertiginosa Torre di Akenash, nel bel mezzo di un interrogatorio. E a porgli le domande, chi potrebbe essere se non l’imperatore in persona? Ecco allora che il gioco ci chiama a scoprire come Styx possa essere stato imprigionato. Nel corso delle sue vicende non mancheranno colpi di scena e intriganti risvolti. La storia dietro a Styx: Master Of Shadows è uno degli aspetti meglio realizzati del titolo e vi incuriosirà fin dalle prime battute, accompagnandovi ai titoli di coda senza mai perdere colpi. Anche il background narrativo creato da Cyanide Studios non è da meno, rendendo affascinante comprendere i possibili retroscena celati dietro personaggi, fazioni e misteriosi luoghi.

Styx: Master Of Shadows è uno stealth game in terza persona con alcune meccaniche da GDR. Nei livelli che affronteremo non dovremo far altro che raggiungere un punto B partendo da un punto A, evitando guardie ed altre creature. Ma se crediate sia così facile sgattaiolare indisturbati tra grate e cunicoli, vi dovrete presto ricredere. Styx rappresenta una sfida, soprattutto ai livelli di difficoltà più alta, e i puristi del genere stealth ne saranno soddisfatti. Se giocato in modalità difficile, o addirittura in “Goblin”, dovrete armarvi oltre che di coltelli e pugnali anche di tanta pazienza. Le numerosissime (e sottolineo il “numerosissime”) guardie, infatti, non renderanno questa impresa un “lieto girovagare indisturbati”, anzi.
Ma dal canto suo Styx: Master Of Shadows permette al giocatore tantissime opportunità, grazie ad enormi scenari che si estendono sia in altezza che in larghezza, e che permettono di aggirare anche le situazioni più intricate.

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Gli scenari sono enormi e offrono al giocatore svariati metodi di approccio alle situazioni in cui ci imbatteremo.

Seppur offrendo una modesta profondità, il gameplay di Styx: Master Of Shadows non è esente da difetti. Innanzitutto Styx avrà la possibilità di abbassarsi e grazie alla sua piccola stazza infilarsi sotto tavoli, gallerie ed entrare dentro bauli e armadi così da evitare lo sguardo sospetto delle guardie dell’imperatore. Inoltre, come ci si può aspettare da un vero goblin, l’agilità sarà un punto di forza per il nostro eroe e questo gli permetterà di compiere ampi balzi così da aggrapparsi a sporgenze e quant’altro. Questa meccanica, nonostante la sua utilità, risulta leggermente difficoltosa da usare, dovuta ad un sistema di jumping impreciso e complicato da calibrare e che non vi sottrarrà a diverse cadute involontarie nel vuoto più totale (Lo stesso Styx non mancherà di sottolinearlo). Ovviamente il nostro maestro delle ombre ha anche la possibilità di assassinare silenziosamente guardie e nemici in cui ci imbatteremo. Oltre che nelle consuete modalità (alle spalle, da dietro un riparo, aggrappati ad una sporgenza, dall’alto o con i celebri coltelli da lancio) avremo numerosi altri modi per disfarci di guardie troppo curiose. La nostra malefica creatura potrà infatti avvelenare contenitori d’acqua e ceste di frutta, così da aspettare impazientemente che qualcuno decida di servirsi e abbandonarsi ad una sofferente morte, o addirittura far crollare lampadari su gruppi di ignare guardie. Decidere in che modo eliminare i nostri nemici è di indubbia importanza, queste ultime due strategie, ad esempio, non allerteranno i compagni del caduto che reputeranno la causa della scomparsa “un tragico incidente”. Se invece il nemico dovesse incappare in una guardia strangolata o con un coltello ficcato dietro la schiena, non potrà che allarmarsi e sguainare la spada dedicandosi alla ricerca del colpevole. In questi casi saranno molto più difficili le manovre di aggiramento, anche il più piccolo dei rumori (come ad esempio muovere una sedia o far cadere un secchio) insospettirà immediatamente la guardia e nemmeno nascondersi sarà una scelta saggia, in quanto anche bauli e armadi verranno controllati. Come si compete ad un videogioco stealth, anche Styx: Master Of Shadows offre quindi la possibilità di occultare i cadaveri, semplicemente nascondendoli o sciogliendoli con dell’acido.

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Ok essere prudenti, ma occhio a non esagerare.

Non è finita qui, grazie al consumo dell’ambra Styx sarà capace di sfruttare alcuni interessanti poteri. Questi permetteranno di variare ancora il nostro approccio durante le missioni. Da una semplice “Visione Ambra”, molto simile all’Occhio dell’Aquila di Assassin’s Creed, passiamo alla possibilità di renderci invisibile per pochi istanti e infine la capacità di poter letteralmente vomitare un nostro clone. Quest’ultima è senz’altro la più brillante tra i poteri magici di Styx e aprirà al giocatore nuove strategie.
All’inizio dell’articolo avevamo accennato ad alcuni elementi da gioco di ruolo introdotti all’interno del titolo. Senz’altro un’ottima implementazione che aggiunge profondità al gameplay di Styx: Master of Shadows. Grazie al classico sistema dei punti abilità, ottenibili grazie al completamento delle missioni principali o di quelle secondarie, potremo potenziare alcuni parametri, che vanno dall’aumento dell’equipaggiamento trasportabile a incrementi dei magici poteri del nostro protagonista.

Soffermiamoci ora sui nemici in cui Styx s’imbatterà. Sul fronte varietà non avremo nulla di cui lamentarci, il gioco offre infatti un buon numero di categorie di nemici: guardie umane ed elfiche, cavalieri, orchi, insetti mutanti e altro ancora. Ognuno di questi andrà affrontato secondo strategie differenti. Chiariamo fin da ora, però, che l’intelligenza artificiale dei nemici non sarà delle migliori e a volte passeremo indisturbati proprio sotto il loro naso. Inoltre questi compiranno sempre gli stessi movimenti e reciteranno il medesimo copione in ogni situazione. La scarsa “furbizia” dei nostri nemici verrà allora compensata dal loro notevole numero. Questo obbligherà il giocatore a studiare delle vere e proprie strategie per completare una zona particolarmente complicata, calcolando al millimetro ogni singola mossa. E se siete amanti dell’azione, allora Styx: Master Of Shadows non farà al caso vostro, venire scoperti significherà morte certa. Nonostante Cyanide Studios ci permetta di ingaggiare uno sproporzionato duello con i nostri nemici, il combat system sembra avere il compito di punire il vostro errore. Il gioco si trasforma qui in una sorta di rhythm game in cui dovrete premere il pulsante “azione” quando l’arma del vostro avversario sta per colpirvi, in modo da parare il colpo. Ma questo si rivelerà una vera e propria impresa, e quando sarete colti in flagrante sarà preferibile la via della fuga o semplicemente ricominciare il gioco dall’ultimo salvataggio. Salvataggi? Si avete capito bene “Salvataggi” (esistono ancora) e in Styx ne abuserete, soprattutto nei livelli di difficoltà più alti dove sorpassare alcuni punti sarà una vera e propria impresa.

Passiamo al lato prettamente tecnico. Il titolo, mosso dall’ormai rodato Unreal Engine 3, propone una veste grafica assolutamente no next gen, con texture di scarso livello, qualche compenetrazione e alcune animazioni di raccordo innaturali. Ma non tutto è da buttare via, il protagonista Styx è ben caratterizzato e il colpo d’occhio non vi lascerà così delusi. Il comparto sonoro è invece poco curato, eccezion fatta per la colonna sonora che ho trovato davvero incalzante e adatta ad ogni situazione. Purtroppo il titolo non è doppiato e dovremo accontentarci di ottimi sottotitoli in italiano.
La longevità del titolo è davvero ottima, sarete in compagnia di Styx per almeno 20 ore (se volete completarlo decentemente) prima di portarlo ai titoli di coda. Inoltre grazie alle meccaniche da gioco di ruolo e ai collezionabili da trovare, sarete invogliati a rigiocare qualche missione.

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Ecco come saranno realizzati i filmati d’intermezzo.

Dopo la mia prova posso ritenermi dunque soddisfatto di Styx: Master Of Shadows e sento già la mancanza del caro goblin. Nonostante i vistosi difetti che affliggono il titolo, dovuto forse allo scarso budget di sviluppo, mi sento di poterlo consigliare a tutti gli amanti del genere o a chi cerca semplicemente un’ottima avventura da giocare in single player. Ma non crediate che il gioco possa portare chissà quale ventata di aria fresca al genere, se non nel protagonista. Le meccaniche saranno più di quanto tradizionale si possa immaginare e completamente prive di soluzioni innovative. Il prezzo comunque è incoraggiante, l’eliminazione della copia fisica ha permesso infatti a Cyanide Studios di vendere il suo prodotto deprezzato della metà.

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