[RECENSIONE] Battlefield 3

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[RECENSIONE] Battlefield 3

Torna la guerra moderna, e questa volta è Electronic Arts a sparare i primi colpi. La decisione non è di quelle che passano inosservate, perché lanciare un titolo di punta come Battlefield 3 a ridosso di un gigante del settore come Call of Duty è il chiaro segno della volontà di entrare in competizione con l’FPS che ogni anno riscrive record su record. Di certo, con i capitoli sulla Bad Company, la serie Battlefield ha ampliato notevolmente il proprio pubblico, indipendentemente dalla pubblicazione primaverile progettata per i suddetti titoli. Questo perché lo sparatutto DICE finora ha sempre offerto una prospettiva differente rispetto alla concorrenza, con un single player in ampi spazi aperti e un multiplayer perfetto per il gioco di squadra.

Già, finora. Almeno per quanto riguarda il single player. Pur tirando in ballo il fatto che i capitoli principali della serie erano tutti incentrati sul multiplayer, in questo caso si riparte quasi da zero e gli ottimi standard fissati dai due Bad Company vengono stravolti. Niente più ambientazioni medio-grandi e niente più strade alternative, stavolta la campagna principale cambia registro facendo della linearità e della spettacolarità le proprie caratteristiche principali. Gli scenari di gioco delle missioni single player sono spesso davvero ristretti, così lineari che certe volte riesce persino difficile trovare una copertura libera, dato che spesso le migliori sono occupate dai propri compagni di squadra, e se solo provate a rubargliele verrete spinti via, anche in faccia ai nemici. E anche la varietà delle missioni non è certo ai livelli di Bad Company, specialmente per le sequenze su veicoli, che troverete in minor misura e salvate solo dalla vena spettacolare della campagna che rende le poche presenti davvero adrenaliniche. È proprio in nome della spettacolarità che vengono sacrificate la libertà d’azione e la varietà di gioco, in favore di missioni dove esplosioni e scene da cinema d’azione passano in primissimo piano, e dove la maggioranza degli eventi risulta scriptata, da cui ne consegue una possibilità di distruzione limitata ai pochi elementi presenti. Inoltre, da tutti i sacrifici in termini di varietà e alternative, ne perde anche la longevità della campagna, che esce ridimensionata in 6-7 ore alla difficoltà più alta.

Ovviamente, anche storia e narrazione risentono della linea spettacolare data all’esperienza single player. Niente di nuovo sul fronte della trama: seguirete le orme del Sergente Blackburn, dei suoi compagni e di tutte le altre persone coinvolte nell’attacco terroristico di turno, concentrato su tre testate nucleari che potrebbero causare una guerra Russia-Stati Uniti e l’ennesima congiura con più fazioni in cui soltanto l’ultimo momento è quello buono per capire come stanno veramente le cose. Un piccolo cambiamento lo si nota nel modo di narrare la trama di gioco, con una successione di flashback durante l’interrogatorio del già citato Sergente Blackburn, accusato di tradimento verso la bandiera a stelle e strisce. Per la verità può sembrare una narrazione frammentaria in cui spesso si torna avanti e indietro nel tempo, provocando confusione nella timeline degli eventi, salvo riprendersi verso il finire del gioco nel momento di unire tutti i pezzi del puzzle.

Onestamente l’ossatura di BF 3 si compone di una nuova formula che può deludere le aspettative, specie per chi viene dal single player dei due Bad Company, decisamente più vivi e soddisfacenti. Anche perchè in questo modo viene a perdersi una delle caratteristiche principali dell’esperienza single player made in DICE, preferendo un volto più spettacolare ma certamente più uniforme alla concorrenza. E forse questo è un peccato…

Fortunatamente, ed era difficile aspettarsi il contrario, il vero fulcro di Battlefield 3 è il multiplayer. Le nove mappe disponibili, pur differenziandosi l’una dall’altra per level design e setting, si adattano perfettamente ad ognuna delle modalità di gioco presenti. La varietà non manca: scenari in notturna, complessi di edifici, tunnel, metropolitana, zone industriali, montagne rocciose e aridi deserti sono le principali location che faranno da teatro di guerra online. E, anche se in qualche caso si sente la mancanza di qualche giocatore in più rispetto ai 24 massimi imposti su console, le modalità di gioco risultano tutte pienamente godibili, in particolare Corsa e Conquista. Infatti, escluso il Deathmatch e le varianti a piccole squadre, quest’ultime risultano sempre le più stimolanti per l’impronta da gioco di squadra di cui si avvale il multiplayer. In breve la modalità Corsa oppone due fazioni avversarie, una intenta ad distruggere le coppie di stazioni M-Com piazzate nelle varie sezioni della mappa ed una con il compito di impedire che ciò avvenga eliminando gli attaccanti a volontà fino all’esaurimento dei rinforzi, mentre in Conquista le due squadre dovranno mantenere il controllo di alcuni punti specifici per più tempo possibile in attesa della conclusione (anche in questo caso vincolata al contatore di rinforzi degli avversari).

Anche stavolta tornano kit e classi specifiche, con una piccola modifica. La classe del medico viene tagliata e fusa con quella d’assalto, mentre resistono il geniere (l’esperto anticarro), il supporto (utile specialmente per l’abbondanza di munizioni) e lo scout (cecchino dotato di equipaggiamento ad alta tecnologia per agevolare i compagni). Ogni tipologia di soldato può essere repentinamente modificata prima di qualsiasi respawn, personalizzando al meglio tutta la dotazione, le 3 modifiche applicabili all’arma principale e il perk dell’abilità, un processo molto più intuitivo rispetto a Bad Company 2. Come del resto la progressione di livello, controllabile alla fine di ogni partita con le statistiche di turno, dove è possibile controllare l’esperienza accumulata per ogni classe e veicolo, sempre con un occhio di riguardo ai gadget sbloccabili alla prossima promozione. Ad ogni modo, nel menu principale, alla voce “Il mio soldato” trovate tutto ciò che volete: statistiche, piastrine guadagnate, nastri ed encomi in battaglia, per finire con la personalizzazione delle classi e dell’aspetto del proprio alter ego. Quanto all’arsenale e all’equipaggiamento tra cui scegliere, potete star certi che la gamma di armi è molto ampia e i gadget altrettanto: mirini, ottiche, silenziatori, torcia, modifiche alla canna, impugnature, lanciagranate, rpg e bot ricognitori solo per fare qualche nome. Non è da meno la varietà dei veicoli, presenti su larga scala con carri armati, semicingolati, jeep, motoscafi, elicotteri e perfino i jet. Nell’insieme, ogni cosa risulta bilanciata perfettamente, il che garantisce un gameplay privo di disparità dove qualsiasi elemento porta con sé pregi e difetti che solo lo stile del giocatore può permetterne l’utilizzo ottimale. L’unica nota stonata sono la torcia e il mirino laser, eccessivamente accecanti rispetto alla realtà, e capita che in alcuni scontri questa pecca faccia la differenza.

Lascia qualche perplessità, almeno in questi primi giorni di gioco, l’aspetto tecnico del multiplayer inteso come stabilità di connessione viste alcune défaillance dei server EA, mentre è da apprezzare il filtro del matchmaking, le cui opzioni facilitano notevolmente la ricerca della partita desiderata. Infine, BF 3 si aggiunge alla lista di titoloni Electronic Arts supportati da un’applicazione social, in questo caso denominata Battlelog, da cui potrete tenere traccia di attività e risultati della vostra lista amici.

La vera sorpresa è che non si finisce qui di parlare di multiplayer, perchè in termini di contenuti la novità di BF 3 è la modalità co-op, ideata appositamente per 2 giocatori e disposta su un totale di sei missioni. Se le sole 3 ore necessarie al completamento potrebbero far pensare ad un extra di poco conto, ma il fatto è che le missioni offrono quella varietà che talvolta manca nella campagna, e in ognuna di esse il level design si incastra perfettamente con l’azione cooperativa . E infine, al termine di ogni missione le statistiche di gioco danno vita ad un punteggio complessivo che aumenterà ad ogni capitolo completato, permettendo di sbloccare armi esclusive da utilizzare nel multiplayer. Una bella esperienza, ma che purtroppo dura poco.

Anche graficamente Battlefield 3 mantiene più o meno tutti i propositi messi in rilievo durante la campagna pubbliciataria di EA. Inutile fare paragoni con la versione PC, ma il Frostbite 2.0 ottiene risultati pregevoli anche su console, spremendole il più possibile pur andando incontro a limiti inevitabili. Con i contenuti HD installati (circa 1,5 gb), il livello di dettaglio è visibilmente migliore anche se persistono problemi di aliasing ed elementi poco definiti, sia per textures che per poligoni. Mentre il vero fiore all’occhiello della produzione sono la stupefacente illuminazione, sapientemente curata in ogni fase di gioco, e gli effetti particellari, dalla polvere al fumo delle esplosioni. Per chiudere, poche obiezioni sul comparto audio, praticamente perfetto in ogni sua parte, con un doppiaggio all’altezza (purtroppo rimangono i problemi di sincronizzazione con il labiale dei personaggi) ma soprattutto con campionature ed effetti sonori pazzeschi, come ad esempio il sibilo dei razzi che ti passano sopra la testa.

Battlefield 3 ha appena lanciato la sfida a MW 3, anche se con qualche arma diversa. La campagna per giocatore singolo cambia completamente volto, puntando su un’esperienza spettacolare accompagnata da effetti visivi e sonori di ottima qualità, ma al tempo stesso estremamente lineare e priva della libertà d’azione a cui ci eravamo abituati. Dal canto suo, il multiplayer non fa certo rimpiangere i vecchi capitoli, con l’aggiunta della modalità co-op e con modalità competitive che offrono un gameplay bilanciato in ogni sua parte, oltre alle vaste ambientazioni dove mettere in pratica il gioco di squadra farà la differenza. La guerra è cominciata, e seppur con qualche scelta più o meno condivisibile, Battlefield 3 parte a testa alta.

Scritto da: Simone "nuggets619" Lenotti

Prima che la passione videoludica trovasse continuità ha vissuto quattro epoche diverse capitanate da Super Mario 64, Unreal Tournament, Pokemon (che le aziende di batterie stilo ringrazieranno a vita) e per finire Halo, del quale segue qualsiasi cosa e che ritiene uno degli universi di fantascienza più appassionanti di sempre. Ad oggi si ritiene un giocatore universale, ancora attaccato alle portatili Nintendo, oltre che particolarmente ferrato negli FPS e nella nobile arte dello stealth. Tra le console attuali, felice possessore di Switch e Xbox Series X.

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