Evil Genome

Da il il Recensioni, 2 più

[RECENSIONE] Evil Genome

DALLA CINA CON FURORE

Uno di quei mercati di cui ancora si sa fin troppo poco, è quello dei videogiochi “Made in China”. Un’offerta, quella videoludica cinese, che è entrata davvero prepotentemente nel settore dei giochi mobile (e anche PC), a cui però, a parte qualche eccezione, non si può ancora riconoscere una vera creatività, ma piuttosto un tentativo di riprendere formule vincenti già esistenti e di reinterpretarle in una chiave differente. Evil Genome è uno di quei prodotti, invece, sviluppati da parte di quella categoria di studi di dimensioni intermedie ed indipendenti, da cui, proprio come nelle produzioni nostrane, spesso invece finiscono con il creare dei prodotti stilisticamente interessanti ed originali. Sarà anche il titolo di Crystal Dephts uno di questi?

Rispondiamo subito alla domanda di cui sopra. Evil Genome è uno di quei titoli che, seppur non innovando, appartiene però a quella volontà del mercato asiatico di distinguersi, in qualche modo. Evil Genoma è un titolo d’azione in due dimensioni che viene definita dagli stessi sviluppatori metroidvania, con una storia di fantascienza che non decolla mai. La protagonista del gioco è Lachesis che, atterrata forzatamente su un pianeta inospitale, si ritrova a dover esplorare l’ambiente circostante, tra numerose insidie, per cercare di recuperare la memoria che ha perduto.

La protagonista del gioco è sicuramente uno degli aspetti meglio riusciti della produzione.

Sul fronte gameplay, Evil Genome propone un combattimento sullo stile degli hack’n slash. Anziché però cercare forzatamente il contatto fisico, sarà anche possibile combinare attacchi a medio e corto raggio utilizzando l’arsenale a nostra disposizione. Oltre questo, avremo alcune abilità da utilizzar durante gli scontri, ad esempio una specie di schivata che ci permette di essere invincibili per qualche istante. Altri saranno disponibili solamente mediante l’acquisto con dei punti abilità ottenuti durante le battaglie. Ad esempio, potremo aumentare il danno delle nostre armi.

Di carne al fuoco, dal punto di vista dell’arsenale e dell’equipaggiamento, ce n’è davvero tanta. Durante la mia prova, oltre ai semplici oggetti di guarigione, ho potuto rinvenire diverse armi e armature. Ognuna di queste incide su salute, attacco, difesa e su altri parametri. Insomma, la combinazione ideale è una scelta del giocatore. Questo buon sistema di loot invoglia il giocatore ad esplorare ogni area per rinvenire scatole di ricompense o di accettare delle specie di sfide (come uccidere un certo numero di nemici).

Le premesse, sul lato ludico, sembrano positive. Tuttavia il sistema di controllo di Lacheris mi è sembrato piuttosto macchinoso. Nonostante sia facile concatenare un numero alto di combo. Oltre questo, anche la difficoltà media del gioco rasenta il nullo. I nemici si susseguono uno dopo l’altro come carne da macello. Tuttavia la natura arcade del titolo fa in modo che questo problema non diventi troppo esasperante, ma anzi finisce col rendere l’azione di gioco frenetica e appagante per il giocatore. Nonostante l’IA particolarmente deficitaria, è comunque responsabilità del giocatore riuscire a capire e anticipare i pattern prestabiliti dei mostri. Niente di difficile e facili da imparare. L’unico consiglio per non cadere presto vittime della noia è quello di cercare di concatenare la combo più lunga possibile e tentare, in questo modo, di essere particolarmente creativi nelle mosse.

Possiamo quasi parlare di picchiaduro a scorrimento orizzontale?

Quanto appena detto rappresentano i punti più convincenti della produzione. Tra le note dolenti, il tentativo di Evil Genome di inserirsi all’interno del metroidvania è completamente fallimentare. Oltre ad un noiosissimo e lineare backtracking, registriamo dei puzzle estremamente facili e poveri. Una creatività maggiore avrebbe sicuramente giovato alla godibilità del titolo. Siamo di fronte al classico leve e pulsanti, ma combinati nelle maniera più elementare possibile.

Passando al lato tecnico la situazione non migliora affatto. Mi risulta inspiegabile la scelta di mettere in primo piano una certa quantità di decorazione che finisce spesso di coprire il corpo del protagonista e così nascondere i nostri attacchi. Inoltre ho notato anche un non sempre preciso sistema di rilevamento dei colpi. Alcuni palesemente fuori bersaglio, finivano con il danneggiare il nemico e viceversa. Oltre a questo, aggiungiamo anche tempi di caricamento biblici. A quanto pare, tuttavia, lo studio di sviluppo si sta adoperando per rendere l’esperienza più godibile.

Sul lato visivo, in fin dei conti, Evil Genome regala scorci interessanti e una pulizia invidiabile (tenendo sempre presente gli evidenti limiti della produzione). I problemi, in questo senso, sono più di ottimizzazione generale. Oltretutto anche sul lato artistico, Evil Genome non mi è sembrato particolarmente attraente: monotono e buio.

Più trascurabile dei difetti legati al comparto tecnico e al gameplay, sono quelli del sonoro. Possiamo definirlo inesistente. Si fa letteralmente difficoltà ad averne percezione. Forse per dei problemi di bilanciamento.

Evidenziamo che il gioco sia sottotitolato completamente in inglese (niente italiano), anche se quest’ultima non mi è risultata sempre corretta. Alcune parti sono spiegate male o semplicemente confusionarie. Probabilmente per via di una traduzione non particolarmente attenta.

La resa grafica di Evil Genome è piuttosto scarna, ma è complice soprattutto una direzione artistica troppo poco ispirata.

In conclusione, Evil Genome è un titolo che rasenta in praticamente tutti i suoi aspetti una sufficienza stentata. Certamente, sul lato del gameplay, regala un feedback piuttosto divertente, semplice ed immediato. L’IA deficitaria finisce con l’essere un pregio, visto che rende ancora più arcade l’azione di gioco. Inoltre un buon di sistema di loot e di personalizzazione sono sicuramente degli aspetti positivi. Evil Genome possiede però un bilanciamento tecnico complessivo da rivedere con bug e problemi di stabilità generale, oltre che un design davvero poco ispirato, un sottotitolaggio inglese confusionario e uno sviluppo della storia praticamente nullo. Al prezzo di 14,99 mi sento dunque di sconsigliare il titolo, in quanto su Steam ci sono sicuramente alternative migliori. Magari con un drastico calo di prezzo, potreste arricchire la vostra libreria con un titolo in grado di divertire i meno esigenti.

Il Buono

  • Gameplay immediato e senza fronzoli
  • Sistema di loot soddisfacente

Il Cattivo

  • Design poco ispirato
  • Sottotitolato (male) solo in inglese
  • Storia non troppo entusiasmante
  • Puzzle troppo semplici
  • Troppi bug e difetti tecnici
  • Ma il sonoro?
5.5

Scritto da: Davide Andreetto

Nato a Torino. Laureato in Scienze della Comunicazione e con un'ossessiva passione per le merendine. Videogiocatore incallito da tempo immemore. Ne possiede tantissimi, li prova tutti ma non li finisce mai. Mentre redige piani per la conquista della Terra di Mezzo, è redattore per CoPlaNet.it da qualche anno. Impossibile nascondere la sua incontrollabile venerazione per il cinema. Rimarrebbe ore a testa in su a guardarlo dal marciapiede di fronte.

Nessun commento al momento.

Rispondi

Chi Siamo

CoPlaNet.it è nato con lo scopo di racchiudere una passione che ci unisce e di discuterne insieme, ossia quella dei videogiochi. Naturalmente per permettere che ciò avvenga in maniera “tranquilla” è stato necessario stilare un REGOLAMENTO da seguire. Ricordiamo che il forum di CoPlaNet.it è di libera visualizzazione nella maggiorparte delle sue aree ma necessita di una registrazione gratuita per poter essere attivo e partecipare alle discussioni.

Tweet