Bloodborne

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[RECENSIONE DLC] Bloodborne: The Old Hunters

Bloodborne The Old Hunters 1From Yharnam with Love

Quando uscì Bloodborne la critica fu piuttosto unanime definendolo uno dei migliori giochi della generazione e ancora ci risulta difficile lasciarci alle spalle la splendida e malinconica Yharnam che è rimasta vivida nella nostra mente fino ad ora, con tutti i suoi dettagli e le sue strade scolpite nelle nostre menti.

Le armi che abbiamo usato, i nemici sconfitti e le morti da noi subite, tutto è rimasto vivido nei nostri ricordi come se avessimo terminato il titolo pochi istanti fa quando, invece, ormai son passati diversi mesi da quando non mettiamo piede nella sanguigna città, da quando non ci rapportiamo più con i suoi abitati o da quando non incontriamo un nemico che trasmetta soddisfazione una volta eliminato. Tutto questo ci manca, ormai siamo ebbri del sangue bestiale.

Fortunatamente per noi è giunto il momento di riprendere i nostri abiti da cacciatore per un’ultima volta e sfoderare le armi per poter riassaggiare il sapore di una caccia; riuscirà The Old Hunters nell’arduo compito di rapirci come fece Bloodborne? Scopriamolo insieme.

Bloodborne riesce sempre a regalarci dei bellissimi panorami.

La storia di The Old Hunters risulterà accessibile dopo poche ore dall’inizio del gioco, più precisamente dopo aver sconfitto il Vicario Amelia, ma sarà praticamente impossibile affrontare il DLC senza aver raggiunto un livello adeguato a meno che non si voglia perire ripetutamente fin dai primi incontri contro i nemici che risulteranno ben più forti e feroci rispetto a quanto visto nel gioco base. Avremo a che fare con nuovi e vecchi incontri, ma tutti saranno incredibilmente impegnativi visto anche che, a differenza del passato, saranno in abbondante soprannumero rispetto al nostro povero alter-ego: dover affrontare tre nuove tipologie di cacciatori contemporaneamente poco dopo aver cominciato la nuova avventura ci è risultato fatale e ci ha fatto capire subito di che pasta è fatto questa espansione.

Andando avanti nel viaggio i successivi avversari non saranno da meno, tra nemici deboli ma in vantaggio numerico, altri capaci di ucciderci con pochi colpi ed altri ancora posizionati in modo da farci finire in apposite trappole che ci porteranno alla morte. Da questo punto di vista possiamo notare come nell’espansione si tenda sempre ad aumentare la difficoltà di gioco in modo artificioso e capiteranno alcuni momenti in cui ci si chiederà se l’ultima morte è stata provocata per nostro errore o per la voglia da parte degli sviluppatori di farci soccombere a qualunque costo.

L’introduzione di nuove armi rende il combattimento più vario e dinamico.

Una delle maggiori critiche che si possono fare su Bloodborne riguardano senza dubbio la pochezza di contenuti in termini di oggetti e vestiari, ed è proprio qui che The Old Hunters riesce più a farsi valere grazie all’inserimento di nuove magie arcane, vestiti ed armi. Sopratutto tra quest’ultime abbiamo potuto scorgere delle Trick Weapon veramente interessanti che sono riuscite addirittura a distaccarci dalle nostre armi abituali, compito tutt’altro che semplice.

Ma cosa sarebbero queste armi senza un adeguato potenziamento? Fortunatamente From Software ha ben pensato di introdurre abbastanza oggetti da permettere l’avanzamento di almeno un’arma al grado massimo di potenza, così da permettere subito al giocatore di usare i nuovi gingilli messi a disposizione.

Purtroppo per gli amanti dei Chalice Dungeon non ne sono stati introdotti di nuovi, quindi niente nuovi luoghi sotterranei da esplorare e segreti da scovare.

I nemici ci metteranno a dura prova, soprattutto se circondati da un manipolo di corvi…

Come abbiamo già detto, Yharnam ci è rimasta nel cuore ed è quindi stato un piacere intravedere il medesimo stile nelle aree che fanno da sfondo a The Old Hunters. Gli sviluppatori sono riusciti a donarci scorci davvero mozzafiato soprattutto nelle prime due aree di gioco grazie anche alla presenza di una illuminazione solare, estremamente diversa da quella lunare che mostrava il mondo in modo sicuramente più asettico.

Nota di merito anche per quanta riguarda il sonoro, con musiche da far accapponare la pelle per la loro bellezza e che riescono ad essere una bellissima cornice durante le situazioni più concitate, ed al doppiaggio italiano che è rimasto di alto livello come per il gioco base.

Riuscire ad unire armonia e paura non è certo una cosa da tutti.

The Old Hunters riesce ad eguagliare l’esperienza del gioco principale, grazie anche all’introduzione di nuove aree che, per direzione artistica ed impatto, risultano addirittura migliori di quelle viste in precedenza. Ha i suoi difetti, tra cui una difficoltà fin troppo artificiale (a tratti snervante) e purtroppo non risponde alle domande poste in passato riguardanti il contesto narrativo, anzi, ne aggiunge delle nuove alle quali non verrà data risposta se non alla probabile uscita di un seguito di Bloodborne.

Il Buono

  • Comparto artistico al massimo della forma.
  • Armi, nemici e ambientazioni tutte nuove ed interessanti.
  • Alto grado di soddisfazione dovuta alla difficoltà aumentata...

Il Cattivo

  • ...anche se spesso in modo artificioso e sleale verso il giocatore.
  • Assenza di nuovi calici.
8

Scritto da: Ciro "Reaper" Sagona

Videogioco da quando ne ho ricordo, e senza l'intenzione di smettere. Appassionato di Informatica, Film, Serie TV e Tecnologia sono finito con il desiderio di poter scrivere delle mie passioni ed ho colto al volo la possibilità offertami da CPN. Seguitemi su Twitter: @Reaper_95

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