[RECENSIONE] Ben 10: Omniverse 2

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[RECENSIONE] Ben 10: Omniverse 2

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[expand title=”Open” swaptitle=”Close”[schema type=”review” url=”CoPlaNet.it” name=”Ben 10: Omniverse 2″ description=”Dieci alieni per me…Posson bastare?” author=”Lorenzo “Darth Gary” Bologna” pubdate=”2013-12-16″ user_review=”4″ min_review=”0″ max_review=”10″ ][/expand]

Dieci alieni per me…Posson bastare?

L’eco mediatica che da anni a questa parte si è formata attorno al nome di Ben 10, non è affatto sottovalutabile. In primis fu Cartoon Network a trasmettere le puntate del cartone animato avente Ben Tennyson come protagonista, un personaggio dotato di un particolarissimo orologio, denominato Omnitrix, che gli permette di assumere le forme di vari organismi alieni al fine di proteggere il pianeta da extraterresti che intendono (ovviamente) appropriarsene. Vien da sè che l’incipit narrativo proposto dalla serie animata, ha creato una cortina di marketing spaventosa all’interno dell’areale europeo (gadget, accessori scolastici, ecc…) e, al contempo, ha contribuito allo sviluppo di numerosi videogiochi su licenza, ultimo dei quali Ben 10: Omniverse 2. Sarà riuscita, Namco-Bandai, a confezionare un titolo sufficientemente valido per poter rendere omaggio alla controparte animata?

Ben 10: Omniverse 2 prende dalla controparte televisiva solamente lo scheletro della narrazione: il gioco infatti gravita attorno ad un tentativo di invasione planetaria da parte di un’ignota razza aliena, definita Incursori. Il protagonista sarà quindi chiamato a compiere il proprio ruolo di eroe infiltrandosi all’interno di una nave nemica e sventare definitivamente la minaccia. Per quanto ovviamente la storia non faccia la parte del leone all’interno del titolo (principalmente orientato verso un pubblico molto giovane), il plot è buono e riesce a creare un filo logico ben delineato con le azioni che si dovranno compiere di livello in livello, non lasciandoci mai alla domanda angosciante: “Ma perchè sto facendo questo?”.

Dopo la brevissima parte introduttiva (rigorosamente scritta), il titolo decolla e trasporta subito il giocatore nel bel mezzo dell’azione; il gameplay è infatti il punto cardine del titolo e riesce, grazie alle sue meccaniche semplici ed immediate, a conquistare l’utente dopo pochissimi minuti di gioco. Le meccaniche in stile Hack’n Slash funzionano abbastanza bene e riescono a creare una sorta di divertimento durante le prime fasi di interazione. Purtroppo, il titolo soffre di una sindrome da ripetitività evidente; per tutti i livelli proposti (cinque più uno adibito al tutorial), il giocatore deve compiere le medesime azioni e il tutto si condensa in un’alternanza di corse per i corridoi della nave schivando ostacoli a schermo e fasi di combattimento contro gli Incursiani. Per quanto infatti vi siano diversi alieni che il nostro protagonista può impersonare (suddivisi in base alla stazza in leggeri, medi e pesanti), le movenze di questi sono tutte pressochè equiparabili e quindi non riescono a creare una sufficiente varietà.

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Le fasi di combattimento possono essere affrontate con un massimo di tre alieni per volta, uno per ogni categoria di “stazza”.

Le vere e proprie lacune però si incontrano analizzando l’aspetto tecnico e il fattore longevità: dal punto di vista tecnico il gioco è abbastanza impreciso; per quanto il motore grafico utilizzato riesca a mantenere un buon framerate ed una gestione buona degli elementi a schermo (che non saranno mai troppi), la fisica dei personaggi e degli alieni sembra fatiscente e dipinge un titolo animato da personaggi non ben definiti e dalle movenze alquanto legnose. Basti pensare semplicemente all’impossibilità di mutare alieno durante il movimento oppure nel rimanere assolutamente impotenti nel momento in cui i nemici decidono di attaccare il protagonista; questo fenomeno, alle difficoltà più elevate. può creare una frustrazione non indifferente al parco clienti verso il quale il titolo è indirizzato. L’ambito grafico mette in campo un maldestro cell shading; il risultato pratico è un reparto visivo che presenta personaggi e ambientazioni poco definiti e con un irritabile contorno nero di contrasto che si dimostra davvero brutto durante le poche cut-scene che il titolo ha da offrire. Il sonoro è abbastanza godibile, con musiche in grado di dare una scossa di dinamicità durante i combattimenti o le fasi platform che si vanno ad affrontare. Discorso diverso per il doppiaggio, realizzato con voci spesso fuori luogo e non in sincronia con il movimento del labiale dei personaggi; si nota una cura abbastanza frettolosa, anche se questo aspetto non ricopre ruolo fondamentale. Queste imperfezioni non sono comunque destinate a durare a lungo; la longevità di Ben 10: Omniverse 2 è veramente abbattente: i livelli proposti, infatti, impegneranno il giocatore per una durata non superiore alle 3 ore se giocato alla difficoltà normale (dato che può aumentare di un’altra ora al massimo se affrontato ad Eroe). Ovviamente High Voltage Games ha perfettamente intuito che la sola campagna non poteva giustificare l’acquisto del software ed è per questo che ha introdotto la modalità Arena, in grado di catapultare il giocatore in una serie di sfide combattive ad ondate, atte allo sblocco di obiettivi/trofei e per incrementare di un’oretta scarsa il contatore vitale del videogioco.

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Le ambientazioni non sono per nulla variegate. La nave degli Incursori ricopre infatti l’80% dei “paesaggi”che si affronteranno.

Ben 10: Omniverse 2 è un soldato rantolante che non sa se vivere o morire; l’estrema ripetitività degli obiettivi da affrontare uniti ad una longevità imbarazzante e ad un comparto grafico scricchiolante in ogni punto, fanno precipitare la produzione nell’oblio più profondo. Le uniche considerazioni positive sono da ricondursi ad un gameplay di facile comprensione, ad un motore grafico in grado di gestire senza alcun problema le (poche) situazioni di combattimento e allla possibilità di poter affrontare con un amico alcune fasi di gioco (magari per smezzare il dolore). Questa volta Ben Tennyson non è riuscito a salvarsi da un destino crudele imposto dalla casa produttrice, indirizzandosi unicamente per i più piccoli che fanno del protagonista il loro beniamino preferito e che non si soffermano troppo sulle maledizioni che affliggono il software; per tutti gli altri…Non vogliatevi così male.

[checklist]

  • Giocabilità immediata e semplice
  • Adatto per un pubblico (molto) giovane
  • Diversi alieni presenti…

[/checklist]

[badlist]

  • …ma con le stesse caratteristiche
  • Longevità bassissima
  • Grafica riproducibile meglio su PS2

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Scritto da: Darth Gary

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