Capcom è soddisfatta del livello di difficoltà di Onimusha: Way of the Sword e ritiene che il gioco abbia raggiunto l’equilibrio desiderato tra sfida e accessibilità. A sostegno di questa valutazione ci sono anche i dati raccolti durante le partite, che permettono al team di osservare dove i giocatori incontrano maggiori difficoltà e come riescono a superarle.
A parlarne è stato Satoru Nihei, director del gioco, spiegando che l’obiettivo non era realizzare un’esperienza particolarmente punitiva, sul modello di Sekiro: Shadows Die Twice o della serie Nioh. La volontà era piuttosto quella di offrire combattimenti capaci di mettere alla prova gli utenti, senza però impedire loro di proseguire nella storia.
«Ci sono momenti in cui i giocatori inciampano, muoiono e vengono sconfitti. Ma riescono a superare queste difficoltà e ad andare avanti», ha spiegato Nihei. Il director ha aggiunto che questo era proprio il risultato cercato dal team: permettere di avanzare nella campagna, affrontando ostacoli sufficienti a rendere gratificante la vittoria sui nemici.
Capcom sta inoltre monitorando i dati relativi ai progressi e ai punti in cui gli utenti incontrano maggiori problemi. Secondo Nihei, le tendenze osservate confermano che il livello di difficoltà è vicino a quello immaginato durante lo sviluppo.
La questione era già emersa dopo la pubblicazione della demo, che aveva diviso i giocatori per via di alcuni nemici giudicati troppo passivi e di scontri ritenuti poco impegnativi. Alcune di queste caratteristiche sono rimaste anche nella versione completa, ma risultano meno evidenti. Nel gioco sono presenti tre livelli di difficoltà, con la modalità più impegnativa, Carnage, che si sblocca soltanto dopo aver completato l’avventura.
La posizione di Capcom non esclude quindi che alcuni scontri possano risultare impegnativi, ma chiarisce quale fosse la direzione scelta dagli sviluppatori: un action in cui il combattimento con la spada richiede attenzione e capacità di adattamento, senza trasformare ogni incontro in una prova di resistenza. Una scelta che punta a coinvolgere un pubblico più ampio rispetto a quello dei titoli costruiti intorno a una difficoltà particolarmente elevata.
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