Ormai sono alla portata di tutti ed è questo il motivo per cui non si fa nemmeno più caso al lancio sul mercato di nuovi titoli, nonostante siano molto attesi. Negli anni Novanta, invece, ogni nuova uscita veniva accompagnati da un mix tra incredulità, stupore e tanta curiosità. In realtà, però, come raccontato sul blog L’insider, la storia dei videogiochi ha origine molto più indietro nel tempo.
Gli appassionati di videogames sono centinaia di milioni in tutto il mondo: un fenomeno che, nel corso degli anni, non ha coinvolto unicamente i più giovani, ma è riuscito ad attrarre anche persone più adulte, come sottolineato dalla ricerca svolta dal casinò online Betway.
I primi videogiochi
Per chi non lo sapesse, i primi videogame realizzati, in realtà, erano semplicemente uno strumento come tanti altri per eseguire dei test su dei dispositivi elettronici prima che questi ultimi fossero lanciati in commercio.
È chiaro che, oltre a diventare una fonte di test per le console, i videogiochi ben presto si trasformarono in una sorta di prolungamento di concetti neuronali collegati al settore della computazione digitale. Impossibile definire una data con precisione in cui questo fenomeno si diffuse in maniera capillare, anche per via del fatto che, spesso, dal genio di alcuni appassionati, nelle loro camerette, si facevano progressi importanti.
A dir la verità, però, c’è un anno che viene preso come punto di riferimento per il mondo dei videogame e corrisponde al 1952. Una sorta di anno zero, con la realizzazione del primo videogioco che, purtroppo, non vide mai la luce. Di cosa si trattava? Una versione “primitiva” e sperimentale di quello che sarebbe poi diventato un vero e proprio tormentone, ovvero Tris.
Il 1958 è l’altra data fondamentale nell’evoluzione del settore videoludico che merita di essere ricordata come si deve. Presso il “Brookhaven National Laboratory”, infatti, vennero tolti i veli di fronte a un pubblico entusiasta al primo videogioco effettivo, ovvero “Tennis for two”.
C’erano ancora diverse strumentazioni e parti di natura fisica, come ad esempio la frequenza a 36 Hz, ma anche l’oscilloscopio, anche se in realtà non c’era davvero la convinzione che tutto questo potesse poi concretizzarsi in qualcosa di effettivamente diffuso e disponibile in tutte le case.
Lo step finale per compiere tale processo arrivò con l’esplosione del fenomeno legate alle sale giochi, che fecero da ponte verso il mondo dei videogame come li conosciamo al giorno d’oggi. Tra flipper e gettoni, il pubblico si appassionò a tal punto che, ormai, il passaggio alle console casalinghe era una mera questione di tempo.
Il boom tra anni Settanta e Ottanta
Il lancio di Pong nel corso dei primi anni Settana fece la differenza e permise a tutti di conoscere l’universo dei giochi arcade. Uno dei primi colossi di questo settore, Atari, stava per far parlare di sé in tutto il mondo. Pong era un videogame decisamente semplice, ma fu importante per dimostrare a tutti come anche un gioco così facile avrebbe potuto creare un coinvolgimento incredibile tra gli appassionati.
Un successo pazzesco quello ottenuto da Pong che, in men che non si dica, portò Atari a record su record in termini di vendite. Lo step finalmente verso un settore sempre più evoluto e completo arrivò con l’ingresso sulla scena mondiale di vere e proprie aziende del calibro di Nintendo, Taito, Sony e Sega. Fu a questo punto che il settore dei videogame prese una volta per tutte il largo, aprendo di fatto alla costituzione di un’industria che, ancora oggi, rappresenta uno dei principali pilastri dell’economia di tutto il mondo. Gli anni Novanta, in fondo, ebbero solo il merito di proseguire questo processo, probabilmente infinito quantomeno a livello di potenzialità.





