[RECENSIONE] Far Cry 3

Da il il

[RECENSIONE] Far Cry 3

Con Call of Duty: Black Ops 2, Halo 4, Assassin’s Creed III, Borderlands 2 e Sleeping Dogs in testa alle classifiche, Ubisoft stupisce l’intero mondo videoludico con l’uscita di Far Cry 3 per PS3, Xbox 360 e PC. Con bassissime aspettative, anche a fronte di un secondo episodio da dimenticare, grazie alla sua psicadelica storia, a personaggi interessanti e carismatici, a immagini lussureggianti e mozzafiato, ad un gameplay open-world con elementi RPG, ad un divertente multiplayer co-op e competitivo ed a controlli solidi, Far Cry 3 prova a ritagliarsi un posto al fianco dei migliori del 2012.

Far Cry 3 ha molto in comune con Rage ma ancora di più con Assassin’s Creed. Tolto infatti il fattore FPS, tutto il sistema di esplorazione e di potenziamento del personaggio pesca a piene mani dalla serie del buon Desmond, riuscendo, a mio avviso, a diventare ancora più intrigante.

sembrerebbe una bella vacanza fra amici

Innanzitutto, la storia ci viene raccontata dal punto di vista di Jason Brody, il protagonista del gioco e ce lo fa conoscere come un ragazzo che ama divertirsi. Il tutto inizia con Jason che, con i suoi due fratelli, la sua ragazza e alcuni amici, sta vivendo una vacanza a base di alcool e sport estremi alle isole Rook, località fittizia nel Sud-Est asiatico. Ben presto però, a questo gruppetto di marmocchi viziati e fastidiosi, viene la malsana idea di paracadutarsi su di una misteriosa isola tropicale, gesto che segna l’inizio di terrificanti fatti e, di conseguenza, della nostra avventura. Ovviamente lo scopo sarà quello di riunire tutti i propri amici e di scappare da quest’isola d’inferno.

Come già detto, non vi è alcuna carenza di giochi open world o sparatutto in prima persona sul mercato. Tuttavia mescolare i due generi insieme e con successo bilanciare il lato FPS con il lato free roaming, è difficile. Gli sviluppatori devono fornire abbastanza libertà (o l’illusione di essa) e elementi di esplorazione con azione e gameplay incalzanti in modo da mantenere il gioco ad un ritmo piacevole. Secondo me con questo titolo Ubisoft ha colpito nel segno, creando un gioco che ricorda il pluripremiato Borderlands 2, ma alleggerendo la componente RPG a favore di un’azione più immediata.

ogni dettaglio è curato all’inverosimile

Far Cry 3 si snoda in un lussureggiante ambiente tropicale, un’enorme sandbox vario e completamente esplorabile. La mappa dell’isola è molto chiara e dettagliata, i vari tipi di missioni ben diversificati e la possibilità di spostamento rapido è immediata e presente fin da subito. Difficilmente perderete tempo a vagare sull’isola cercando di raggiungere la prossima missione, a meno che non lo vogliate! Ed anche in questa eventualità si ha a disposizione una discreta varietà di veicoli da utilizzare.

Le missioni della storia sono il cuore pulsante della campagna ovviamente, ma come ogni buon gioco open world, ci sono varie attività facoltative volte ad aumentare notevolmente le ore di gioco, a renderlo più vario ed a ricevere bonus e potenziamenti aggiuntivi. In Far Cry 3, anche le missioni secondarie sono ben calibrate e quasi tutte con una doppia utilità. Infatti oltre che a guadagnare XP aggiuntivi, prendere il controllo di una torre radio, ad esempio, rende visibile una parte di mappa e aggiunge armi nei negozi. Liberando gli avamposti, invece, si eliminano tutti i nemici presenti in quell’area e si crea un ulteriore punto per lo spostamento rapido. In più ci sono missioni di bracconaggio, consegna rifornimenti, corse, cacciatore di taglie, senza considerare i diversi tipi di collezionabili da raccogliere. Con le pelli degli animali cacciati si possono creare nuovi oggetti, come zaini o fondine, per incrementare il volume del proprio inventario, e con le piante raccolte i medikit e vari tipi di bonus a tempo dalle molteplici utilità. Niente da dire insomma, di carne al fuoco ce n’è parecchia, e la cosa più incredibile è che non si avverte mai un senso di frustrazione o di noia, ma al contrario si è stimolati a fare sempre di più man mano si avanza nel gioco. L’esecuzione di praticamente qualsiasi azione all’interno del gioco (dal completare una missione, a fare un colpo alla testa) fa guadagnare XP che servono per ricevere punti abilità con i quali sbloccare; appunto, diverse abilità, da punti salute aggiuntivi a tecniche di combattimento, che verrano visualizzate sotto forma di tatuaggi.

la vostra prima seduta dal tatuatore

La campagna è di notevole lunghezza, direi che servono all’incirca 12 ore solo per completare la quest principale, che diventano tranquillamente 25/30 per chi vuole raggiungere il 100%. Difficilmente comunque si riesce a procedere linearmente nella storia, perchè la voglia di liberare quell’avamposto o di catturare quell’animale portano spesso fuori strada.

La storia presenta un gruppo eterogeneo di “bravi ragazzi”, e un certo numero di scene piuttosto mature e dai temi violenti. Il filo conduttore del gioco è “la follia”, e vi troverete in più di una circostanza a chiedervi: “cosa diavolo è successo?”. Il cast principale è sicuramente interessante, ma il più carismatico di tutti è senza alcun dubbio Vaas, lo strano tipo presente sulla copertina, nonché vostro principale antagonista. La storyline è degna di un film di Hollywood. Ben scritta, accattivante, imprevedibile, ricca di colpi di scena e con un cattivo dal monologo facile e visionario, sicuramente uno dei punti di forza del gioco.

Considerando l’impostazione del gioco basata sull’esplorazione e la vastità degli ambienti, è incredibile vedere quanto la componente FPS sia solida. Jason può arrampicarsi, saltare, nuotare, correre, accovacciarsi, riparsi e può eseguire tantissime azioni sensibili al contesto, come takedown e multi-kill. Le armi “si sentono”, e danno sensazione di peso e di potenza durante il tiro. Anche il sistema di guida in prima persona per i veicoli è abbastanza buono e diversificato da mezzo a mezzo. Insomma jeep, camion, moto d’acqua, barche, alianti e tute alari presentano ognuna diverse caratteristiche sia fisiche che di controllo.

Il bello di Far Cry 3 è che è possibile avere un approccio alla “corri e spara” con armi pesanti ed esplosivi, oppure di sceglierne uno più stealth usando fucili da cecchino, arco e coltello. Liberare un avamposto pianificando da lontano una strategia, taggando prima i nemici per poi ucciderli uno ad uno silenziosamente, è un’esperienza molto appagante. Ovviamente, però, è anche possibile armarsi di corazza e lanciagranate presentandosi al cancello principale in stile Rambo.

si alternano momenti di azione frenetica…

La campagna single player è indubbiamente la colonna portante del gioco, ma sono presenti anche una campagna co-op fino a 4 giocatori e un multiplayer competitivo con una buona quantità di modalità e personalizzazioni. La modalità co-op, in particolare, è molto divertente, con 4 personaggi creati ad hoc ed una storyline a parte ambientata qualche settimana prima dell’arrivo di Jason sull’isola. Per tutte e due non si fatica a trovare partite ed il matchmaking è rapido.

Graficamente il gioco è stupefacente. Ok, il framerate sulle versioni console scende abbastanza spesso sotto i 30 fps e ogni tanto cade in qualche screen tearing, ma per un openworld che molto spesso spinge la qualità d’immagine vicino a quella di Uncharted 3, è più che comprensibile. Dalla vegetazione agli scintillii dell’acqua, dai templi dettagliatissimi agli effetti di luce nell’alternarsi di giorno e notte e nel dettaglio dei personaggi, tutto è stato creato con maniacale cura. L’orizzonte visivo è immenso, e in piedi su una torre radio o su di un alto picco, si può praticamente vedere tutta la mappa. I ragazzi di Ubisoft hanno fatto un’ottimo lavoro regalandoci texture di alta qualità e dettagli chiaramente visibili anche da distanze significative. Anche i tempi di caricamento fra le varie missioni non sono per niente lunghi e soprattutto non ci sono durante l’esplorazione, evitando fastidiose pause spesso presenti in giochi di questo tipo.

Il doppiaggio è ottimo, anche se la voce di Jason è la stessa di Desmond Miles e si nota, gli effetti sonori sono ben curati e la colonna sonora è epica e viaggia ad alti livelli durante le scene d’azione più marcate (Make it Bun Dem di Skrillex con Damian Marley, che parte a volume altissimo durante uno scontro a fuoco in mezzo ad una piantagione di marijuana è incredibile).

…a rilassanti battute di caccia

Concludendo, Far Cry 3 non è perfetto, ma non sbaglia in niente. Gli sviluppatori hanno fatto un grande lavoro per mantenere l’esperienza di gioco snella pur offrendo un sacco di personalizzazioni e di opportunità. L’unica critica che si potrebbe muovere è che forse l’ambiente è troppo vasto e durante l’esplorazione si incontrano pochi nemici, ma d’altro canto ci sono animali selvatici ovunque e sentirsi alle spalle il sibilo di un drago di komodo, o essere attaccati da uno squalo all’improvviso mentre si nuota tranquilli non è piacevole e vi assicuro vi spaventerete a morte la prima volta che vi accadrà. Inoltre il modo in cui la campagna cambia marcia inaspettatamente verso la fine mi è piaciuto molto, soprattutto perchè i giochi più recenti ci offrono sempre più trame scontate con pochi colpi di scena

A mio parere Far Cry 3 è una delle migliori uscite del 2012. L’equilibrio fra free roaming e FPS centra il bersaglio offrendo un’esperienza di gioco nuova e coinvolgente. Dopo il tanto atteso ed acclamato Assassin’s Creed 3, Ubisoft supera se stessa con questo titolo, uscito in sordina dal quale non ci si aspettava quasi nulla… bravi ragazzi!!!

 

Scritto da: warmaffick

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet