Zombeer
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Il dottore prescrive birra a fiumi… per sopravvivere.
Quante volte i vostri genitori vi avranno detto “mi raccomando, fai il bravo stasera e non bere troppo”? Probabilmente nemmeno vi ricorderete. Voi uscite, belli carichi per una serata scoppiettante e presto vi accorgerete di quale sarà l’esito: sdraiati su un tavolo per aver trangugiato qualche torrente di birra. Fin qui tutto regolare (o quasi, astemia permettendo), ma come la mettereste se una volta ripresi vi sarete accorti che tutt’intorno a voi qualcosa è cambiato, diciamo qualcosa come… notare che tutti hanno facce strane, o per meglio dire, morte? Forse vi starete chiedendo cosa c’entrano queste parole con una recensione… beh, dovreste chiederlo a quei matti di Moonbite, perché questo non è nient’altro che il prologo del loro gioco Zombeer. Questo titolo indie, disponibile già da diverso tempo su Steam e approdato ora su PS3, è una divertente parodia di praticamente qualunque cosa voi conosciate nell’ambito videogames o cinematografico degli ultimi tempi.

Il vostro alter ego, conosciuto anche come K, risvegliato dopo una sbronza comprenderà di esser parte integrante di un mondo composto da zombie. Ciò nonostante questo scenario non gli sembrerà così grave, per cui deciderà di continuare a berci sopra, scoprendo che la birra sarà anche l’unica cura possibile a contrastare la sua lenta metamorfosi in non morto. La birra, e più precisamente quella di marca “Zombeer”, sarà quindi linfa vitale per K, bevanda della quale non potrà farne a meno per tutto il gioco, pena la morte; ma attenzione anche a non esagerare, bere troppo farà male!

Tasso alcoolico alto = ebbrezza e morte
Insomma, fate un po voi, ma intanto non dimenticatevi anche di questi poveracci…
Pad alla mano, vi accorgerete che Zombeer si tratta di un FPS in chiave horror, allegorica al punto da schernire anche il genere stesso. Non esisteranno infatti bonus per colpi alla testa, uccisioni in fila e armi superpotenti, anzi resterete stupiti vedendo che tentare di colpire alla testa ad esempio, pratica più che comune per un FPS, non sortirà alcun effetto. Per non parlare dell’arsenale a vostra disposizione: tralasciando la prima arma disponibile (della quale non vorrei rovinare la sorpresa… ) avrete a che fare con una pistola strampalata e un fucile che anziché fare danni dalla distanza vi obbligherà a colpire il nemico a distanza di pochi centimetri. Insomma, dimenticherete praticamente ogni regola base che distingue un FPS dagli altri generi. Zombeer non si limiterà comunque a prendere per i fondelli solo il genere degli shooter, come detto in apertura, e riuscirà a strapparvi qualche sorriso in diverse occasioni ed in maniera del tutto naturale ed inaspettata. Tanto per citarne un paio, che senso avrà scorgere dalla finestra il simbolo di Batman illuminato in cielo durante un’apocalisse? E perché mai dovrei incontrare Pac Man mentre striscio in un condotto in stile Snake? Arriverete al punto che riuscirete a trovare parodie e richiami provenienti da molti film e videogames che quasi vi sarete dimenticati del “motivo” per il quale giocherete. Tutto questo no-sense sortirà un effetto alquanto divertente, garantito.

Tecnicamente parlando il titolo non è sicuramente uno dei più brillanti del suo genere, ma essendo un titolo indie la cosa ha una valenza un po’ diversa. E’ chiaro che non si parla di un paragone con titoli alla Call of Duty. Il gameplay risulta essere molto semplice ed intuitivo nonostante la legnosità di alcune azioni, come ad esempio prendere la mira (parodia anche questa?), mentre il comparto grafico sembra esser preso da un titolo di inizio old-gen, seppur anche in questo ambito lo stile particolare del gioco in sé fa sembrare zombie squadrati ed ambientazioni abbastanza minimali perfetti per un titolo che prende per i fondelli tutto e tutti. Il motivo principale per giocare Zombeer è la sua particolare ironia, non di certo fronzoli grafici o urla “realistiche” di zombie famelici. Un titolo spensierato da giocare a mente libera, magari proprio dopo essersi bevuti un paio di birre. Il gioco scorre liscio senza grossi troppi intoppi per le circa 4-5 ore che richiede per esser completato, durata forse un po’ troppo breve per i circa 15 euro richiesti dallo store, ma ciò non toglie che Zombeer si rivela essere un gioco del tutto particolare e che merita di esser provato, a prova del fatto che gli sviluppatori indie si dimostrano essere sempre un vulcano di buone idee e che in futuro ne vedremo ancora delle belle.
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- Idea originale
- Tante citazioni che vi strapperanno un sorriso
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- Un po’ corto per il prezzo (attuale) richiesto
- Non adatto ai poco ironici
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