Call of Duty: Black Ops Declassified

...che più declassified non si può!

Recensione

Call of Duty: Black Ops Declassified

Xbox 360

Il verdetto di CoPlaNet

Voto, punti di forza e informazioni essenziali

PiattaformeXbox 360
SviluppatoreTreyarch
PublisherActivision, Square Enix, Aspyr Media
Uscita09/11/2010

Declassified in inglese significa “declassato” e mi dispiace dirlo, ma mai titolo di un videogioco fu più azzeccato. Mi dispiace dirlo perchè io ero veramente eccitato dall’uscita di un Call of Duty (per di più Black Ops) per il piccolo gioiello di casa Sony, ed ero convinto che sarebbe potuto rivelarsi anche un’ottimo incentivo per la diffusione di quest’ultima che, diciamolo, non sta vendendo tanto quanto dovrebbe soprattutto per la mancanza di titoli che ne giustifichino l’acquisto.

Questo Call of Duty declassato altro non è che un’operazione commerciale fine a se stessa tanto che a distanza di soli sei mesi dall’uscita del già non ottimo Resistance Burning Skies, Nihilistic Software riesce a portarlo sugli scaffali.

All’avvio del gioco vi verrà proposto di familiarizzare coi comandi grazie ad un fantomatico tutorial che altro non è che la prima di cinque prove a tempo, modalità di gioco in cui dovrete abbattere delle sagome sparse lungo un campo di addestramento, come già visto in un paio di Spec. Ops su Modern Warfare 2 e 3. Fatto questo si potrà accedere alla modalità principale del gioco, chiamata Operazioni. Alcuni fan saranno felici di ricongiungersi con Mason, Woods, e Hudson, ma questa gioia è destinata a spegnersi in fretta, ossia nonappena ci si accorge che la storia in modalità campagna è assente, e che quest’ultima è limitata a dieci missioni sconnesse fra loro e senza checkpoint all’interno, per un totale di circa un’ora di gioco.

Le mappe poi sono lineari all’inverosimile, dando quasi la sensazione di giocare sui binari e nessuna delle dieci missioni stupisce in alcun modo. Presente oltre alle già citate sfide a tempo, anche un’ultima modalità: ostili. Altre cinque missioni strutturate a ondate, che ricordano quanto già visto in Modern Warfare 3, senza però la possibilità di acquistare potenziamenti, ma con dei bonus rilasciati casualmente alla fine di ogni ondata, che spesso serviranno più a farci imprecare per la loro inutilità piuttosto che esserci d’aiuto.

Come se non bastasse l’intelligenza artificiale dei nemici rovina completamente l’esperienza di gioco rendendola frustrante oltre ogni immaginazione. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un mucchio di pazzi disorganizzati: chi ci corre contro stile kamikaze, chi svuota caricatori mirando a caso, chi ci cammina a distanza di pochi centimetri senza vederci… certo a volte danno alcuni sporadici segni di lucidità, accennando timidamente ad una copertura, o lanciando qualche granata, ma purtroppo l’unica cosa che li rende temibili è la superiorità numerica. Capite anche voi che di fronte ad uno scenario così “apocalittico” anche il buon sistema di controllo, l’ottima disposizione e la buona risposta dei comandi passano in secondo piano.

Graficamente il gioco è accettabile, ma non eccezionale, l’illuminazione, le animazioni e le texture sono migliorate rispetto a Burning Skies, ma ancora lungi dal farci gridare al miracolo. Il doppiaggio in italiano è discreto, la musica è assente e il comparto sonoro è quindi limitato ad un vasto repertorio di colpi, esplosioni e urla di dolore.

Il multiplayer perlomeno si presenta bene, offrendo una abbastanza variegata personalizzazione delle classi fra armi, gadget e abilità. Sono presenti cinque modalità di gioco per un massimo di otto giocatori e seppur l’esperienza di gioco risulti abbastanza funzionale e stabile, il matchmaking è un po’ lento, le mappe un po’ piccole ed il tutto arriva ad annoiare in fretta. Tutto sommato mi sento di dire che l’online sia l’aspetto meglio riuscito di questo gioco e la presenza di una mappa clone di nuketown è stata una bella sorpresa.

Insomma, un titolo deludente sotto ogni punto di vista e che non rende giustizia all’importante nome che porta. Sia per una realizzazione tecnica scarsa sia per i pochi contenuti risulta essere un prodotto non sufficiente. Quello che doveva essere il titolo di punta per PSVITA di quest’inverno videoludico si è rivelato essere invece la più grossa delusione della stagione e seppur pronta e meritevole di un grande FPS, la piccola di casa Sony dovrà aspettare ancora un po’…

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