[RECENSIONE DLC] Fallout 4 – Far Harbor
Il verdetto di CoPlaNet
Voto, punti di forza e informazioni essenziali
Pro
- Ambientazione tra le migliori della serie
- Buona quantità di contenuti aggiuntivi
- Nel complesso un'ottima espansione
Contro
- Frame rate ballerino
- Rapporto quantita/prezzo
- La sezione con l'editor è frustrante
TRA RANE PESCATRICI E GHOUL LUMINESCENTI
Guarda caso, il mese di Maggio è anche il mese delle grandi espansioni. Da un lato, l’ultima (almeno per questa gen) nostalgica impresa dello strigo, dall’altro il primo vero contenuto aggiuntivo per il titolo post apocalittico di Bethesda. Dopo i primi due DLC, Automatron e il pacchetto Wasteland Workshop, per la software
house americana è arrivato il momento del riscatto: sarà un supporto memorabile quello di Fallout 4, oppure no?

Proposta al prezzo di 25€, l’isola di Far Harbor si prepara ad accogliere noi sprovveduti “continentali” tra le braccia della sua densa nebbia. Questo, a patto che abbiate raggiunto il gioiello del Commonwealth, Diamond City, e che abbiate incontrato il detective Nick Valentine nella main quest. Se così non fosse, non abbiate troppa fretta. Far Harbor è un luogo inospitale, lugubre e spietato. Un livello alto sarà necessario per evitare una sfida altrimenti proibitiva.
Una giovane ragazza di nome Kasumi è scomparsa. Disperati, i poveri genitori si sono rivolti all’agenzia del detective Valentine e il compito è stato girato a noi. La vicenda di Kasumi si rivela presto ben più grande di quanto potessimo aspettarci. La giovane è fuggita di casa e ha raggiunto la misteriosa isola di Far Harbor, in risposta ad un appello di una criptica organizzazione di sintetici. E così, anche noi, ci prepariamo a lasciare il Commonwealth per la prima volta, a bordo di una vecchia imbarcazione, per andare fino in fondo ad una storia che porterà sulle nostre mani il destino stesso di Far Harbor.

Una volta sbarcati sull’isola, il colpo d’occhio parla chiaro. Far Harbor non è il Commonwealth a cui siamo abituati. Questa volta Bethesda si è spinta oltre. Le radiazioni prendono qui la forma di una fitta nebbia che regala un’ambientazione infida e quasi terrificante. La gente del posto sopravvive ammassata in un porto e tiene lontana le radiazioni della nebbia grazie a speciali condensatori. Durante la nostra avventura impareremo a conoscere le loro misere storie tramite side quest e soprattutto grazie alla narrazione principale. Ma non sono gli unici abitanti dell’isola di Far Harbor, che ospita ancora due fazioni: i sintetici rifugiati di Arcadia, a cui capo un sintetico centenario di nome Dima desidera la pace dell’isola e di tutti i suoi abitanti, quale che sia la loro fede, e i Figli dell’Atomo, una stravagante setta che adora le radiazioni e la nebbia come se fosse divina, in guerra con gli abitanti del porto.
Come da tradizione per la serie, anche in questa espansione saremo chiamati a schierarci, a ponderare scelte e ad accettarne le conseguenze. Più di una volta i bivi che vi si pareranno di fronte, vi costringeranno a far fede a coerenza e morale, cambiando radicalmente i rapporti tra le fazioni di Far Harbor e non permettendovi rimostranze (c’è sempre il salvataggio provvidenziale per quelle). Ogni fazione a Far Harbor ha i suoi scheletri nell’armadio e la loro conoscenza vi porterà a dubitare di chiunque vi stia accanto.

E mentre l’ottima narrazione scorre, ci ritroveremo a percorrere macabre lagune, fabbriche abbandonate e imbarcazioni distrutte. Addirittura più che nel gioco principale, questa espansione sottolinea la desolata distruzione portata dalla guerra atomica. Ma quello a Far Harbor non sarà un semplice viaggio turistico, tutt’altro. L’isola pullula di nuove e terrificanti creature da combattere, che si vanno ad aggiungere ad altre già incontrate sul continente. Tra ghoul ferali e mirelurk, ci saranno rane pescatrici, striscianti della nebbia e gulper, tutte creature che si sposano perfettamente con l’ambientazione dell’isola. Se il fronte nemico ha allargato i suoi ranghi, anche il nostro arsenale potrà vantare su nuove bocche da fuoco ed equipaggiamenti a tema: fucili a leva, un cannone spara-arpioni (davvero memorabile) e perfino uncini e cappelli da pirata.
L’isola è una terra inospitale e irta di pericoli, soprattutto per i più sprovveduti. Pertanto sarà consigliabile affrontare questa nuova avventura con un buon equipaggiamento anti-radioattività. Un’armatura atomica sarebbe l’ideale, soprattutto se accompagnata da una buona dose di Rad-Away.

A Far Harbor le cose da fare non sembrano mancare, anzi. Anche il numero di missioni secondarie è esorbitante ed alcune sono davvero ben curate. Queste spazieranno dai classici “raggiungi il luogo e distruggi i mostri” ad altre molto più complesse. Tutte (o quasi ), trascineranno emotivamente il giocatore in quella che sicuramente è un’ambientazione che farete difficoltà a dimenticare. Non tutte le fasi di gioco sembrano essere riuscite al team di sviluppo, in particolare durante l’avventura principale saremo obbligati a completare un puzzle game sfruttando il pessimo editor di gioco. Questa situazione, oltre ad essere particolarmente lunga, risulta anche frustrante e poco ispirata. L’unico interrogativo che rimane dopo il suo completamento, è il perché gli sviluppatori abbiano deciso di inserirla. Mistero.
Parlando di longevità, il viaggio a Far Harbor durerà circa una quindicina d’ore, cinque per la main quest e un’altra decina da dedicare a side quest ed esplorazione. Il conteggio delle ore è decisamente buono e può sicuramente aumentare a livelli di difficoltà più elevati.
Il comparto tecnico di Fallout 4, con pregi e difetti, viene traslato anche sull’isola di Far Harbor. Il colpo d’occhio è di livello e sarà abbastanza per trascinarvi in questa nuova e cupa versione di Fallout. Purtroppo l’aggiunta della nebbia sembra essere costata cara in termini di stabilità. In alcuni frangenti il frame rate sembra addirittura dimezzarsi, rendendo anche banali fasi di esplorazione poco gradevoli. Il motore grafico di Fallout 4 sembra avere molti più anni di quelli che possiede in realtà.

A fronte della quantità dei contenuti proposti e di una narrazione invidiabile, con Far Harbor Bethesda avrebbe potuto, e dovuto, osare di più. Il prezzo di partenza non è di certo dei più economici e il confronto con il rapporto quantità/prezzo della neo-uscita espansione di The Witcher 3 è d’obbligo. Far Harbor rappresenta comunque un assoluto must have per tutti coloro abbiano già amato la produzione principale e ne rispecchia perfettamente le migliori caratteristiche, a patto di non aspettarsi nessuna variazione rispetto alla formula già apprezzata, ma piuttosto una degna continuazione e un’ambientazione da annoverare tra le migliori della serie. Far Harbor è la prima vera espansione di Fallout 4.
