In qualche modo tornano sempre questi Nazisti!
Bethesda è così: uno o due giochi in uscita all’anno e un parco di IP che garantisce un’alternanza importantissima, grazie alla quale ogni singolo titolo gode del giusto tempo di sviluppo. La qualità non può che beneficiarne, inevitabile. E, anche se parliamo di un “semplice” more of the same come la nuova espansione stand alone Wolfenstein: The Old Blood, possiamo notare come sia già passato un anno dall’uscita di The New Order, accolto calorosamente da critica e pubblico. E va bene così, è anche giusto che l’interesse del giocatore possa ripristinarsi dopo aver consumato il capitolo principale. Senza nessun tipo di esclusiva Wolfenstein: The Old Blood si ripresenta sulle stesse piattaforme di The New Order, quindi acquistabile sugli store di PC, Xbox One e PS4 al prezzo di 19,99€. A meno che non vogliate attendere la copia fisica, nei negozi dal 15 Maggio.
Come accennato si tratta di un’espansione stand alone, perciò partiamo subito dalla premessa che non è assolutamente necessario possedere The New Order, ne tanto meno averlo giocato, visto che a livello di trama è perfettamente godibile. Temporalmente The Old Blood si propone come un prequel, con BJ Blazkowicz impegnato nella ricerca di un dossier contenente le coordinate di un complesso nazista segreto. Pur non spezzando fisicamente (con due campagne) il filone narrativo, i ragazzi di MachineGames hanno comunque cercato di dividere in due sezioni le vicende di BJ, con una prima parte sotto copertura all’interno del castello Wolfenstein e una seconda che spinge più su quel mito del sovrannaturale che ha accompagnato il periodo nazista in molte opere, videoludiche e non. Nel complesso il pacchetto trama è abbastanza standard e non vi lascerà ricordi indelebili, ma se non altro in The Old Blood è il gameplay a parlare.
Si, questo è ancora The Old Blood. In ogni livello troverete un letto su cui fare un pisolino… e un incubo labirintico che vi riporterà ai vecchi tempi.
Se avete giocato The New Order sapete bene a cosa andate incontro, cioè ad un gameplay che mette in mostra la duplicità Stealth/FPS. La prima è ancora sviluppata in maniera più che soddisfacente, incentrata però soltanto su attacchi corpo a corpo senza la minima interazione ambientale, oltre che agli immancabili comandanti che vanno a condizionare tutta la vostra strategia vista la loro possibilità di chiamare rinforzi. Giocato alla difficoltà più alta (di 5 disponibili) l’IA nemica si è comportata bene, salvo qualche inspiegabile allarme una volta entrati in un paio di aree segrete ben nascoste e senza guardie a presidiarle.
L’altra faccia della medaglia, la fase shooting, è altrettanto ben studiata e divertente grazie ad una grande varietà di armi, qualche nemico più ostico di altri e le classiche taniche esplosive a rendere tutto molto coreografico e movimentato. Stare troppo nello stesso punto non sempre garantisce il superamento delle sezioni da puro FPS, i nemici pressano molto bene con qualche aggiramento, granate (tante a difficoltà Uber) e avanzate frontali allo sbaraglio. Proprio per questo risulta un po’ scomoda la ruota delle armi, selezionabili con la pressione di un tasto più la direzione impartita dall’analogico destro. Un sistema che spesso si è rivelato poco preciso e che ha fatto penare il sottoscritto, ma potete sempre sperare che sia un problema che colpisce particolarmente chi vi scrive. Piccolo appunto anche sul boss finale, che sinceramente ha lasciato l’amaro in bocca, considerato che la strategia più banale che si possa pensare funziona senza alcun problema, quasi azzerando il livello di sfida.
In quanto a contenuti Wolfenstein: The Old Blood fa nuovamente bella figura, anche se quando entra in gioco il doppio approccio Stealth/FPS è lo stile del giocatore a determinare il tempo complessivo dell’esperienza di gioco. I capitoli della campagna sono 8, e sicuramente la prima metà è quella che fa più la differenza. A difficoltà Uber, con l’uso di tecniche stealth quando possibili e impegnandosi nella ricerca dei collezionabili sono volate via circa 10 ore, forse anche di più, che possono aumentare se deciderete poi di dedicarvi alle Sfide. Si tratta di una modalità che raccoglie in una decina di mappe i momenti più movimentati della campagna, nelle quali dovrete fare del vostro meglio per ottenere un punteggio alto e raggiungere la medaglia d’oro.
Uno dei nemici più ostici di The Old Blood. A volte potrete disattivare la sua fonte di energia, a volte non resta che distruggerlo con la forza (tanta).
Tirando le somme, Wolfenstein: The Old Blood è un’espansione decisamente azzeccata, un “more of the same” sempre divertente, anche se con qualche difetto come una trama poco incisiva e una prima parte di campagna che sembra essere meglio riuscita rispetto alla seconda metà. Dire se i contenuti giustificano il prezzo di lancio è difficile, personalmente (a fronte di circa 15 ore di gioco tra campagna e sfide) chi vi scrive trova anche giustificati i circa 20€, ma sicuramente chi propende per un’avventura veloce e poco approfondita potrebbe anche aspettare qualche sconto. L’importante è sottolineare che Wolfenstein: The Old Blood riprende molto bene ciò che ha saputo dare The New Order un anno fa.
Il Buono
- Un "more of the same" ben confezionato
- Longevità molto buona
Il Cattivo
- Trama poco incisiva
- Ruota delle armi scomoda nei momenti più frenetici




