Hackerare il sistema non è mai stato così facile
Watch Dogs, un titolo attorno al quale si sono riversate le aspettative di tutti i videogiocatori delusi da una nuova generazione che non spicca e dalla voglia di rinnovamento in un genere che ormai rimane fermo su meccaniche sempre uguali. Alla base di questo titolo c’è l’hacking, la vera e propria base su cui gira l’intero gameplay. Ubisoft è riuscita ad utilizzare tutto ciò che noi amiamo, come internet e il mondo virtuale, ed usarlo per creare un videogame in cui la vita privata e i sistemi di sorveglianza possono essere manipolati a proprio piacimento e sta a noi scegliere per che scopo usare queste possibilità. Anni sono passati dal primo annuncio e, dopo un rinvio dietro l’altro, finalmente abbiamo la possibilità di scoprire se questo titolo è il capolavoro che tutti attendono o un clamoroso buco nell’acqua.
Watch Dogs racconta la storia di Aiden Pearce, un hacker che vive in una Chicago tenuta sotto scacco dal sistema operativo ctOS, in grado di spiare la vita di ogni cittadino e di controllare ogni movimento all’interno della città, grazie alle numerose telecamere presenti ad ogni angolo o vicolo. Un uomo tormentato che vive la sua vita con il desiderio di fare giustizia. Un crimine finito male porta alla morte della cara nipote, procurata da un sicario pagato per spaventare la sua famiglia e porre fine alle sue malefatte. Questo è lo spunto che porta il nostro criminale a diventare un vigilante e sfruttare le sue grandi doti a proprio favore. Una trama piatta che fatica ad ingranare, prevedibile, priva di colpi di scena che avrebbero potuto dare quello spunto per cambiare marcia. La presenza di personaggi carismatici non manca, ma anche in questo caso la palla non viene presa al balzo. Una trama che di fronte al gameplay di questo titolo diventa davvero piccola, un peccato se pensiamo che l’atmosfera che è riuscito a crearsi Aiden poteva essere sfruttata al meglio facendolo diventare un titolo tripla A di tutto rispetto. La formula degli Open World sicuramente non favorisce il racconto di una storia lunga e complicata, a favore di uno studio quasi maniacale del gameplay e di una miriade di missioni primarie e secondarie volte a distrarre e tenere sempre occupato il videogiocatore. Proprio in questo Watch Dogs eccelle.
L’elemento chiave è l’hacking, ciò in cui Aiden primeggia. Dimenticatevi qualsiasi vecchia base intorno a cui giravano inseguimenti, sparatorie e missioni, qui tutto cambia grazie al nuovo gameplay offerto e studiato da Ubisoft per Watch Dogs. Attraverso il nostro smartphone vediamo aprirci milioni di possibilità per poter affrontare al meglio e in modo del tutto nuovo qualsiasi cosa ci si pari davanti. Il sistema di sicurezza ctOS è come burro nelle nostre mani e grazie ad esso riusciamo, utilizzando le migliaia di telecamere di sorveglianza sparse per Chicago, ad arrivare ad aree inaccessibili e compiere hackeraggi anche a distanza dal nostro bersaglio. La possibilità di far saltare equipaggiamenti è una delle soluzioni per mettere fuori gioco più nemici contemporaneamente, far scattare gli allarmi o utilizzare delle esche sonore sono solo alcuni dei metodi per attirare a se i malcapitati per poi metterli KO. Un sistema di puntamento ci da modo di scrutare nella vita privata di ogni individuo, non sarà difficile venire a sapere di situazioni imbarazzanti, passioni ambigue e sopratutto individuare malintenzionati pronti a compiere cattive azioni. Se la vita in questa città è sempre ricca di momenti eccitanti, gli inseguimenti in macchina non sono da meno: la possibilità di sparare alla guida è stata eliminata e sostituita da efficacissime interazioni con il mondo di gioco. Durante la corsa sarà infatti possibile alzare ponti per bloccare i nostri inseguitori, barriere automatiche in grado di fermare e distruggere le macchine che ci stanno alle calcagna o più semplicemente cambiare la precedenza ai semafori così da creare disordini agli incroci. Tutto questo è il segreto di questa fantastica produzione, un ambiente vivo e dinamico che può essere manipolato a nostro piacimento e sfruttato come meglio crediamo. Ovviamente l’uso dell’hacking non è la sola arma a disposizione di Aiden, grazie al suo manganello estendibile e alle sue capacità di combattimento non faremo alcuna fatica a neutralizzare qualsiasi tipo di avversario, senza ovviamente contare il vasto arsenale a disposizione. Inoltre, è presente un interessante sistema di crescita che ci da modo, attraverso puntiesperienza, di sbloccare e potenziare le capacità di Aiden. I quattro rami si dividono in combat, hacking, driving e crafting, ognuno di essi ci consente di andare a migliorare le caratteristiche che meglio si addicono al nostro modus operandi.
Il nostro cellulare ha molte funzioni, una delle quali è segnalarci tutte quelle che sono le quest secondarie e le attività che Chicago ci offre. Per accederci però sarà obbligatorio hackerare delle stazioni ctOS come un moderno Ezio Auditore, completando il puzzle ambientale che ci verrà proposto, passando da una telecamera ad un altra arrivando cosi a sbloccare il nostro bersaglio. Ovviamente la mappa non è l’unico modo per tenerci occupati, girando per la città e sbirciando nella vita di cittadini non sarà difficile ritrovarsi a sventare dei crimini, missioni di trasporto e bande da fermare. Una serie di quest davvero ben studiate che si aggiungono alle varie partite di poker, gare di bevute, partite di scacchi e giochi in realtà aumentata a cui Aiden può prendere parte in qualsiasi momento. Ma la vera chicca sono i trip digitali, divertenti e anche complessi minigiochi in cui saremo catapultati in una realtà estranea e in cui dovremo ad esempio guidare una vettura alla Carmageddon o più semplicemente distruggere tutto ciò che ci circonda attraverso un ragno robotico gigantesco. Anche qui è presente un albero delle abilità del tutto slegato a quello della campagna principale e in grado di darci qualche aiuto in più durante le nostre prove. In un mondo connesso alla rete internet e sempre hackerabile non poteva mancare una modalità multiplayer ad “invasione”. In palio punti abilità che ci consentiranno di sbloccare skill e abilità slegate da quelle della modalità single player. Ci troveremo quindi ad assumere la forma di un qualsiasi passante con il compito però di hackerare il cellulare del nostro rivale. Da qui inizia la sfida, il nostro comportamento sarà fondamentale per non farci scoprire durante la ricerca da parte dell’inseguitore. Seppur sia la migliore delle modalità offerte da Watch Dogs, non si tratta della sola, la presenza di gare automobilistiche, inseguimenti e scontri caotici in una sorta di cattura la bandiera ci terranno occupati per svariato tempo. La tendenza è quella di unire il videogioco su console a delle app, una vera occasione per migliorare un titolo in cui lo smartphone è il vero e proprio fulcro del gioco. Una sorta di guardia e ladri in cui un utente scaglia attraverso la propria applicazione pattuglie di polizia ed elicotteri contro il videogiocatore connesso che avrà l’unico compito di fuggire utilizzando tutti le possibilità che Chicago gli offre. Aggiunte davvero ottime che arricchiscono un videogioco che da solo può tenerci incollati ai nostri schermi per numerose ore.
Risulta davvero difficile potersi lamentare della longevità, per un totale di circa venti ore di gioco per finire la campagna principale escludendo quindi la modalità multiplayer, la moltitudine di minigiochi e di svariate missioni secondarie presenti nella mappa di Chicago. Il comparto tecnico è di tutto rispetto, e brilla particolarmente dal punto di vista grafico. Una città viva e ben caratterizzata, modelli poligonali dei personaggi principali ben definiti e un sistema di illuminazione ben caratterizzato che da il meglio di se durante le fasi di gioco notturne. La fisica delle auto e degli impatti sicuramente non fa gridare al miracolo e ci lascquesto punto di vista. Davvero un peccato vedere come un titolo di questa portata non sia riuscito a girare a 1080p e 60fps, che dati alla mano dovevano essere la base della passata generazione di console. Infine, il comparto sonoro è davvero ben caratterizzato con il solito pregevole doppiaggio in lingua italiana e una colonna sonora davvero di tutto rispetto.
Si potrebbero passare ore a fare il paragone con la serie targata Rockstar, ma quel che è certo è che Watch Dogs è uno dei migliori free-roaming uscito negli ultimi anni. Un titolo che a livello di gameplay sbaraglia la concorrenza grazie alle meccaniche offerte dall’hacking. Nuova linfa vitale a questo genere di videogiochi con inseguimenti, sparatorie e attività secondarie mai banali e sempre da studiare. Un gameplay superbo che serve a compensare una narrativa che non riesce mai a decollare. Watch Dogs rappresenta un’ottima base di lavoro per creare una saga di tutto rispetto, con la speranza che i ragazzi di Ubisoft riescano a sfruttare al massimo quello che l’hacking ha da offrirgli. Ovviamente lo consigliamo senza alcun remore a tutti, non fatevi spaventare dai mille discorsi in rete sulle differenze grafiche tra i primi video mostrati anni fa e l’attuale comparto tecnico. Ci chiediamo cosa ne sarebbe uscito se Ubisoft accanto ad un solido gameplay avesse sviluppato una trama coinvolgente e profonda.
Il Buono
- Uso dell'Hacking ben congegnato
- Tantissime missioni secondarie
- Tecnicamente ottimo
Il Cattivo
- Trama piatta, con poco sviluppo
- Mappa di gioco non molto estesa










