SILENT HILL: TOWNFALL

Recensione

SILENT HILL: TOWNFALL

PC (Microsoft Windows) PlayStation 5
8/10

Il verdetto di CoPlaNet

Tirando le somme, cosa si aspetta il pubblico da un titolo di Silent Hill? Un thriller psicologico unito a una trama di redenzione, un’ambientazione horror con tensione costante, la nebbia, rompicapo stimolanti, nemici senza volto e interferenze radio. Il team Screen Burn con Townfall è riuscito a bilanciare tutte le quantità e a tirare fuori una ricetta non da stellato, ma che comunque materializza l’essenza di ciò che la saga di Silent Hill rappresenta. Sia chiaro, anche i titoli originali avevano difetti e sono sempre stati relegati a una nicchia videoludica e proprio per questo non ci sentiamo di penalizzarlo, anche alla luce del prezzo accattivante molto scostato dalla media attuale di mercato. Probabilmente dopo una decade, escludendo i vari remake, i fan della saga potranno finalmente mettere le mani su un titolo all’altezza degli esordi.

Pro

  • Ritorno alle origini
  • Prima Persona ampiamente promossa
  • Enigmi originali e brillanti ...
  • Buona longevita e rigiocabilità

Contro

  • Troppi nemici in alcune fasi
  • Attacchi in mischia un po' legnosi
  • ... ma alcuni un po' frustranti
PiattaformePC (Microsoft Windows), PlayStation 5
GenerePuzzle, Adventure
SviluppatoreScreen Burn
PublisherAnnapurna Interactive, Konami
Uscita24/09/2026

Sono passati ormai quasi quattro anni da quando Konami ha annunciato il ritorno della saga di Silent Hill con lungometraggi, titoli principali e spin off. L’entusiasmo dei fan si è subito spento dopo la pubblicazione dello scorso anno di Silent Hill f. Probabilmente il più grande what if dell’intera saga. Un titolo che a metà riesce a ricalcare i fasti dell’epoca e, addirittura, innovare, ma che poi si perde sul più bello e non riesce a completarsi come opera. Ancor peggio è riuscito a fare il lungometraggio Return to Silent Hill, che non è riuscito neanche a soddisfare gli irriducibili fan della saga. Ed è forse per questo motivo che Silent Hill Townfall, spin-off sviluppato da Screen Burn e pubblicato, oltre che da Konami, da Annapurna Interactive, è stato atteso molto tiepidamente dal pubblico. Sicuramente il periodo ricco di uscite in attesa del vuoto colmato dal GTA VI ha contribuito in parte al disinteresse.

1996, Scozia. Citta di Sant’Amelia. Simon Ordell si risveglia sul molo. Confuso, non riesce a comprendere il motivo per cui si trova li. Partirà quindi il solito viaggio all’interno della nebbia, di luoghi trasformati e interferenze radio, che porteranno il protagonista a ricostruire il suo passato e a comprendere ciò che è accaduto. Sulla sua strada incontrerà Zoe Ellis, un’infermiera dell’ospedale locale, e Richard, che guiderà Simon nel suo cammino. Entrambi sono ben consapevoli di quello che sta succedendo nella cittadina, ormai disabitata e in quarantena. Durante il cammino, il protagonista sarà equipaggiato non della solita radio, ma di una CRTV, un dispositivo portatile a tubo catodico con una trasmittente integrata che permetterà sia di intercettare segnali radio con trasmissione di video che guideranno Simon negli enigmi, nel comprendere episodi del passato e nello scovare i nemici nelle vicinanze.

La prima cosa che si nota è il formato cinematografico con risoluzione 2,35:1. Il titolo risulta altamente godibile con questa risoluzione e, anzi, mostra tutto il suo carattere e la voglia di lasciarsi il passato alle spalle. La prima persona è un ritorno al passato o, meglio, una scelta nuova e originale: ricordiamo, infatti, che in Silent Hill 4: The Room tutte le fasi nell’appartamento avvenivano in prima persona e anche nel breve spinoff The Short Message, ma mai nella totalità del gioco. Come sempre, su console da preferire la Modalità Prestazioni a quella Risoluzione. Già nelle prime fasi si percepisce l’atmosfera tipica di Silent Hill, fatta di nebbia, tensione, jumpscare e confusione per quello che sta accadendo. Pian piano si delinea, poi, la struttura tipica dei giochi, con gli immancabili ospedali, salti nel buio, trasformazione dei luoghi. Seppur in chiave moderna, molte fasi della città ricordano il primissimo Silent Hill. La differenza con gli altri titoli è che il passaggio tra tutte le sequenze non è automatico, ma viene innescato da precise azioni e, addirittura, reversibile, garantendo la transizione tra i differenti ambienti.

Nel corso della storia ci alterneremo con tre personaggi. Il protagonista, Simon, il cui gameplay conserva lo spirito originale di Silent Hill: equilibrio da enigmi, nemici, consumabili e risorse disponibili. Zoe, più improntata su enigmi e stealth. Infine, Richard, probabilmente la parte più debole, in cui ci saranno troppi nemici e altrettante munizioni disponibili. Ricordiamo che questo difetto ha totalmente distrutto la fase finale di Silent Hill f. Probabilmente poteva essere evitato, seppur in chiave allegorica possa avere un significato. Durando solo una breve porzione dell’esperienza di gioco, è trascurabile, ma anche in alcune fasi di Simon l’abbondanza di nemici può far percepire un senso di frustrazione. Piccolo difetto nella fluidità del gameplay. Sebbene la prima persona funzioni e alla grande, l’IA dei nemici, soprattutto alle difficoltà più alte, rende molto complicata la fase stealth. Mattoni, bottiglie ed elementi ambientali di distrazione, cosi come i nascondigli, saranno fondamentali. Promosso lo shooting, mentre un po’ legnoso l’utilizzo di armi da mischia: c’è da dire che stiamo parlando di Silent Hill, anche questo può comunque essere considerato un marchio di fabbrica del genere.

Il gioco si compone in sei parti, con un ottimo equilibro in termini di longevità. Titoli del genere se troppo corti possono ridimensionare l’opera, troppo lunghi rischiano di appesantire molto gameplay e storia. Con una buona fase esplorativa e ottimo problem solving nella risoluzione degli enigmi, il tutto si dovrebbe risolvere in poco meno di dieci ore. E proprio sugli enigmi che il titolo fa all in e rischia tutto. Il mondo videoludico è ormai pieno di opere rispetto al passato, quindi brillare in originalità è veramente difficile. Silent Hill Townfall, grazie all’ambientazione nei carissimi 90s riesce a garantire originalità negli enigmi, che proseguendo nella storia cresceranno sempre più in difficoltà e originalità. Forse fin troppo nella fase finale, dove si potrebbe provare un po’ di frustrazione. Menzione d’onore, invece, per i finali multipli e il ritorno dei finali umoristici.

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