Il padre di Splatoon? Più o meno…
Prima dell’originale sparatutto di casa Nintendo vide la luce nell’ormai lontano 2008 un altrettanto originale platform a tema “coloristico”, sviluppato da Blue Tongue, “De Blob”. Tre anni più tardi, nel 2011, venne lanciato il suo seguito, di cui è stata recentemente rilasciata una versione remastered per le console di attuale generazione, che andremo a prendere in esame.
Il nostro eroe Blob, aiutato da Pinky e dai suoi fidi alleati, dovrà porre fine al piano dittatoriale di Compagno Nero, il cui obiettivo è quello di risucchiare tutto il colore da Prisma City, rendendo così la città tristemente grigia e i suoi abitanti privi di anima e schiavi del suo potere. Da questa premessa ecco che ha origine il gameplay di questo titolo: Blob dovrà ripristinare il colore in un mondo che ha perso qualsivoglia accenno cromatico. Per far ciò dovremo immergerci nelle vasche colorate di cui sono cosparse le varie mappe e saltare di edificio in edificio e di nemico in nemico. A questa formula iniziale verranno inserite, proseguendo con l’avventura, alcune varianti (come per esempio mix di colori primari o alcuni power-up), che tentano di porre rimedio ad un’altrimenti inevitabile ripetitività. Purtroppo queste soluzioni non si dimostrano particolarmente efficienti e non riescono a nascondere una struttura che a lungo (ma neanche troppo) andare mostrerà il fianco e sfocerà in una monotonia di fondo fin troppo ridondante. La progressione all’interno delle varie mappe si svolge piuttosto linearmente, con Pinky che ci guiderà obiettivo dopo obiettivo verso la conclusione del livello, in cui si alterneranno fasi 3D e 2D pressoché identiche per ogni livello.

A una varietà di obiettivi poco invidiabile non giunge certamente in soccorso un sistema di controllo decisamente impreciso e confusionario: salti poco precisi, saltuari cambi di direzione repentini della telecamera e azioni diverse adibite ad un unico comando che generano caos su schermo. Anche il frame-rate inspiegabilmente ballerino ci mette del suo, data la non particolare pesantezza del titolo. Nota positiva invece per l’accompagnamento sonoro, sempre orecchiabile e che rende il contesto quantomeno piacevole e dal gusto funky. Narrativamente, per quanto la storia venga trattata in modo molto semplice e simpatico (grazie soprattutto ai filmati in stile Rabbids), nasconde un messaggio non poi così superficiale come può sembrare, e questo è probabilmente uno degli aspetti più positivi del gioco. In generale, la pecca più grossa di questo titolo è quella di sprecare un concept potenzialmente molto divertente e fruttuoso riducendolo semplicemente a una colorazione di edifici e nemici qua e là, senza particolari spunti degni di nota.

De Blob 2 poteva essere molto di più. L’idea di base è ottima, un platform 3D, genere che non va tanto di moda ultimamente, in cui le esplosioni di colori sono spettacolari e quasi liberatorie. Peccato però che la realizzazione non sia altrettanto ottima, tra comandi imprecisi, frame-rate ballerino, una ripetitività generale eccessivamente pesante e una difficoltà tarata verso il basso che rende tutto ancora meno entusiasmante.
Il Buono
- Concept interessante
- Buon accompagnamento sonoro
Il Cattivo
- Comandi e fasi platform imprecisi
- Frame-rate (molto) instabile
- Esageratamente monotono
- Livello di difficoltà poco stimolante




