Battleborn
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Cast di personaggi carico di stile
- Immediato e divertente
- Sistema Helix
- Una toy box piena di cose da fare
- Split screen per ogni modalità
- Stile grafico inconfondibile..
Contro
- ...ma che potrebbe non piacere a tutti
- Modalità storia divertente ma solo accessoria
- Qualche bilanciamento da rivedere
- (Per ora) poche mappe
- I quitters
PER TUTTI I DURI LÌ FUORI
Battleborn? Nessuno se lo aspettava. Non dopo il grande trionfo di Borderlands. Invece eccoci. Annunciando il suo nuovo “hero-shooter”, Gearbox ha sorpreso tutti. Le perplessità ci sono state, ma ora, titolo alla mano, è arrivato il momento di tirare le somme. Sarà riuscita Gearbox, nel suo progetto più ambizioso e costoso, a fare di nuovo centro?
Battleborn è uno sparatutto in prima persona. Fin qui nessun problema. L’elemento peculiare è il suo avvicinamento ai MOBA, tipologia di gioco tanto in voga negli ultimi tempi sul panorama computer. Un genere che molti di voi assoceranno a League of Legends (LOL), piuttosto che a Defence of the Ancients (DOTA). Sul fronte console, l’acronimo non è così conosciuto. Anzi, rievoca ancora un alone di mistero. Soprattutto a causa della scarsa rappresentanza. Gli esponenti significativi giungono proprio in questo periodo: Battleborn, per l’appunto, e l’Overwatch di Blizzard. Per i neofiti, ecco cosa ci troviamo di fronte. MOBA sta per Multiplayer Online Battle Arena. Un tipo di gioco in cui due squadre si ritrovano a combattere per conquistare e distruggere la base avversaria. In cui un ruolo fondamentale svolgono le unità controllate dal computer che, periodicamente, si scontreranno con quelle nemiche. Una descrizione piuttosto sintetica, ma di cui possiamo accontentarci. Sostanzialmente Battleborn cavalca l’onda di questo genere. Un titolo che punta tutto sul multiplayer. Ma andiamo con ordine.

Randain, un vampiro Jennerit traditore, e un esercito di malefiche creature, i Varelsi, minacciano il destino dell’universo con la loro sete di distruzione. La loro devastante avanzata è giunta al suo epilogo. È rimasta una sola stella, Solus, e dev’essere difesa a tutti i costi. L’arduo compito spetta ad un manipolo di venticinque bizzarri eroi che, tra una scaramuccia e un’altra, dovrà trovare il modo per fermare il malvagio Randain. L’incipit narrativo è dato ed il divertimento può cominciare.
Gli eroi di Battleborn sono i veri protagonisti del gioco, divisi in cinque fazioni. Abbiamo il Consorzio, sempre al passo con i tempi nel campo tecnologico. Gli Eldrid, un assortimento delle creature più bizzare che la natura è riuscita a produrre, tra cui elfi arcieri e golem di ghiaccio. I Rinnegati, le persone libere di Solus, soldati-clone mal riusciti, mostri imprigionati in corpi da sedicenne in piena pubertà, per citarne alcuni. Il cui unico interesse è sopravvivere. Le forze speciali RUP, le cui parole d’ordine sono disciplina e determinazione, guerrieri temprati da mille battaglie. Ed infine i Jennerit, desiderosi di vendetta verso il traditore Randain, vantano tra le loro fila formidabili spadaccini e perfino mostri ribellati al potere dell’Impero. Nonostante ragioni divergenti, le cinque fazioni hanno deciso di unire le forze contro un male comune. Un cast tanto eterogeneo quanto pieno di personalità. I Battleborn hanno stile da vendere.
Come in ogni MOBA che si rispetti, ciascun personaggio, forte di abilità e caratteristiche uniche, risponderà ad esigenze differenti. Avremo così offender, difender e supporter. Ma sarà fondamentale alternare eroi con armi bianche ad altri che preferiscono tirare da lontano. La composizione di un buon team diventa un passo fondamentale per la vittoria. Una squadra troppo squilibrata potrà veder sfumare i suoi sogni di gloria fin troppo velocemente.

Gli eroi scenderanno sul campo di battaglia in due diverse sezioni del gioco: il PvE e il PvP. Il primo è una sorta di modalità storia, composta da 8 missioni che strizzano l’occhio a Borderlands per lo stile fracassone ed esagerato. Trasportati da una parte all’altra del sistema di Solus, visiteremo i pianeti natali dei nostri Battleborn: lande ghiacciate, rigogliose foreste e bizzarre installazioni. Non possiamo lamentarci per varietà di ambientazione. Lo spettro della ripetitività aleggia, invece, sugli obiettivi da conseguire. In alcune abbiamo dovuto scortare una sentinella, in altre combattuto contro orde crescenti di nemici piuttosto che affrontato boss e mini-boss. Lo spettro viene però allontanato dallo spirito MOBA del titolo, che oltre a conferire un’enorme rigiocabilità alle missioni, renderà ogni partita diversa da quella precedente. Divertenti dialoghi, meccaniche da “hero shooter” e uno stile di gioco sempre diverso in base al personaggio scelto. Come da tradizione Gearbox la modalità storia di Battleborn traspira spasso ed ironia da ogni parte. Purtroppo tutto questo si va a scontrare con una narrazione confusionaria e a tratti poco chiara., limitata ai sopra citati dialoghi e ad una manciata di video/cartoni animati davvero ben realizzati, ma che avrebbero meritato molto più spazio. L’intenzione di Gearbox è quella di fornire al videogiocatore un background narrativo di riferimento piuttosto che una storyline emozionante.
Ogni missione sarà affrontabile con un team di cinque amici, sia in privato, da soli (meglio evitare) o con il vostro gruppo, oppure avviando il matchmaking. Lo split screen sarà disponibile per tutte le modalità. Nel caso vi cimentiate nella storia con il matchmaking, sappiate che verranno scelte casualmente tre missioni dalle otto presenti, messe poi ai voti, impedendo a chi, in assenza di compagni, si affidi al multiplayer per completare la campagna in ordine cronologico. Del resto, sarebbe stato impossibile avviare un matchmaking specifico per ogni missione.

Questa scelta sembra confermare la considerazione di Gearbox della sua modalità PvE. Non si tratta di una campagna vera e propria, piuttosto di una modalità accessoria composta da missioni da giocare e rigiocare con gli amici, in grado di offrire un diverso approccio strategico rispetto al PvP. La mancanza di questa modalità si sarebbe sicuramente avvertita e rappresenta una giusta alternativa per chiunque voglia prendersi una pausa da quella che è la portata principale dell’offerta ludica di Battleborn: la modalità PvP.
Il competitivo di Battleborn (al momento) può contare solamente su tre modalità: Incursione, Fusione e Cattura. Ciascuna giocabile su due diverse mappe, per un totale di sei. Per un titolo che fa dell’esperienza multiplayer il suo cavallo di battaglia potrebbero essere un po’ pochette. Ma non cadete in pregiudizi. Come si dice, le mappe sono poche ma buone. Così come le modalità, nonostante Cattura sia la meno riuscita. In ogni caso, la promessa degli sviluppatori rimane quella di aggiornare il gioco con nuovi contenuti gratuiti.
Non potremo mai spiegarvi abbastanza quanto importante sia il bilanciamento del vostro team nella modalità competitiva di Battleborn, anche se non sarebbe sufficiente a garantirvi la vittoria. Per raggiungere la meta, sarà necessario giocare la vostra partita completando anche obiettivi secondari: torrette, robot, mercenari e scagnozzi. Nel gioco tutto questo può tradursi in battaglie di proporzioni bibliche con decine di nemici su schermo, in grado di rendere l’azione tanto frenetica quanto confusionaria.

In Incursione la vostra missione sarà quella di distruggere le due sentinelle giganti della squadra avversaria. Per farlo avrete bisogno dei vostri scagnozzi, piccoli robot d’attacco, essenziali per l’abbattimento dello scudo della sentinella. I match della modalità Incursione di Battleborn si risolveranno in una continua e strategica conquista di posizioni da più di trenta minuti, dove la sola costruzione di una torretta in un punto nevralgico dell’azione potrà rivelarsi fondamentale. Una modalità tesa e piena di rischi. Ogni scelta avrà delle ripercussioni sull’andamento del gioco. State pensando di abbandonare i vostri compagni per arruolare dei mercenari dall’altro lato della mappa? Bene, la scelta potrebbe essere vincente ma la vostra assenza potrebbe costare caro alle strategia del vostro team. Il gioco di squadra sarà vitale. Sicuramente, Incursione è la modalità più riuscita.
Al secondo posto, troviamo Fusione, dove una bizzarra divinità vi chiede in sacrificio dei poveri scagnozzi. L’obiettivo sarà quello di condurre alcuni robot ad un tragico destino per guadagnare punti. A differenza di Incursione, le due mappe di Fusione saranno di dimensioni più contenute. Anche questa modalità si rivela piena di spunti strategici e divertentissima da giocare di squadra.
Infine, la modalità Cattura, in cui, banalmente, cercherete di assicurarvi e di difendere tre punti di controllo. Molto simile al Dominio di Call of Duty. Sicuramente la modalità più anonima, destinata a soccombere rispetto alle due precedenti. I match si traducono in partite rapide e movimentate, in cui l’utilizzo delle schegge pare meno fondamentale per il conseguimento della vittoria.

A proposito di schegge, In Battleborn sarà importante un’ottima gestione di risorse e strutture come torrette e sentinelle. Per far questo bisognerà utilizzare, appunto, le schegge rilasciate dai nemici caduti o rinvenute sul campo di battaglia. Di cui un sapiente uso potrà rivelarsi chiave della vittoria.
Il sistema di progressione del personaggio Helix gioca un altro ruolo fondamentale. Ad ogni inizio di partita il vostro personaggio partirà dal livello 1 e, presumibilmente, a fine partita potrà arrivare all’ultimo, il 10. Questo vi permetterà di potenziare il vostro eroe grazie ad un sistema a doppia scelta. Potrete adattarvi ai cambiamenti della partita in corso, di volta in volta, decidendo di incrementare determinati aspetti piuttosto che altri. Ogni personaggio svilupperà certe “tendenze” progredendo verso un ramo o l’altro. Ad esempio diventando più efficace dalla distanza oppure migliorando le sue capacità d’attacco rispetto a quelle di difesa.
Le cose da fare sono davvero tante, a cui potremmo aggiungerne molte altre. Tra sfide, titoli e sbloccabili non troveremo di certo tempo per rimanere con le mani in mano. Tenendo anche conto di una sezione davvero immensa chiamata “Comando” in cui tenere d’occhio tutti i nostri Battleborn, equipaggiamenti, statistiche e quant’altro. Il titolo di Gearbox è una scatola del divertimento piena di simpatici giocattoli e in cui troverete sempre qualche modo per spassarvela. Il rischio di annoiarsi viene sempre messo a dovuta distanza da un cast di personaggi di tutto rispetto e che ad ogni partita potrà regalarvi un feedback completamente diverso.

Dal punto di vista tecnico, il titolo di Gearbox mostra lo stile inconfondibile del cel shading già visto con Borderlands. Un design grafico di quelli da: “o mi ami, o mi odi”. E che si amalgama perfettamente anche a Battleborn. Effetti particellari ben curati, colori vivaci che esplodono direttamente sul vostro schermo. Aspetti che fanno ben sperare per il prossimo capitolo di Borderlands. Il framerate è ancorato ai 30 fps anche nelle fasi più caotiche.
L’azione di gioco viene accompagnata continuamente dalle voci dei Battleborn, completamente doppiati in italiano e con stile da vendere. La colonna sonora non raggiunge il livello delle musiche ascoltate su Pandora, ma si attesta comunque su un buon livello.
I tempi di attesa tra una partita e l’altra sono variabili, in linea di massima non superano mai i due minuti. A questi si vanno aggiungere inspiegabili ed esagerati tempi di votazione per le mappe e di scelta del personaggio, arrivando così ad attese di cinque minuti. Fortunatamente gli scontri online sono sempre sufficientemente lunghi.
Battleborn è un titolo che punta tutto sul gioco di squadra e sull’equilibrio tra i personaggi, nonostante alcuni pg siano “over powered” rispetto ad altri (Gearbox sta provvedendo). Se in squadra avete un compagno che non rispetta il suo ruolo (immaginatevi un healer che non cura), aspettatevi dunque una partita tutta in salita. A maggior ragione se qualche simpatico collega decidesse di abbandonare anzitempo la battaglia. In Battleborn, un 4v5 non è fattibile. Anche qui, speriamo che Gearbox inserisca delle penalità più severe.

Battleborn è un titolo colorato, spensierato e divertente che fa del suo cast di personaggi, di assoluta varietà e freschezza, il punto forte. Un multiplayer immediato ed originale sul panorama console e che punta tutto sul team work si va a scontrare con una modalità storia solamente accessoria e che non pretende nulla di più. Poche le mappe (solamente sei), ma Gearbox rassicura con contenuti aggiuntivi gratuiti. La concorrenza con Overwatch, titoli vicini nelle meccaniche eppure così lontani di filosofia, si farà sentire, ma Battleborn saprà difendersi e non dovrà temere il confronto con il titolo Blizzard. Consigliato a chiunque cerchi un videogioco che ha tutte le carte in regola per divertire ed impegnare il vostro gruppo di amici. Anche con la possibilità di essere giocato in schermo condiviso in tutte le sue modalità, cosa non da poco di questi tempi.
