Uncharted: L’Eredità Perduta
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Chloe e Nadine possono avere un futuro
- Enigmi ben studiati
- Le solite ambientazioni strepitose
Contro
- Trama senza colpi di scena
- Villain poco convincente
- Sezione sandbox dispersiva
E l’eredità di Drake?
Ebbene si, dopo dieci anni dal suo esordio la saga di Uncharted si lascia alle spalle Nathan Drake e famiglia per tentare di mettere le basi per un seguito che dopo il quarto capitolo era, e tutt’ora è, ancora incerto. Uncharted: L’Eredità Perduta è un’espansione che capita a fagiolo, da una parte per colmare il gap con le prossime esclusive Sony, dall’altra proprio per poter ricevere feedback sui nuovi personaggi principali in vista di un eventuale nuovo capitolo vero e proprio. D’altronde, sotto sotto c’è una base di gameplay solidissima che può tranquillamente sopravvivere all’assenza di novità di quest’ultima versione, facendo puntare gli occhi esclusivamente sul comparto narrativo.
Chloe Frazer, vecchia conoscenza e partner di Drake, e Nadine Ross, vista più recentemente nel quarto capitolo, uniscono le forze in un viaggio attraverso l’India con lo scopo di ritrovare la zanna di Ganesh. Mentre Chloe è spinta più da motivazioni familiari, che in fondo ricordano forse troppo alcuni tratti di Drake, Nadine punta invece a riconquistarsi la fiducia della Shoreline, la compagnia militare di cui ha perso il controllo nella precedente avventura. Premesso che raggiungere il livello di caratterizzazione mostrato dal trio Nathan-Elena-Victor è pressoché impossibile in un capitolo di 7 ore, la coppia tutta al femminile funziona piuttosto bene e i dialoghi tra le due protagoniste sono anche piuttosto godibili. Funziona invece un po’ meno il filone degli eventi, piuttosto banale e in linea con i clichè del tipico gioco di avventura, specialmente se consideriamo un villain poco convincente, in particolare per le motivazioni che lo portano alla ricerca della preziosa reliquia. Resta il fatto che il potenziale per approfondire i personaggi di Chloe e Nadine c’è tutto. Non sarà certo una cosa facile rinunciare all’icona della serie, ma con Naughty Dog non vedo perchè non dovremmo essere in buone mani.

Il gameplay de L’Eredità Perduta non porta, come anticipato, novità sostanziali alla formula di gioco, bensì è il level design che offre qualcosa di diverso. Dopo una prima parte introduttiva, vi ritroverete infatti all’interno di una sezione sandbox inusuale rispetto alla linearità che di solito contraddistingue la saga. In quest’area, piuttosto ampia e attraversabile a bordo della jeep, ci saranno alcuni obiettivi principali e una quest secondaria da completare che richiede la raccolta di 11 medaglioni dispersi nella zona. L’idea, che forse può ricordare i recenti Tomb Raider, non funziona poi così bene, consegnandoci un’ambiente troppo dispersivo e piuttosto vuoto, almeno al di fuori dei punti dedicati alla quest principale. La missione secondaria diventa così piuttosto povera e limitata alla ricerca dei vari luoghi e alla risoluzione dei singoli, brevissimi, enigmi dedicati. È chiaro che vanno mantenute le giuste proporzioni, si parla sempre di un espansione e la quest secondaria è evitabile senza problemi, mentre la classica linearità di gioco viene ripresa subito dopo e per tutto il resto del gioco. Poi chissà, magari in futuro l’esperimento potrà ripetersi con maggior successo.
Il resto è l’Uncharted che conosciamo: un continuo saliscendi di emozioni tra sparatorie, arrampicate, platforming cinematografico ed enigmi ben studiati da risolvere. Il tutto in mezzo ad ambientazioni spettacolari e suggestive come in nessun altro gioco, accompagnate da una comparto tecnico strepitoso per illuminazione, dettagli grafici e animazioni facciali. Decisamente il meglio che la generazione attuale sta offrendo.

Ma vale o non vale il prezzo del biglietto? La risposta è pienamente positiva, stiamo parlando di un’espansione che ha quasi le carte in regola per essere definito un gioco completo. Sicuramente lo è per qualità tecnica e gameplay, magari non per la durata complessiva che va dalle 6 alle 8 ore di gioco, a seconda dello stile di gioco, del livello di difficoltà e dalla propensione all’esplorazione. Ma ancora, è un’espansione, una delle poche degne di essere chiamata in questo modo, e probabilmente anche una delle più riuscite in assoluto.
