Un uovo senza sorpresa…
Yoshi non è un draghetto dalle uova d’oro. L’unica eccezione risponde al nome di Super Mario World 2: Yoshi’s Island, che non si può esitare a definire come uno dei migliori platform realizzati in casa Nintendo. Splendido, una perla di level design e stile grafico. Ma è un capitolo che ha praticamente oscurato tutti i successivi episodi con Yoshi protagonista, una sequela di alti e bassi che arriva fino ad oggi, a Yoshi’s New Island. La speranza è quella di trovare il tanto atteso degno erede, anche se allo sviluppo troviamo il team di Arzest, compagnia che ancora non vanta grandi produzioni e nemmeno qualche uscita nel genere platform. Considerando anche l’affiancamento di alcuni level designer di New Super Mario Bros. 2, titolo che di certo non esprime il massimo del potenziale Nintendo, si tratta quindi di una grande scommessa.
Nel tentativo di ripetere le gesta del passato, Yoshi’s New Island finisce per ricalcare quasi completamente il capostipite della saga, salvo qualche piccola novità di poco conto. La storiella che fa da pretesto alla nuova avventura degli Yoshi mette in mostra ancora una volta un servizio di spedizione bambini con cicogne inefficienti, mentre le meccaniche di gioco non sono cambiate di una virgola. Quindi sarà bene che teniate Baby Mario ben saldo sulla groppa di Yoshi, altrimenti scatterà il countdown, al termine del quale gli scagnozzi di Kamek faranno il loro sporco dovere, sottraendovi il piccolo e costringendovi e ricominciare il livello. E qui si nota il primo punto di discordanza con lo Yoshi’s Island mai dimenticato: l’utilizzo delle vite. La tendenza di consentire un accumulo spropositato di vite, tra l’altro già palesata in NSMB 2, le rende una mera illusione, inutili ai fini del gioco. Tanto valeva evitare di metterle, o meglio ancora ideare un sistema di bilanciamento più calzante, come ad esempio furono gli oggetti in Donkey Kong Country Returns 3D.
Ad ogni modo, anche un bilanciamento più adeguato forse non sarebbe stato poi così decisivo, poiché è già la difficoltà del gioco a mirare verso un livello medio-basso. Questo perchè il level design di Yoshi’s New Island non offre particolari guizzi di gameplay, mai una situazione che faccia alzare le sopracciglia dallo stupore. E dire che la vasta gamma di elementi di gameplay vista nel vecchio capitolo per SNES è stata ripresa quasi del tutto. Cocomeri di fuoco e ghiaccio, piattaforme volanti, nemici fastidiosi e sezioni ad alta quota sono solo un piccolo esempio. In aggiunta, Arzest ha cercato di introdurre qualche novità, come le uova giganti e le nuove trasformazioni che sfruttano l’angolatura della console per il movimento. Purtroppo, è l’utilizzo che ne viene fatto a lasciare a desiderare, con livelli che non brillano come avrebbero potuto. Inevitabile che la preponderante facilità con cui si affronta Yoshi’s New Island diventa il vero collo di bottiglia nel valutare o meno l’acquisto. Ci si passa sopra oppure no?
Dipende. È evidente che Yoshi’s New Island non è stato pensato per spiccare o per soddisfare gusti che più si adeguano ai recenti Donkey Kong. Questo nuovo capito è leggero, motivo per cui si dimostra un platform piacevole da giocare, e che trova nella raccolta dei collezionabili il proprio punto forte. Tornano infatti le 20 monete rosse e le 5 margherite giganti, che, abbinate alle stelline che determinano il countdown per il recupero di Baby Mario, sono forse l’unica sfida del gioco. Un buon modo per esplorare i livelli nella loro interezza e per sbloccare quelli bonus, che offrono sicuramente maggiore competitività. Di conseguenza non si può pretendere di godersi Yoshi’s New Island senza fare i conti con i collezionabili, altrimenti potete già archiviarlo in circa 5 ore di gioco. Al contrario, il completamento al 100%, che proprio per la leggerezza del gioco funziona e non è frustrante, può intrattenere ben oltre le 15 ore.
Graficamente Yoshi’s New Island non è uno dei migliori esempi di ciò che il 3DS può fare. I colori non sono dei più brillanti, e lo stile ricorda quasi un disegno a pastelli, anche se leggermente sbiadito. Ma neppure le rifiniture convincono molto, e i contorni mostrano qualche scalettatura, in parte dovuta alla necessità della trasposizione in 3D, anch’essa discreta, ma nulla più. Molto buone invece le musiche, alcune ereditate dai vecchi capitoli e in genere sempre in linea con il tranquillo ritmo di gioco.
Magari Yoshi’s New Island non è ciò che chi ha vissuto il mitico primo capitolo sperava di trovare. Ma è comunque un buonissimo gioco, che punta molto, se non tutto, sulla leggerezza dei propri livelli a discapito della difficoltà, tendente al basso. Mai come in questo caso, il voto rappresenta una via di mezzo tra le diverse esperienze che Yoshi’s New Island può offrire: una breve e poco competitiva, una piacevole e divertente fortemente legata alla raccolta dei collezionabili. Tutto sta nel capire quale delle due vi può trasmettere.
Il Buono
- Leggero e piacevole
- Appagante nel completamento al 100%
Il Cattivo
- Troppo facile
- Novità poco originali
- Graficamente si poteva fare di meglio







