The Order: 1886

I ragazzi di Ready at Dawn non sono certo gli ultimi della classe in materia di videogiochi e The Order: 1886 è un gioco realmente fantastico, visivamente emozionante, e molto meno superficiale di quanto si voglia far credere.

Recensione

The Order: 1886

8/10

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

Pro

  • Grafica da capogiro
  • Fisica ottima
  • Armi originali e shooting ben calibrato
  • Trama e mondo di gioco splendidi e caratterizzati..

Contro

  • ..ma non sfruttano a pieno il loro potenziale
  • Qualche QTE di troppo
  • Si esaurisce brevemente
SviluppatoreReady at Dawn Studios
PublisherSony
Uscita20/02/2015

the order 1886Vi presento l’Ordine

Diciamolo chiaramente: i ragazzi di Ready at Dawn non sono certo gli ultimi della classe in materia di videogiochi, né tantomeno un team di persone inesperte; nonostante questo, il clamore che si è generato fin dall’annuncio di questa nuova IP, esclusiva Sony, non ha fatto altro che contribuire ad ingigantire le nostre aspettative, che si sono poi inevitabilmente frantumate contro la realtà presentata dal videogioco. Intendiamoci però, The Order 1886 è un gioco realmente fantastico, visivamente emozionante, e molto meno superficiale di quanto si voglia far credere.

Probabilmente, il pregio più grande di The Order 1886 è quello di riuscire a coinvolgerci fino in fondo in un mondo alternativo, con la sua storia, il suo passato ed il suo presente. Non a caso il processo di scrittura di questo vero e proprio universo parallelo è iniziato nel lontano 2005 e quello che il videogioco ci presenta, a dieci anni di distanza, è un prodotto da un lato sperimentale ma dall’altro squisitamente elaborato e calcolato. Questa realtà parallela procede, di secolo in secolo, ma l’evolversi della nostra specie, che tutti conosciamo, è accompagnato da quello di un secondo tipo di esseri viventi: i mezzo sangue Lycan. La lotta per la sopravvivenza della specie umana ha dato i natali al così detto Ordine dei Cavalieri della tavola rotonda e, in seguito alle innovazioni caratteristiche del primo periodo di Rivoluzione Industriale, ha condotto l’uomo a cercare di ribaltare gli equilibri, che si erano assestati nel corso del tempo. I personaggi, oltre ad essere estremamente credibili e naturali, instaurano fin dall’inizio un rapporto di familiarità col videogiocatore, immergendoci in maniera convincente in questo mondo, come fosse il nostro. L’argomento che molti hanno criticato – prima di aver giocato il titolo – è la longevità: il titolo si attesta all’incirca sulle oltre 7 ore e mezzo di gioco e complessivamente è facilmente esauribile, in quanto difficilmente vi darà dei validi motivi e vi convincerà ad essere rigiocato, a meno che non siate collezionabili dipendenti. La trama però, per come è raccontata, è giusto che segua questo breve arco narrativo, che vi catturerà e vi sorprenderà con alcuni colpi di scena assolutamente all’altezza; tuttavia difficilmente potremmo credere che tutto questo eccellente universo di fantasia sia stato messo in piedi soltanto per un videogioco: questo The Order non è altro che il benvenuto che gli sviluppatori ci danno in questo mondo; ne arriveranno altri, e probabilmente seguiranno le orme di questo titolo, magari apportando qualche cambiamento qua e la ma senza sconvolgere l’ecosistema e gli equilibri che il team ha in mente per questo brand.

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Tecnicamente il videogame offre il massimo impatto visivo e sonoro che si potesse desiderare da un titolo Next-Gen ad un anno dall’uscita di PS4: stupisce la cura dei dettagli, la prospettiva e la profondità con cui sono rappresentate le scene, il realismo dei volti e lo splendore delle armature. Gli sviluppatori rendono vivo e pulsante il mondo di gioco, giocano con gli effetti di luce ed i riflessi, e mescolano i silenzi ed i frastuoni del gioco con incredibili texture, che formano un’atmosfera realmente emozionante. Che si tratti di un timido albeggiare o di una cupa e spaventosa notte, il lavoro che hanno fatto è davvero entusiasmante e sicuramente spingerà ognuno di voi a soffermarvi, immobili, ad ammirare questo splendore per i nostri occhi oppure ad esplorare ogni singolo angolo, qualsiasi sia il luogo dove vi trovate. Inoltre un ottimo lavoro è stato fatto nell’elaborazione della fisica del gioco, che risulterà realistica e verosimile. Il gioco è realizzato così clamorosamente bene, che probabilmente vi capiterà più di una volta di non accorgervi che una cutscene è finita e che siete già tornati in una fase di gameplay.

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In contesto di così elevata bontà tecnica, i ragazzi di Ready at Dawn hanno scelto di spezzettare il gameplay vero e proprio, inserendo qualche Quick Time Event – a dire il vero qualcuno di troppo – che però contribuiscono a realizzare questo stile pseudo cinematografico del titolo, con inquadrature azzardate ma molto valide ed originali. Dopo una manciata di minuti, e dopo la lenta ma piacevole introduzione, l’animo steampunk e il clima da Londra Vittoriana finalmente si rivelano, e si rivela anche l’animo TPS, che si fonda su uno stile classico a ripari, con abbondanti colpi a distanza e un po’ di corpo a corpo, uno stile però che si distinguerà perché il nostro Sir Galahad, utilizzerà armi particolari ed in parte a noi sconosciute, frutto di una ricerca da parte del Team su quel preciso momento storico. Va bene dare la prevalenza alla narrazione, va bene che lo shooting, benché presente, non sia al centro del gioco, tuttavia il team sicuramente avrebbe dovuto dedicare più tempo per raffinare l’IA nemica, che rappresenta un punto debole a tutti gli effetti del gioco, fin troppo blanda nei movimenti e sempliciotta nelle strategie. Per cui, non c’è cosa più sbagliata e ingiusta che parlare di The Order come di un semplice e molto breve TPS che non fa altro che trascinarci di QTE in QTE. Lo stile delle meccaniche di gioco, scelte dagli sviluppatori, non è appellabile: si tratta di una scelta, più o meno popolare o rischiosa, di game design; quello che poteva essere migliorato, oltre all’intelligenza artificiale, sono le Boss Fight, veramente ripetitive e che danno la sensazione di già visto, ma anche le fasi Stealth, troppo semplici e marginali, per incidere realmente, in bene che in male, nella nostra esperienza di gioco.

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The Order: 1886 è un titolo dalla doppia natura: da un lato ripropone meccaniche piuttosto stanche, come quelle classiche di un TPS, cercando di innovare ma senza riuscirci poi troppo; dall’altra parte, coraggiosamente e prepotentemente, prova ad imporre un maggiore prevalenza per quanto riguarda la trama e la narrazione, rifacendosi ad un momento storico, col suo passato e col suo presente, appartenente ad un universo che potrebbe realmente esistere per quanto è stato caratterizzato. Il gioco investe davvero molto nel comparto grafico e sonoro, dimenticandosi però di smussare qualche imprecisione di troppo nella struttura tecnica del gameplay, e rendendolo in parte poco originale o ridondante. Il fatto poi, che l’avventura duri, dedicando un po’ di attenzione ai collezionabili nascosti, intorno alle 8 ore non è tanto un problema fine a se stesso; questo titolo rappresenta perlopiù un’introduzione nel mondo di The Order, che suscita grande curiosità, per un brand, che sembra avere tutte le carte in regola per stupirci.

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