Un headshot da brividi
A due mesi di distanza dall’anteprima scritta, grazie ad un invito da parte di Halifax Italia nei loro studi milanesi, sono riuscito a imbracciare nuovamente il fucile da cecchino in Sniper Elite 3. Il cambio di ambientazione, la rivisitazione e il miglioramento di alcune meccaniche di gioco mi ha fatto ben sperare e, dopo averlo provato con mano, non posso che essere soddisfatto di quanto visto.
Un balzo indietro di qualche anno rispetto al precedente capitolo ci porta a rivivere la Campagna d’Africa durante gli inizi della Seconda Guerra Mondiale, in cui le forze americane cercano di spodestare l’esercito nazi-fascista. La missione è quella di scoprire dove si trova la base nemica in cui i “crucchi” stanno progettando un’arma in grado di capovolgere le sorti del conflitto. Ancora una volta spetta all’agente OSS americano Karl Fairburne il compito di portare gli Alleati alla vittoria.

Sin dalle prime missioni riusciamo a capire quanto il gameplay sia cambiato in questi due anni di sviluppo. Abbandonata la linearità del predecessore, in Sniper Elite 3 siamo chiamati a completare una serie di obiettivi in ambientazioni molto più aperte e in grado di offrirci svariate tipologie di approccio, scegliere il percorso da fare e i nemici da eliminare durante l’avanzata. Eliminare ufficiali o disinnescare attrezzature nemiche sono solo alcune delle missioni che metteranno alla prova le nostre abilità, infatti il difficile sarà proprio arrivare all’obiettivo. La ricerca di aree in cui tendere imboscate, strumentazioni da manomettere in grado di coprire l’esplosione del nostro colpo, postazioni in cui cecchinare e zone oscure in cui mimetizzarsi sono alla base di questo titolo. Ogni colpo sparato allarmerà gli Afrika Korps che inizieranno le ricerche nella zona in cui il proiettile è partito, quindi indietreggiare e cercare un altro punto strategico è sempre la soluzione migliore. Il tutto a schermo viene indicato con una illuminazione gialla di allerta o rossa di pericolo, in base a quanto siamo stati individuati. Risulta quindi essere indispensabile l’utilizzo del binocolo per il successo della missione, taggare i nemici farà in modo di averli sempre sotto tiro e sapere i loro movimenti così da poterci adattare agli eventi. Lo sfoltimento delle linee nemiche e il continuo riposizionamento in aree sicure è alla base del gameplay e rimane il modo più soddisfacente di terminare le otto missioni che ci si pongono davanti.
Un gameplay aggiornato con un approccio al gioco rivisto vengono accompagnate dalle meccaniche di cecchinaggio rimaste fedeli a se stesse. Le killcam sono il giusto compenso per un colpo perfetto, che sia alla testa o ad un organo interno, ed esse derivano da un accurata scelta del momento dello sparo. L’oscillazione dell’arma e i fattori esterni che influiscono sulla direzione del proiettile devono essere calcolati alla perfezione e la modalità di concentrazione in alcuni casi ci può dare una grossissima mano. Le fasi di cecchinaggio rimangono ben curate, sicuramente realizzate meglio rispetto alle numerosi fasi stealth che dovremo affrontare. Una IA deficitaria, che alterna momenti di perspicacia fuori dal comune ad attimi di imbarazzante distrazione, rende il gameplay snervante e alle volte fin troppo semplice anche alla massima difficoltà.

Anche in questo terzo capitolo è stata aggiunta la possibilità di affrontare la Campagna in modalità co-op, un aggiunta sempre gradita che però non viene accompagnata ad un aumento adeguato della difficoltà, facendo sembrare tutto fin troppo semplice. Una sorta di modalità orda è stata implementata per sfruttare al massimo la cooperazione tra i giocatori; un team formato da un cecchino e un compagno in grado di selezionare i bersagli viene chiamato a liberare delle aree e completare degli obiettivi eliminando prima tutti i nemici sulla mappa. Interessante e complessa alla massima difficoltà. Di contorno troviamo la modalità multiplayer competitiva in grado di tenerci impegnati per qualche ora, sopratutto in Re dalla Distanza che ci vede immersi in scontri in cui il nostro punteggio è direttamente proporzionale alla “distanza” da cui uccidiamo gli altri player.
La versione Playstation 4 da noi provata ha mostrato una discreta resa grafica, sopratutto grazie all’ambientazione e ai bellissimi paesaggi del Nord Africa. Le dimensioni dei livelli risultano essere delle giuste dimensioni rispetto alle missioni anche se purtroppo la definizione poligonale di veicoli ed edifici non risulta essere di livello eccelso. L’effettistica risulta essere ancora troppo legata alla passata generazione e questo è dovuto sopratutto alla natura crossgen del titolo. Una cosa che ci ha incuriositi e sbalorditi è la Patch di 16 GB al Day One per la versione Xbox One; siamo davvero sicuri che questi problemi non erano risolvibili durante la sviluppo?

Il titolo dedicato al mondo dei cecchini migliore sulla piazza. Sniper Elite 3 continua il suo cammino e anche questa volta riesce a stupire, lasciandoci però con un pò di amaro in bocca. Le meccaniche di cecchinaggio rimangono sempre al top grazie anche allo sfruttamento intensivo della balistica e delle killcam. Purtroppo il comparto tecnico rimane troppo legato alla precedente generazione, tra bug e bassa definizione, accentuato anche dalla natura openworld che Rebellion ha deciso di creare. Seppur presentando qualche problema, Sniper Elite 3 è un ottimo titolo e lo consigliamo a tutti gli amanti degli sparatutto, rimanendo fiduciosi del fatto che questo è solo il primo passo verso la nuova generazione di console.
Il Buono
- KillCam spettacolari
- Openworld
- Balistica sempre al top
Il Cattivo
- IA deficitaria
- Comparto Tecnico sottotono
- Ripetitivo




