Cronos: The New Dawn

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[RECENSIONE] CRONOS: THE NEW DAWN (PC)

Cronos In un’epoca discretamente florida numericamente per i titoli Survival Horror, anche grazie all’imponente ascesa di sviluppatori indie che si impegnano a sperimentare generi diversificati per farsi spazio in un mercato sempre più ricco di copie carbone dei titoli tripla A, non è comunque frequente riuscire a trovare quell’opera di successo che riesca a mettere a segno il colpo e ricalcare i fasti del passato, fatta eccezione per titoli come Alan Wake e i Resident Evil, dove alle spalle esistono comunque budget massicci. Layers of Fear, The Medium, Silent Hill 2 Remake, sono solo alcuni dei titoli di Bloober Team che abbiamo avuto la fortuna di provare e apprezzare. Come anticipato nel nostro pagellone della Gamescom (che trovate cliccando qui), Cronos: The New Dawn lo abbiamo sicuramente inserito tra le sorprese della fiera. Dopo quasi trenta ore di gioco il titolo sarà riuscito a mantenere le ottime premesse?

Pronti, via! Dovremmo raccontarvi della nostra immersione nell’ottimo incipit di Cronos: The New Dawn. Invece, è sorto quasi subito un piccolo problema: l’ottimizzazione video del titolo. Nonostante un computer di fascia alta con montata una NVIDIA GeForce RTX 3080, requisito consigliato dal titolo, è stato abbastanza difficoltoso mettere a punto un settaggio che permettesse a pieno di godersi il titolo senza sbavature. Nonostante le difficoltà iniziali, siamo comunque stati in grado di immergerci in un’ottima fotografia di una Polonia post-apocalittica, devastata da un morbo dove La Collettività, per mezzo dei Viaggiatori e di salti attraverso squarci temporali, si pone come obiettivo di ricreare una memoria dell’umanità attraverso l’estrazione di personaggi chiave vissuti in un’epoca speculare ai nostri anni ’80, come suggerito dagli sviluppatori che hanno voluto ricreare un periodo prossimo alla loro adolescenza.

Cronos

Sin dalle prime battute iniziali, Cronos: The New Dawn fa esattamente ciò che un survival horror deve fare: creare una tensione costante nel fruitore che deve centellinare ogni risorsa per non ritrovarsi mai alla sprovvista nelle fasi calde di gioco. Il risultato è misto. Se da un lato l’utilizzo del deposito oggetti, dei potenziamenti, delle risorse e la precisione dei colpi suscitano un certo senso di sfida nel videogiocatore, dall’altro spesso la soluzione è correre ed evitare lo scontro. Quest’ultima sarebbe anche un ottimo modo di affrontare l’avventura, ma cozza con la brillante esplorazione che Bloober Team ha introdotto nel titolo, rendendo, quindi, anche frustrante il voler approfondire determinati aspetti della trama. Nonostante l’inserimento di una bussola che orienta il videogiocatore verso l’obiettivo di gioco, l’assenza di una mappa è un elemento che si fa sentire. Chiariamo: la presenza di shortcut e l’allenamento alla memoria dei vari luoghi esplorati sono sicuramente un punto di forza, ma quando si inseriscono documenti e luoghi per approfondire la trama e aumentare la longevità e li dove si presentano ambientazioni ridondanti o devastante, l’elemento mappa diventa figura essenziale.

Cronos

La mancanza della scelta di difficoltà del gioco sicuramente è un’idea brillante che costringe il videogiocatore a cercare ogni modo per sopravvivere. Il margine di errore è minimo e ogni passo falso può essere fatale. Il gioco è altamente punitivo e la morte sarà vostra amica. Nonostante la costante sensazione che sia molto derivativo di Dead Space, in realtà Cronos: The New Dawn eredita molto anche dello spirito di The Medium e non mancano riferimenti ad altri titoli del genere, tra cui una chicca alla Resident Evil. La rosa di nemici, che presentano ciascuno delle caratteristiche precise, alla lunga potrebbe risultare limitata, ma le combinazioni tra le varie tipologie in differenti situazioni crea sempre nuovi scenari che obbligano variazioni dello stile di gioco. In questo senso risulta quasi sempre obbligatoria l’analisi e l’interazione con l’ambiente circostante che spesso ci darà una mano. Forse fin troppo durante le boss fight, che risultano quasi sempre ridondanti è che tranne nelle battute finali non brillano in diversificazione e originalità.

Cronos

Ma è giusto esaltare anche i punti di forza di questo titolo tra cui la manipolazione temporale e la presenza di anomalie che permettono sovrapposizioni temporali brillanti. Cosi come la fotografia che rende giustizia ai migliori esponenti del genere e permette di immergerci in differenti scenari che, quindi abbandonano la linearità tipica dei survival e permettono una discreta diversificazione dell’esperienza. Promossa anche la varietà di armi e consumabili. Nel corso del viaggio sarà necessario compiere delle scelte che modelleranno il finale e apriranno le porte a più scenari che ne aumentano la rigiocabilità, cosi come l’inserimento di un’NG+ con difficoltà aumentata, vera sfida per i giocatori hardcore. Ovviamente, come vuole la tradizione, il titolo va giocato al buio con le cuffie. E questo ci pone di fronte a due osservazioni tecniche importanti. La prima è che il sonoro crea una grande immersività nel titolo e contribuisce al livello di tensione già citato precedentemente. Ma di contro, la colonna sonora non è nulla di memorabile e si limita ad essere un attore non protagonista.

Cronos

Giudicare questo titolo non è affatto semplice. Un incipit complesso e azzardato, ma che alla lunga sfocia in una sceneggiatura sagace, forse prevedibile, ma non esente da colpi di scena. Il tema del viaggio, dell’eredità da raccogliere, la metafora con la recente pandemia, l’invettiva contro il consumismo, l’essenza dell’esistenza, la preservazione dell’umanità e, quindi l’immortalità, sono tutte tematiche profonde che, però, vanno ad inserirsi in un’opera che presenta qualche sbavatura, risolvibile, ma che pone Cronos: The New Dawn al limite basso del confine tra ottimo titolo e capolavoro memorabile. Probabilmente sarà una di quelle opere altamente divisive che finiranno inevitabilmente per essere amate od odiate. Non possiamo negare che Bloober Team si confermi una garanzia e che abbia svolto un buon lavoro. Il titolo presenta una discreta personalità e, soprattutto, dovrà presto confrontarsi con le prossime pubblicazioni di due mostri sacri come Silent Hill e Resident Evil. Sicuramente altamente consigliato agli amanti del genere.

Il Buono

  • Tensione costante
  • Fotografia da vero surival
  • Ottima sceneggiatura
  • Alto livello di sfida...

Il Cattivo

  • Ottimizzazione grafica e qualche bug di troppo
  • Assenza della mappa
  • Boss Fight ridondanti
  • ... ma tendente alla frustrazione durante l'esplorazione
8

Scritto da: Christian Giordano

Christian Giordano è un geek proveniente dal tacco d'Italia, che vive per passioni e per passione e studia Medicina. Nato con il NES come cuscino, tra le bucoliche foreste di Zelda e gli interrogativi brick di Mario, è stato forgiato con due braccia e due pad per poter giocare, testare, vivere qualsiasi genere di avventura il mondo videoludico gli palesi sul vetro della sua console, portatile o non, dalla Nintendo alla Sony, con tutte le sfumature che il mercato propone. Cresciuto con il mito de Il Piccolo Grande Mago dei Videogames, è un giocatore eclettico e un collezionista che sa scovare in ogni angolo del globo anche il game meno idolatrato per gustarne e vagliarne le qualità di persona. Piacevoli distrazioni al suo lavoro sono il Calcio, la Musica e i Motori, nonché la sua musa ispiratrice con la sua somma pazienza.

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