Sonic Frontiers

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[RECENSIONE] Sonic Frontiers

La serie di Sonic è una sorta di spartiacque generazionale tra due tipi di giocatori. Quelli nati negli anni 80-90, che ricordano i tempi in cui una mascotte era essenziale per il successo di una console e quelli nati più tardi che neppure riescono a immaginare un tempo in cui il porcospino blu potesse rivaleggiare sia qualitativamente che a livello di popolarità con Mario. Ma la realtà dei fatti vuole che il salto dai 16-bit abbia semplicemente distrutto la mascotte Sega nello stesso modo in cui abbia cementato la genialità di Miyamoto e della Nintendo in generale. Sonic in 3D è una serie di alti e bassi da far venire il mal di mare. Più di una volta tra amici ci siamo chiesti come sia possibile che non solo la serie sia ancora in vita, ma che esista ancora uno studio con il compito di creare nuove iterazioni dell’eroe blu.

Sonic Frontiers è forse il tentativo più corposo di quello che sembra un continuo ripetersi di reboot con la speranza di creare qualcosa che finalmente riesca a lasciare il segno. E la formula è anche abbastanza semplice da spiegare: È Sonic, ma open world. E nell’anno in cui il Dark Souls open world è pronto a prendersi la maggior parte dei trofei per gioco dell’anno non sembra una cattiva idea.

E’ bene avere le idee chiare sin dall’inizio: Sonic Frontiers non è un titolo che si gioca per la profondità di storia e personaggi. Sonic e co. vengono trasportati su un’isola sconosciuta a causa di eventi misteriosi e il vostro scopo sarà quello di esplorarla e cercare di capire cosa sta succedendo, chi sono i personaggi misteriosi che la popolano e che fine hanno fatto i vostri amici. Niente più che una scusa per mettervi davanti a un’enorme mappa piena di elementi con cui interagire.

Il mondo di questa nuova creatura Sega è pieno di acceleratori, ringhiere su cui grindare e molle rimbalzanti che si contrappongono in modo abbastanza contrastante a un mondo dal design relativamente realistico, dandogli uno stile unico. Spesso questi elementi vengono assieme per diventare dei mini-livelli da completare per poter proseguire. Nella prima area tutte le sezioni saranno relativamente facili e niente più di una scusa per aiutarvi a coprire le distanze in tempo contenuto, ma proseguendo nella storia le sezioni diventeranno più e più complesse, necessitando di salti precisi e tempismo.

Cercare e completare queste sezioni è non soltanto una delle componenti più divertenti di Frontiers, ma vi ripagherà dei gettoni memoria, necessari per parlare con personaggi secondari e proseguire nella storia. Oltre a queste sezioni più grosse, ci saranno diverse sfide minori atte a sbloccare indicatori sulla mappa per indicarvi dove trovare punti di interesse ed altri oggetti. Ogni isola/area avrà inoltre 7 “smeraldi del chaos” da trovare per potervi trasformare in Super Sonic e affrontare uno dei giganti a guardia delle varie isole.

Alcuni smeraldi saranno ottenibili semplicemente proseguendo nella storia, ma la maggior parte di questi verrà da alcuni monumenti che nascondono dei mini-livelli che richiamano alla tradizione Sonic del passato. Questi livelli sono di gran lunga la parte migliore di Sonic Frontiers, essendo un richiamo al passato con alcuni a scorrimento laterale e altri nei quali la telecamera sarà alle spalle del porcospino. Queste sezioni hanno diversi obiettivi, quali finirli entro un certo tempo, ottenere un certo numero di anelli, collezionare emblemi eccetera. Cercare di ottenere una S richiede diversi tentativi ma è decisamente soddisfacente imparare un percorso alla perfezione e completarlo il più velocemente possibile.

Ovviamente non potrebbero mancare nemici da sconfiggere e un sistema di combattimento per poterli affrontare. E’ presente il classico attacco che vi proietta sui nemici, ma è stato fatto ottimo lavoro per donare a Sonic diverse mosse più moderne quali evasione, parry e diversi attacchi a lungo raggio. Molti dei nemici andranno giù con un colpo o due ma mini-boss e boss avranno bisogno di un po’ di strategia in più rispetto al classico spammare il pulsante adatto. Resta un sistema semplice, ma non è una nota negativa in un prodotto in cui sono i movimenti a farla da padrone.

Sonic Frontiers è, a livello di contenuti, probabilmente il miglior titolo della serie dai tempi di Sonic Adventures. C’è un livello di ambizione raramente visto nei lunghi anni dal passaggio al 3D e bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare. Il problema è che la realizzazione lascia molto a desiderare. Frontiers funziona perfettamente in certe sezioni più contenute ma ha evidenti problemi tecnici nell’open world. È un continuo succedersi di inconsistenze, andando dall’ottimo all’inaccettabile. Nonostante funzioni bene nelle sezioni di movimento più contenute, è la telecamera il vero nemico di molti combattimenti. Il tasto per lo sprint sembra funzionare perfettamente e con precisione… ad eccezione delle situazioni in cui la precisione è richiesta. Spiacevole.

Questo impatta anche la resa visiva dove, anche sulle potentissime console di nuova generazione, il pop-in e la renderizzazione delle ombre avvengono molto vicino a Sonic, in modo estremamente evidente. Stesso discorso per lo stile, blando per quanto riguarda le aree open world ma colorato e vivace per i livelli classici. Unica nota positiva è data dal comparto sonoro, che varia da composizioni classiche in grado di dare un determinato umore all’area a vere e proprie canzoni rock per le sezioni più adrenaliniche. Bersaglio centrato in pieno.

Sonic Frontiers è un progetto ambizioso che segna una nuova direzione per la serie, riuscendo in buona parte a mantenere le promesse. Le isole offrono una marea di posti da esplorare e attività in cui cimentarsi, in compagnia di una colonna sonora eccezionale. Frontiers è probabilmente la miglior avventura con Sonic protagonista dai tempi del Dreamcast. Purtroppo a quell’ambizione si contrappone una realizzazione non all’altezza in alcune aree che rendono l’azione a tratti frustrante, non abbastanza da distruggere completamente quanto fatto di buono ma sufficiente a consigliarlo con riserva.

 

Recensione a cura di Sacha “Omeganex999” Morgese

Il Buono

  • Le sezioni classiche sono il meglio che Sonic abbia da offrire
  • Colonna sonora eccezionale
  • Grande varietà di mosse tra combattimento e movimenti

Il Cattivo

  • Graficamente altalenante
  • Controlli che vanno dal perfetto all’inaccettabile
  • Telecamera poco funzionale
7

Scritto da: Gerry "Pintur" Grosso

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